Absolute Carnage #1 – Il Re Insaguinato

Chi segue la serie regolare di Venom sa bene di cosa stiamo per parlare, ma anche i meno attenti non si saranno lasciati sfuggire l’arrivo di questa saga che promette di riportare sulla scena il più terribile dei simbionti: Carnage, il folle massacratore nato dall’unione tra Cletus Kasady e il rosso klyntar, figlio del già citato Venom. A lui è dedicato il crossover Absolute Carnage, tra i cui protagonisti è annoverato anche l’Uomo Ragno

recensione absolute carnage

Fin dall’inizio della sua serie regolare su Venom, Donny Cates (autore anche di Absolute Carnage) ha promesso di espandere la mitologia del simbionte, e lo ha fatto dalle prime pagine, donandoci la conoscenza di Knull, dio dei simbionti, oscuro essere nato all’origine dell’universo e padre di All-Black, la Necrospada vista in mano al Macellatore di Dei, primo antagonista della gestione di Jason Aaron su Thor (ah, le meraviglie della continuity!). Da quanto scopriamo non solo è presente sulla Terra, da secoli, un vero e proprio drago costituito da vari simbionti, ma ogni persona che entra a contatto con uno di essi (sia esso Venom, Carnage, Toxin o altri) viene lasciata con al suo interno un cosiddetto “codex”, un frammento di simbionte. Unendoli tutti si può ottenere una incredibile forza, riuscendo addirittura a contattare Knull, per liberarlo dalla sua cosmica prigione (il pianeta Klyntar, costituito da milioni, se non miliardi, di simbionti, uniti a creare una prigione per Knull).

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Carnage si è così risvegliato come un apostolo di Knull, e da mesi, attraverso una pericolosa setta, sta raccogliendo i vari codex sparsi tra i molti che hanno indossato i simbionti nel corso degli anni. A contrastare l’opera di Carnage e dei suoi troviamo Eddie Brock, che nelle prime pagine di Absolute Carnage recupera il proprio simbionte, dopo essere stati divisi durante la Guerra dei Regni. Al buon Eddie non resterà che mettere da parte l’orgoglio e chiedere aiuto all’Uomo Ragno, Peter Parker, per porre fine alle macchinazioni del più terribili dei loro nemici comuni. In questo primo numero il viaggio alla scoperta del codex passa direttamente da un altro pericoloso avversario: Norman Osborn, il Goblin. Norman, nella chiusura della gestione di Dan Slott su The Amazing Spider-Man, aveva infatti indossato il simbionte di Carnage per diventare il Goblin Rosso (infettando tra l’altro il suo stesso nipote) e affrontare così l’Uomo Ragno, per poi finire sconfitto. Una sconfitta non solo fisica: la sua mente è infatti impazzita, facendogli credere di essere Cletus Kasady.

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Questo primo numero di Absolute Carnage si apre in maniera a tratti frenetica, lanciando il lettore nel pieno dell’azione. In poche pagine ci ritroviamo immersi nella terrificante minaccia di Carnage, che questa volta ha il sapore di una vera e propria apocalisse. Oltre a ciò, il contraltare è l’essere non così diversa dalla regolare di Venom, apparendo come un capitolo più che interno alla serie regolare: non è quindi facile consigliare questo crossover (in tre numeri italiani) a chi non segue la serie Venom. Infatti, nonostante coinvolga anche l’Uomo Ragno, Absolute Carnage è un vero e proprio story-arc del lavoro di Donny Cates, risultando quindi imprescindibile per i lettore di Venom e evitabile per chi non ha dimestichezza con il personaggio e la sua serie attuale.

Ryan Stegman è a dir poco perfetto, artista in forma a dir poco smagliante: se già ci aveva convinto nella regular, in questo crossover mostra i muscoli (suoi e dei suoi personaggi) lasciandoci una grande impronta della sua maturità artistica, riuscendo a gestire con grande maestria la frenesia del ritmo di questo numero. Se il lavoro alla sceneggiatura ci lascia con il dubbio su come Cates sbroglierà la matassa da lui stesso creata, Stegman ci dona davvero tanta sicurezza sulle pagine che ci aspettano nei prossimi due numeri.

Absolute Carnage n.1

Absolute Carnage n.1

Autori: Donny Cates, Ryan Stegman
Pagine: 72, a colori
Formato: 17x26; spillato
Prezzo: € 6,90
Editore: Panini Comics

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Bianco Rosso e Blu

Una volta girata la mia prima pagina, ho saputo che l'ultima sarebbe stata davvero lontana. Vivo in un mondo di nuvole, per parlare degli eroi di una nuova mitologia

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