[Recensione] Space Anabasis: il dominio dell’urbe non è mai finito


L’eternità. L’Urbe è quanto di più si avvicina all’idea di corso e ricorso oltre i confini del tempo perché con tali presupposti è nata. Tuttavia, per quanto la pietra marmorea del Tempio di Giove Capitolino ci rimanda all’immortalità divina, siamo consapevoli che ciò che l’uomo crea è destinato a non durare per sempre. Ma se la storia della potenza senza eguali fosse stata diretta ancora una volta da chi dell’appellativo Cesare ne avesse fatto un uso ponderato e sapiente, Roma terrebbe ancora sotto scacco il mondo sino a dove la nostra conoscenza arriva?

 

Space Anabasis ci catapulta nell’anno 2770. Roma, ben lontana dalla decadenza in cui incorse conclusosi l’ultimo periodo felice sotto la guida di Marco Aurelio, mantiene salde le redini delle sue province che raggiungono i confini del sistema solare. Per quanto l’inesorabile scorrere del tempo abbia inflitto all’uomo la condanna del progresso e le bighe hanno ceduto il passo ai bivectores, l’imperatore è al suo posto, così come lo è il Senato. Questo binomio, da quando ne abbiamo memoria, non ha mai avuto vita facile. E non solo. Mantenere un’egemonia così estesa è talmente complesso che ogni idea di pace universale è perennemente in pericolo.

 

Sono questi i presupposti da cui prende avvio la saga fantascientifica di Space Anabasis, interessante opera edita da Edizioni Segni d’Autore di cui vedremo uscire in anteprima a Lucca il secondo volume.


Space Anabasis 1

Divo Caio Valerio Sereno, probo Cesare di Roma, negherà ai Titani, coloni dell’omonima luna di Saturno, guidati da Odder Aker, la possibilità di terraformare la colonia dove vivono, così da renderla abitabile  al pari della Terra. Questo diniego causerà il freddo assassinio di Cesare ad opera di Odder Aker che occuperà il Senato, costringendo l’assemblea a nominarlo nuovo Imperatore. Lucio, il figlio di Sereno, è obbligato  a fuggire e, in suo aiuto, interverranno il samurai Yoshiro Sato e la pretoriana Fatima Claudia; e non saranno i soli.

Il ritmo è molto veloce, si ha fretta di iniziare. Francesco Vacca alla sceneggiatura e un team di giovani talenti quasi tutti freschi di studi, si lanciano in quest’impresa narrativa che non è sicuramente facile da gestire. Diciamolo, non è mai semplice per i giovani purtroppo, soprattutto se si lavora con l’ambiente italiano che difficilmente accoglie e incoraggia nuove proposte. Questa dovrà essere tuttavia la spinta decisiva per osare e distinguersi, lasciando da parte il terrore di sbagliare e che ci porta a giocare sul sicuro.

La lettura dei primi due volumi è molto godibile e quelli che ho additato di primo impatto come difetti, non è detto che non siano delle precise scelte di regia; questo lo scopriremo solo seguendo la saga. Inizialmente ho trovato troppo precipitoso l’inizio e non ho avuto il tempo di assestarmi sull’anno 2770, in più a Roma. Ho pensato ok, hanno calato l’asso di prima mano. Poi ho letto il secondo volume ed ecco le mie risposte a quella partita che non avevo giocato. Gli approfondimenti (se volete i flashback) soprattutto su Odder Aker – che ora odio un po’ meno  – e Caio Valerio restituiscono quell’andamento moderato bello e imprescindibile se di epopea fantascientifica vogliamo parlare.

Ci sono due cose che apprezzo finora più di altre in Space Anabasis. Prima di tutto l’ampio respiro dato alle figure femminili e la naturalezza con cui si affrontano tutti gli universi che confluiscono in ogni donna. Si doveva arrivare al 2770 per vederle in ogni dove, libere di essere se stesse a quanto pare.  Inoltre mi piace  l’inserimento a gamba tesa di un atto d’amore verso le due facce della conoscenza: la millenaria tradizione delle Vestali (ancora solo velata), e dall’altra la biblioteca di Alessandria, custode dello scibile umano. Vederla scampare all’incendio che la ridusse in cenere fa bene all’anima.

Il viaggio dei fuggitivi, ci conduce in giro per il mondo facendoci visitare le colonie e le terre libere, conoscere le donne e gli uomini che popolano la Terra e le altre realtà presenti nel sistema solare. La nostra destinazione, e quanto accadrà, lo sa solo Sereno che all’interno della Biblioteca accederà alla conoscenza di quanto lo aspetta.

«Abbiamo scisso l’atomo e colonizzato il sistema solare, ma siamo guidati da filosofie vecchie di millenni», dice Yoshiro Sato. Space Anabasis gioca su questo, posando sul tavolo una scacchiera molto complessa di spostamenti veloci, incontri che modificano il corso degli eventi che scorrono. Roma però ha le sue tradizioni, i suoi mores maiorum e un attaccamento viscerale alla politica e alle credenze che affondano le radici talmente in profondità da non poter essere sradicate.

 

Per ora il giudizio è positivo. Ci sono sicuramente degli aspetti da migliorare, qualche scelta di regia troppo audace che avrebbe bisogno di essere gestita con più naturalezza, ma la lettura è comunque piacevole e si riescono a dimenticare i difetti, perché la trama prende e non ci si annoia davvero.

Space Anabasis 2

Un aspetto molto interessante è la gestione dei capitoli dal punto di vista grafico. Space Anabasis dietro di sé ha un team eterogeneo di disegnatori e coloristi. Ognuno di loro, tutti giovani o addirittura giovanissimi, ha cercato di dare il proprio imprinting e il proprio contributo. Si può preferire uno stile a un altro indubbiamente; ciò che importa è che il passaggio di testimone a ogni capitolo non disturba affatto la compattezza della trama. Anche in questo caso, sicuramente la strada da fare è molta, ma se le basi ci sono e sono buone, mettersi a puntare il dito su ogni errore come chi degli sbagli ne fa una bandiera per demolire ogni nuova proposta, lo trovo inutile e noioso.

MegaNerd consiglia Space Anabasis? Sì. Titolo da provare se vi piace avvicinarvi con un minimo di coraggio alle novità (nell’epoca delle ristampe, riedizioni, ripubblicazioni) senza adagiarvi alle solite certezze come accade a tutti, per carità, ma ogni tanto non fa male sperimentare, non credete?

space anabasis

Dal salotto della Sig.ra Moroboshi

 

 

Abbiamo parlato di:

SPACE ANABASIS 1 e 2

Soggetto e sceneggiatura: Francesco Vacca, Sonia Morganti
Disegni: Alessandro Polelli, Lorenzo Gubinelli, Daniele Milano, Francesca Del Sere (vol. 1); Christian Polito, Matteo Leoni, Stefano Ripamonti, Valerio Alloro (vol. 2)
Colori: Arianna Consonni, Valerio Alloro, Sara Giuntella, Niccolò Tallarico, Valentina Taddeo
Copertine: Diana Mercolini (vol.1), Lorenzo Gubinelli (vol.2)
Formato: 17×24 cm., brossurato, 96 pp. colore 
Volumi: 2, in corso di pubblicazione
Editore: Edizioni Segni d’Autore
Prezzo: € 9,90

Voto: 7

 

Per conoscere tutti gli artisti  vi rimandiamo al sito: www.spaceanabasis.com

 

[Recensione] Space Anabasis: il dominio dell’urbe non è mai finito

[Recensione] Space Anabasis: il dominio dell’urbe non è mai finito


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Sig.ra Moroboshi

Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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