Perché Thor: Love and Thunder è un bel film

Nonostante gli incassi multimilionari, non si placano le critiche di molti fan al Thor di Taika Waititi. Vi racconto perché non sono d’accordo

 

speciale thor love and thunder

 

OK, il titolo forse è un po’ clickbait. Forse sarebbe stato più onesto Perché Thor: Love and Thunder non è un brutto film. Ma anche così tutti coloro che pensano che il film sia orribile continuerebbero a storcere il naso. Questi ultimi forse avrebbero preferito qualcosa del tipo Perché Thor: Love and Thunder non fa proprio schifo schifo. Ma sarebbe stato fuorviante, visto che a me il film è piaciuto davvero.

Certo, limitandoci a un confronto con tutti gli altri cinecomic che Hollywood ci ha regalato negli ultimi decenni (perché un confronto con Quarto Potere non avrebbe ovviamente senso), non è comunque un capolavoro. Non è neanche nella Top Ten. Ma è un film che non si può liquidare in fretta e furia con un definitivo «fa vomitare».

La prima critica che si muove a Taika Waititi è quella di aver snaturato la vera essenza di Thor. L’asgardiano, nei fumetti della Casa delle Idee, è di tutt’altra pasta. È aulico, epico, grandioso, solenne e tutti gli aggettivi che il dizionario dei sinonimi di Word mi sta suggerendo. E tutti questi aggettivi trovano addirittura una sponda anche nelle vignette, dove per l’asgardiano (anzi per gli asgardiani) il lettering dei balloon riserva un font che meglio rispecchia il modo di parlare degli Dei: più epico, più aulico, più…OK ci siamo capiti. Si, insomma, fino a un certo punto. Io non ho mai sentito parlare un Dio, quindi magari non sono poi aulici ed epici ma più terra terra. Non saprei, lo scoprirò quando sarò chiamato nel Valhalla.

In ogni caso, Waititi invece ce lo presenta più sguaiato, a tratti goffo e impacciato. Un po’ troppo sopra le righe. Diciamo più simile al Party Thor che abbiamo visto nella serie animata What If…? che a quello creato dall’irraggiungibile Jack Kirby e dai fratelli Lieber (Stan Lee e suo fratello Larry).

Perché i Marvel Studios abbiano cambiato così brutalmente registro è presto detto. I primi due film di Thor non hanno avuto quel grande successo che gli Studios si aspettavano. Neanche Chris Hemsworth era tanto contento del ruolo. Così quel marpione di Kevin Feige ha ben pensato a una specie di soft reboot del personaggio. Riscrivendolo completamente e facendo anche contento l’attore australiano.

Una decisione coraggiosa perché molto rischiosa. Che però ha dato i suoi frutti. Thor Ragnarock è stato un grande successo di pubblico e anche il sequel attualmente in sala sta avendo un’affermazione planetaria.

E siccome sono loro che hanno il martello dalla parte del manico – e il portafogli stragonfio – ormai il Thor del Marvel Cinematic Universe questo è e questo dobbiamo tenerci.

Ma le critiche, per carità, sono sempre lecite e comprensibili. C’è chi sostiene che snaturare completamente un personaggio come Thor non s’ha da fare. Trasformare il Dio del Tuono  in una macchietta comica non è gusto. Ci sono tanti personaggi Marvel che possono essere sfruttati per farne la linea comica dell’MCU (come i Guardiani della Galassia o la futura new entry Deadpool). Perché proprio Thor?

Io la penso diversamente. Innanzitutto queste critiche hanno un senso solo per chi Thor lo conosceva già prima che arrivasse sul grande schermo. Solo chi sa chi è il Thor dei fumetti si trova disorientato davanti a quello dalla battuta facile e fuori luogo dell’MCU. Ma, care e cari miei, la fetta di spettatori che appartiene a questa categoria è poco significativa se rapportata a quella di coloro che l’asgardiano l’hanno conosciuto al cinema. E sono questi ultimi che costituiscono il target a cui i Marvel Studios si rivolgono! Un pubblico giovane e giovanissimo, che bisogna fidelizzare per portarlo al cinema nelle decadi a venire. Con buona pace dei vecchi tromboni (come me) che continuano ad amare il Thor dei fumetti.

E proprio a questi mi rivolgo e chiedo: è così difficile separare i due personaggi? È così faticoso amare il Thor di Kirby, di Simmonson, di Aaron e, nello stesso tempo, farsi due risate con quello di Waititi? Certo, questo genere di comicità può anche non piacere e quindi, indipendentemente dalla cringiaggine o meno del personaggio, se non è apprezzato va bene così. Non si andrà al cinema a vedere Thor 5 e altri film con toni comici analoghi.

Ma se la questione è solo la forte differenziazione tra il Thor della carta stampata e quello cinematografico, vi invito a fare un piccolo sforzo e sorvolare. Vedrete che mettendo da parte i paragoni, riuscirete a godervi un film comunque divertente.

L’altra questione sollevata dai detrattori è legata al fatto che i film di Thor sono troppo sopra le righe rispetto alle altre pellicole più seriose del MCU. Certo, in nessun film Marvel ci si risparmia sulle battutine talvolta fuori luogo, talvolta stupidine. Ma il tono resta comunque meno grottesco rispetto agli ultimi due Thor. A queste critiche mi sento di rispondere che l’MCU è bello perché è vario. Io apprezzo molto il fatto che all’interno dello stesso universo possano coesistere film seri e film meno seri.

In questo modo i Marvel Studios riescono a portare al cinema target di spettatori differenti,  coinvolgendo fette sempre più ampie di audience. Cosa che Marvel fa con i fumetti da praticamente sempre. D’altronde, al cinema ci si va per vedere Zoolander ma anche Schindler’s List (giusto per citare due classici dei loro rispettivi generi). Nessuno va a vedere il secondo lamentandosi poi perché è in bianco e nero e non fa ridere. E viceversa.

Se poi vogliamo criticare i buchi di trama, la debolezza della storia, allora possiamo discuterne ampiamente. Di buchi di trama ce ne sono eccome. La storia è deboluccia. Ad esempio, introdurre così la figura di Eternità mal si concilia con quel che è accaduto pochi anni prima con Thanos. Ma a queste incoerenze mi sa che dovremo abituarci sempre più. Perché la sensazione che il buon Kevin Feige stia perdendo il timone della nave è sempre più forte. Tra Dei in gonnella che non si sono mai visti né sentiti prima, Dei egizi stupidi come capre, universi che si scontrano, dimensioni alternative come in Ms. Marvel, controllo poliziesco dello spazio-tempo con la TVA di Loki… insomma, troppa, troppa carne al fuoco a cui è ormai impossibile riuscire a dare una coerenza d’insieme ancora credibile.

Ma dando per assodato tutto ciò, portando al massimo la sospensione dell’incredulità, penso che i Marvel Studios almeno ci provano a fare qualcosa di buono e godibile per tutti i palati. Da quello che cena solo da Cracco a quello che non va oltre ad Hamburger e patatine. Un approccio ben diverso da quello, ad esempio, di Sony, che continua a massacrare i personaggi Marvel di cui dispone proponendoli in film con sceneggiature senza capo né coda e tecnicamente mal realizzati. Una mancanza di rispetto nei confronti degli spettatori paganti che, ad oggi, non scorgiamo in nessuna delle pellicole o delle serie Disney+ dei Marvel Studios.

Una paura, però, ce l’ho. Quella di andare in fumetteria a ritirare la mia copia di Thor e trovarci appicciato quello del cinema. Una situazione drammatica che temo parecchio. Anche se oggi, con il personaggio saldamente nelle mani di Donny Cates, è ben lontana dal verificarsi.

E voi che ne pensate? Scrivetelo nei commenti!


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