Marvel’s Agents of Shield – L’addio alle spie

La conclusione della prima, storica, serie TV nata dai film Marvel Studios ci ha dato l’occasione per riflettere su questo lungo e incredibile percorso. Seguiteci e date insieme a noi un degno Addio alle Spie

speciale agents of shield

Accendo il mio pc per scrivere qualche pensiero sul finale di Agents of SHIELD eppure vengo immediatamente trasportato, nei ricordi e nelle emozioni, a qualche anno fa quando, dopo l’esame di maturità, salutai i miei compagni di liceo.

Ecco: salutare gli Agenti, dopo il finale della serie, significa salutare quei compagni di viaggio con cui ho trascorso mille avventure, condiviso esperienze, affrontato difficoltà. E se l’agente Coulson, già conosciuto a partire da Iron Man, Daisy, Melinda, Mack, i Fitz-Simmons sono riusciti a far breccia nel cuore di milioni di spettatori, qualcosa vorrà pur dire.

Se l’MCU è Adamo, AoS è stata la costola da cui poteva e doveva svilupparsi l’Universo televisivo Marvel, Eva: tale sviluppo inizia dopo il successo di The Avengers e vede direttamente coinvolto il regista Joss Whedon insieme a suo fratello Jed e Maurissa Tancharoen; l’idea è quella di esplorare, attraverso le missioni degli agenti della Strategic Homeland Intervention, Enforcement and Logistics Division, gli angoli nascosti dell’Universo Marvel, creare collegamenti tra un film e l’altro, mostrare cosa succede nel mondo dopo il passaggio degli Avengers. Protagonisti della serie sono il redivivo Phil Coulson e la sua squadra, formata dai migliori membri dell’agenzia: Melinda May, detta La Cavalleria, Grant Ward, Leopold Fitz e Jemma Simmons ai quali si aggiunge, non senza difficoltà, l’hacker Skye (che poi diventerà Daisy Johnson/Quake).

A bordo dello Shield 6-1-6, un gigantesco aereo da trasporto militare detto l’Autobus, i nostri si muovono da una parte all’altra del mondo: i supereroi, gli alieni, i villain bramosi di conquista non sono più un mistero e, come effetto collaterale della battaglia di New York, aumenta il numero di eventi sovrannaturali e apparentemente inspiegabili che vedono coinvolte anche le persone comuni. È qui che lo S.H.I.E.L.D. interviene ed indaga. E allora, prima di salutarci per l’ultima volta, non ci resta che salire sull’Autobus e ripercorrere insieme ciò che è stato Agents of SHIELD!

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Esplorazione & Investigazione

Il carattere della serie, al netto degli elementi fantasy caratteristici del “mondo Marvel” in cui ci troviamo, è quello dei classici crime e polizieschi: che sia per una misteriosa esplosione, uno 0-8-4 (un oggetto non identificato di origini sconosciute) o per un potente generatore di gravità, la squadra giunge sul luogo e inizia le proprie indagini combinando le capacità investigative di Coulson, May e Grant con quelle analitico-scientifiche dei Fitz-Simmons; si sposteranno da New York a Greenwich, dal Perù a Malta per analizzare e risolvere casi fuori dal comune. Dietro a questi avvenimenti – solo in apparenza più circoscritti-, inizia a svilupparsi una trama più orizzontale che vede coinvolto un numero sempre più grande di personaggi: si può dire che ogni stagione sia una lunga e complessa indagine i cui indizi sono disseminati nel corso degli episodi. Ma parliamo pur sempre di spie e, allora, le trame si arricchiscono di vendette, rivalse, tradimenti, attriti che stravolgono gli equilibri e aprono nuovi scenari.

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Squadra & Famiglia

Quando la fiducia viene meno, allora, come si può andare avanti? Come si può pensare di salvare il mondo se un membro della squadra tradisce gli altri? Bisogna sempre tenere a mente “ciò per cui lottiamo” (titolo dell’ultimo episodio): la famiglia. Quello di Coulson non è solo un gruppo di persone addestrate a combattere ma un vero e proprio nucleo di affetti in cui nascono amori, si affrontano traumi e si costruiscono legami. Il concetto di famiglia in AoS sublima nel rapporto padre-figlia tra Phil e Daisy: presa da subito sotto la propria ala protettiva, l’agente Coulson percepisce qualcosa di speciale in lei, la addestra, usa il bastone e la carota, le è accanto nei momenti di smarrimento; Daisy vede in lui a figura paterna che non ha mai avuto (anche se il padre biologico della ragazza apparirà nel corso della seconda stagione). E, come ogni grande famiglia che si rispetti, altri membri si aggiungono e vengono accolti a braccia aperte: Mack, Lance Hunter e Bobbi Morse, Yo-Yo, Lincoln, Deke, Triplett, Enoch, Piper, Davis.

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Marvel Comics & Continuity

Se alcuni di questi nomi vi sembrano familiari ed evocano immagini di origine cartacea, siete sulla strada giusta: un altro punto di forza della serie è quello di aver portato sul piccolo schermo alcuni personaggi “secondari” provenienti dai comics. Oltre alle più famose Quake e Bobbi Morse/Mimo, troviamo anche Mike Peterson/Deathlok, John Garrett, Glenn Talbot (che diventa Graviton), Ghost Rider/Robbie Reyes e i Secret Warriors, i Kree e gli Inumani, l’Uomo Assorbente, Daniel Whiteall, Jeffrey Mace/Patriot, Eric Koenig, Mr. Hyde, Victoria Hand, gli LMD e i Cani da Guardia, Lady Syf e Lorelai da Asgard che svolgono ruoli più o meno significativi nel corso delle stagioni. Ma il collegamento tra Agents of SHIELD e Marvel Comics non finisce qui: il successo della serie, infatti, fa compiere il percorso inverso agli agenti Coulson, May e i Fitz-Simmons che diventano personaggi canon inseriti nella continuity a fumetti.

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E l’MCU? Le due opere, Adamo e la sua costola, sono strettamente collegate, soprattutto all’inizio: per esempio, gli eventi del finale della prima stagione di AoS sono contemporanei a quelli di Captain America: The Winter Soldier mentre è proprio l’agenzia a contattare gli Avengers tramite Maria Hill per informarli della posizione del Barone von Strucker (motivo per il quale li troviamo già a Sokovia all’inizio di Avengers: Age of Ultron). Questo stretto legame raggiunge l’apice con i camei di Nick Fury, la stessa Maria Hill ma anche Jasper Sitwell e, grazie ad alcuni flashback, Peggy Carter.

A partire dalla terza stagione, invece, le trame della serie cominciano a discostarsi maggiormente da quelle dei film delle Fase 3, pur subendo e mostrando le conseguenze degli eventi principali, come gli Accordi di Sokovia e il post Civil War: in questo modo Agents of SHIELD acquista una sua identità, diventando, di fatto, un prodotto quasi del tutto indipendente dall’universo cinematografico. Così facendo, la serie ha potuto espandersi ancora di più, trovando nuove storie da sviluppare: esplorare lo spazio più profondo, viaggiare nel tempo e preservare le linee temporali, combattere demoni e conquistatori alieni.

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Alcune volte complicata e cervellotica, altre matura e profonda; avventure, viaggi, indagini, emozioni: questo è stata Agents of Shield.

E allora, come nell’episodio 3×13, è tempo di saluti: brindiamo, Addio alle Spie.

 

 

 

Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. è stato trasmesso in Italia da Fox, canale visibile sulla piattaforma Sky. È durato sette stagioni (dal 2013 al 2020) e conta ben 136 episodi.


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Piergiacomo Tomassi

Piergiacomo Tomassi

Appassionato di scienza e supereroi, leggo fumetti da quando avevo 5 anni. Divoro serie tv... ma non ingrasso

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