47 Ronin – La vendetta è un piatto che va servito freddo

47 Ronin è un viaggio sospeso tra la memoria storica e la leggenda di un popolo che dell’onore ne ha fatto il suo tratto distintivo. Conoscere questa storia vuol dire conoscere il Giappone

recensione 47 ronin

Grazie a ReNoir Comics è possibile immergersi in una storia unica, intrisa di secolare tradizione. 47 Ronin è un volume unico scritto e illustrato magistralmente, sotto la direzione di un Maestro d’eccezione.

Qualsiasi sia la strada che vogliate percorrere per conoscere il Giappone, il vostro cammino si scontrerà felicemente con la storia dei 47 ronin, samurai che, loro malgrado, divennero tali dopo l’ingiusta condanna a morte del loro padrone, Asano Naganori.

Non si tratta solo di fredda vendetta o di scontri epici tra leggendari guerrieri. 47 Ronin è una storia di impavida difesa dell’onore, un’estrema dimostrazione di fedeltà a persone e sovrastrutture così ben delineate, da permettere anche a noi che di memoria storica ne abbiamo un’altra, di non avere problemi di comprensione.

47 ronin

La leggenda dei 47 Ronin si basa sì su eventi realmente accaduti, ma a catturare l’attenzione fin dal principio, è la versione romanzata dei fatti accaduti. Chūschingura (I 47 Rūnin fedeli), questo il nome dell’opera originariamente scritta per il bunraku (il teatro delle marionette) e per il kabuki (teatro tradizionale).

Il fumetto che ne è stata tratto, pubblicato per la prima volta nel 2013, gode di un connubio di maestranze che già di suo fa presagire un lavoro imperdibile. Mike Richardson, fondatore della Dark Horse, alla scrittura, e Stan Sakai, l’inarrivabile talento che ha dato i natali alle gesta di Usagi Yojimbo, unirono le forze sotto la supervisione del Maestro Kazuo Koike (l’immenso autore di Lone Wolf and cub). Da questo prezioso sodalizio artistico prese vita il graphic novel, da noi disponibile in un’edizione di tutto rispetto grazie a ReNoir Comics, che vi consigliamo assolutamente di recuperare.

A fine volume, sono raccolte le bellissime copertine dell’edizione Dark Horse, le interessanti interviste con gli Autori e gli interventi di Richardson sulle famose stampe di Ogata Gekko, artista che, a cavallo del Novecento, realizzò delle illustrazioni su tavolette di legno dedicate ai 47 ronin.

47 ronin

Inutile girarci ancora intorno. 47 Ronin si è rivelato un ammaliante viaggio tra Bushido e la rigida etichetta del periodo Edo.

Se c’è una cosa davvero difficile è rendere straordinaria una storia già conosciuta e ben raccontata in diverse occasioni. I ronin che hanno vendicato il proprio padrone ingiustamente condannato a morte è vicenda nota anche a noi occidentali grazie alle diverse trasposizioni cinematografiche e letterarie (indimenticabile quella di Jorge Luis Borges in Storia universale dell’infamia).

In questo caso le gesta dei 47 sono affidate al fumetto che ne ha saputo cogliere tutte le terribili ma affascinanti sfumature.

Richardson consegna la direzione del racconto a Murakami Kiken, samurai decaduto, giunto sulla tomba di Oishi Yoshio, comandante dei 47 ronin, pronto a fare seppuku. Sin dalle prime battute, le pagine ci guidano alla scoperta del rigido codice del bushido, ma concedendoci il tempo di abituarci a un viaggio a ritroso nel tempo.

47 uomini fedeli al codice dei samurai, come sono diventati ronin, letteralmente uomini alla deriva?

47 ronin

Periodo Tokugawa, XVIII secolo. Oishi Kuranosuke Yoshio è il sovraintendente del daimyo Asano Takumi-Naganori, chiamato a Edo presso la corte dello shogun per assolvere il Sankin Kotai, prassi che costituiva sia croce e delizia dei signori del tempo. Se grande era l’onore di servire lo shogun, altrettanto enorme era il peso dell’etichetta da rispettare e dura la lontananza da casa, lasciando possedimenti, moglie e prole quasi in ostaggio dell’onore da assolvere a ogni costo.

47 ronin

Una volta giunto a Edo, Asano viene affidato a Kira Yoshinaka, alto cerimoniere di corte. Kira è un personaggio disgustoso che immediatamente provoca antipatia nel lettore. Il cerimoniere si aspetta di essere ben ricompensato per i suoi servizi, vuole essere profumatamente pagato dando seguito al malcostume degli alti emissari di corte, soliti a riscuotere tangenti.

Asano, indignato all’inverosimile, si rifiuta di sottostare al ricatto sopportando le conseguenti e continue vessazioni di Kira fino a quando, esausto dal suo comportamento, reagisce alle provocazioni. Asano estrae dunque la spada e si scaglia contro Kira, ferendolo leggermente al volto.

Estrarre un’arma all’interno della corte dello shogun era assolutamente proibito. Vittima dei giochi di palazzo, Asano viene costretto a praticare il seppuku, e la sua famiglia destituita di ogni han e dei titoli.

47 ronin

Oishi guiderà così i servitori di Asano nella lenta riabilitazione dell’onore del proprio padrone, ingiustamente condotto a morte per colpa della corruzione e del malcostume di corte. Un’avventura straordinaria diretta con arguzia e pazienza da uomini votati ad un solo scopo: portare la testa di Kira sulla tomba di Asano.

47 Ronin diventa così il racconto dell’arguzia di Oishi che non darà modo a Kira in nessun modo di sospettare della sua perdurante fedeltà ad Asano. Quando Kira finalmente si sentirà al sicuro, i 47 Ronin saranno pronti a mettere in scena la propria vendetta.

È bellissimo seguire le astute mosse di Oishi e dei suoi, la loro inflessibilità. Sanno di andare incontro alla morte e lo fanno con dignità e coraggio. Non c’è nulla che li fa cedere; non l’amore, non il naturale spirito di sopravvivenza, non la paura. Compiuta la vendetta, la testa di Kira verrà sacralmente offerta al daimyo defunto che riposa nel tempio di Sengaku-ji. Quale sarà il destino che attende i 47 dopo aver portato a termine il loro compito?

Richardson non allenta mai la tensione. 47 Ronin è una lettura che ha un ritmo incalzante unico, tonale. Dall’inizio sino alle ultime battute, la grande dimostrazione di bushido e la difesa dell’onore di Asano prima e dei Ronin poi, cattura l’attenzione del lettore. È vero, magari molti sanno come si conclude questa straordinaria storia. Tuttavia c’è qualcosa di unico nella mirabile direzione di Richardson che tiene tutti con il fiato sospeso.

Inoltre, la scelta di affidare il disegno a Stan Sakai è stata a dir poco felice. Sakai è riuscito a dare nuova vita alle stampe su legno di Ogata Gekko. La forma delle vignette è per la maggior parte regolare, su tre righe. Quando la scena richiede maggiore azione, Sakai ne aggiunge una o due per dare maggiore dinamicità. La sua lunga esperienza con Usagi Yojimbo si fa sentire, riconosciamo i suoi tratti distintivi anche senza esseri antropomorfi. La parte grafica è arricchita infine dai colori di Lovern Kindzierki, fondatore della Digital Chameleon.

Mike Richardson ci ha pensato su ben quasi trent’anni prima di realizzare quest’opera. Voi non aspettatene altrettanti per recuperarla!

Una lettura bellissima, un volume che non può mancare nelle nostre librerie.

 

 

 

 

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47 Ronin

47 Ronin

Autore: Mike Richardson
Disegni: Stan Sakai
Consulente editoriale: Kazuo Koike
Formato: 152 pagine a colori; Cartonato
Volumi: Volume unico
Prezzo: € 19.90
Editore: ReNoir Comics
Voto:

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Sig.ra Moroboshi

Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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