Night Bus: il viaggio raccontato da Zuo Ma

La caccia ai “tesori” Bao è giunta alla terza pubblicazione con Night Bus, opera onirica di Zuo Ma che entra così nelle nostre librerie in quell’adorabile nicchia, tutta cinese, dove abbiamo riposto I racconti dei vicoletti e Reverie

Night Bus rassegna a noi lettori ingordi di avventura e poesia, il racconto di un viaggio sospeso tra i ricordi della sua protagonista a bordo di un autobus notturno, intenta a tornare a casa ma irrimediabilmente persa in luoghi che non le appartengono. O forse sì?

Si sa, viaggiare per definizione prevede un inizio e una fine, anche qualora si scelga di non avere mai un porto per riprendere fiato e, eroicamente, non fermarsi mai.

Zuo Ma fa abbandonare la sua protagonista ai ricordi mentre la stessa affronta il suo percorso in una natura rigogliosa che tutto avvolge. I piccoli viaggiatori che l’accompagnano, con le loro avventure, l’affrancano pian piano dal torpore del presente.

Progressivamente le certezze perdono importanza e sono le sue emozioni a esplodere nella narrazione del percorso verso la meta. I suoi ricordi riaffiorano prima timidamente, fino a quando l’essere scesa involontariamente alla fermata sbagliata, si rivela la chiave decisiva per la sua consapevolezza.

«Molti episodi rimangono seppelliti nella memoria per troppo tempo. Non c’è più una lotta tra vero o falso, tutto diventa parte di chi siamo»

Ed è proprio così. Viaggiare è una ricerca, non semplicemente di qualcosa, ma di se stessi. È la scoperta di quello che abbiamo sepolto sotto le macerie della vita quotidiana per quanto coraggiosamente cerchiamo di non farci sopraffare.

Con una delicatezza davvero rara, Zuo Ma protegge la sua protagonista in un momento di profonda difficoltà della vita, viziandola il più possibile con quanto di più caro lei conserva. Al riparo dalla realtà dolorosa del distacco, laddove l’autobus non passa più da molto tempo e la capacità di condividere reminiscenze, anche le più banali, è un ostacolo insormontabile nostro malgrado, la mente sa cosa serve per non aver paura. Che sia ricordare di avere i nostri occhiali in tasca o le avventure straordinarie vissute durante l’infanzia, troveremo la nostra strada. 

Il simbolismo proprio della cultura cinese è onnipresente nel racconto. Zuo Ma scandisce il ritmo della narrazione con scarabei, carpe e animali leggendari. Tutti elementi che mette a disposizione del lettore per mettere a fuoco le emozioni profonde che si affollano dentro di noi senza un senso apparente.

Night Bus lascia dietro di sé l’importanza delle piccole cose, delle nostre sensazioni più intime che non abbiamo mai confidato a nessuno. Il sempiterno Proust d’altronde ci ha insegnato che l’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi. Anche se sono davvero stanchi.

 

 

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Sig.ra Moroboshi

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Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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