Ladyhawke – Segreti e curiosità


Un romantico fantasy girato in Italia con un cast stellare e una storia senza tempo: ecco alcune curiosità su un grande classico amato da grandi e piccoli: Ladyhawke

 

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Erano i magici anni 80 quando il cinema di genere fantasy ebbe un vero e proprio boom di pellicole rimaste nell’immaginario collettivo grazie a una sperimentazione e una fusione di generi che ha prodotto miti assoluti.  Pellicole come La storia Infinita (1984), Legend (1985), Conan il barbaro (1982), Highlander (1986), Willow (1988), Dune (1984), Labyrinth (1986), I Goonies (1985) e Ladyhawke (1985) sono il risultato di una variazione sul tema fantasy contaminato da tinte fantascientifiche, horror, fiabesche e romantiche. Non a caso lo stesso Stranger Things è ambientato durante quegli anni in cui certe tematiche “nerd” cominciarono a diffondersi soprattutto tra i più giovani. Ladyhawk, inserendosi in questo solco, può essere tranquillamente definito una fiaba fantasy romantica.

Il fulcro della trama è una maledizione scagliata su due innamorati da un geloso vescovo (interpretato da un diabolico e viscido John Wood). La bellissima Isabeu (interpretata da una eterea Michelle Pfeiffer all’apice dello splendore) di giorno assume le fattezze di un falco mentre l’impavido cavaliere Navarre (interpretato dal compianto Rutger Hauer) di notte si trasforma in un lupo. Non incontrandosi mai in forma umana allo stesso tempo, la storia punta sulla drammaticità di un amore impossibile di shakespeariana memoria. Il motore dell’azione è il ladruncolo Philippe Gaston (interpretato da Matthew Broderick reduce dal successo di Wargames) che trovandosi coinvolto nella storia suo malgrado, riuscirà a spronare i protagonisti a lottare contro il malvagio vescovo per spezzare la maledizione con l’aiuto del monaco Imperius (interpretato da Leo McKern).

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«Nell’estate del 1983 abbiamo girato in macchina per molti mesi nelle campagne europee alla ricerca di una location in perfetto stile medievale per Ladyhawke. Durante tutto il viaggio nel mio pulmino ascoltavamo religiosamente The Alan Parsons Project. Molti paesi dopo, ci è sembrato impossibile fare il film senza quella musica unica o senza la splendida colonna sonora di Andrew Powell» dice il regista Richard Donner (già famoso per le due pellicole su Superman e di lì a breve per i Goonies).


Il lungometraggio girato per la maggior parte in Italia, inizialmente prevedeva diverse location ma, a causa del costo troppo elevato, pare che il regista abbia virato sul nostro paese dopo il famoso giro in macchina di cui parla nell’intervista. Tra le location del film (girato per lo più tra l’Abruzzo, Parma, Cremona, Piacenza e le Dolomiti) spiccano la rocca sforzesca di Soncino da cui Philippe scappa all’inizio del film, il castello di Torrechiara, residenza del Vescovo, Rocca Calascio dove vive il monaco Imperius, Castell’Arquato nel quale sono state girate alcune scene e la Basilica di San Pietro di Tuscania a Viterbo, ricostruita a Cinecittà per la scena finale del film. Incomprensibile la scelta del doppiaggio italiano di cambiare il nome della cittadina dove si svolge la storia; infatti Aguillon nella versione originale è l’Aquila, in onore dei luoghi che hanno ospitato le ambientazioni. Per quanto riguarda la colonna sonora già citata, da segnalare l’evocativo brano che Isabeau e Philippe ballano insieme nella stalla: trattasi de Il Trotto, composto da un anonimo nel XIV secolo.

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Tra le molte curiosità su questo film, le più succulente sono quelle che riguardano il cast. Infatti per il ruolo di Navarre si era pensato inizialmente a Sean Connery, ma alla fine fu ingaggiato Kurt Russel che per motivi non chiari rinunciò al ruolo a pochi giorni dall’inizio delle riprese; così Donner chiamò Hauer che partì immediatamente con la sua roulotte per raggiungere il set Abruzzese. Per interpretare Navarre, Hauer non ha avuto bisogno di controfigure dato che sapeva andare a cavallo e tirare di scherma. Per il ruolo di Philippe, assegnato infine a Broderick, invece c’erano stati dei contatti con Dustin Hoffman e poi Sean Pean, così come per il ruolo del vescovo il regista aveva preso in considerazione l’idea di Mick Jagger.

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Sulla storia del film, basata su un romanzo di Joan D. Ving, c’è una diatriba che riguarda la sua ispirazione a una vera leggenda medievale risalente al XIII secolo. La Warner pubblicizzò il film come tale, ma lo sceneggiatore Edward Khmara, contrariato, si rivolse al sindacato degli sceneggiatori ottenendo un compenso dalla casa di produzione che continuò comunque a sostenere che il film fosse basato su una vera leggenda.

La pellicola è stata nominata ai Premi Oscar come Best-Sound e Best Effects-Sound Effects Editing tuttavia senza successo; nonostante ciò ha ricevuto diverse canditure in concorsi minori, vincendo premi come il Saturn Award e i Golden Reel Award in molte categorie.

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Un’ultima curiosità riguarda proprio il falco del film chiamato Spike II: il rapace che ha lavorato allo Universal Bird Show fu trasferito negli anni duemila presso un’organizzazione benefica dedicata alla conservazione della natura, diventandone ambasciatore fino alla sua morte nel 2007.

 

 

Abbiamo parlato di:

Ladyhawke

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Anno: 1985
Paese: USA, Italia
Durata: 116 min.
Regia: Richard Donner
Interpreti e personaggi:
Rutger Hauer: Etienne Navarre
Michelle Pfeiffer: Isabeau D'Anjou
Matthew Broderick: Philippe Gaston
Leo McKern: Imperius
John Wood: Vescovo di Aguillon
Ken Hutchison: Marquet
Alfred Molina: Cezar
Giancarlo Prete: Fornac
Loris Loddi: Jehan
Venantino Venantini: Segretario del Vescovo
Alessandro Serra: Signor Pitou
Nicolina Papetti: Signora Pitou
Doppiatori italiani
Massimo Foschi: Etienne Navarre
Cristiana Lionello: Isabeau D'Anjou
Loris Loddi: Philippe Gaston
Carlo Baccarini: Imperius
Alvise Battain: Vescovo di Aguillon
Gianni Bertoncin: Marquet
Alvaro Gradella: Jehan

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