Labyrinth – Dove tutto può accadere

speciale labyrinth

 

 

Gli anni ’80 ci hanno regalato delle pellicole che hanno segnato almeno un paio di generazioni, genitori compresi perché erano costretti a guardarli con noi, o a rassicurarci quando appariva qualche creatura inquietante, e di queste ce n’erano a bizzeffe! Gli effetti speciali non erano un granché e a parer mio, quei pupazzi strani, buffi, che si contorcevano per parlare o mimare un’azione entravamo a far parte degli incubi di un bambino molto più facilmente dei mostriciattoli dei recenti film di animazione.

Tra i cult di quegli anni, il Duca bianco, ce ne ha regalato uno che ha reso il suo personaggio davvero etereo. David Bowie era già una presenza eterea di per sé, ma interpretando Jareth, il signore dei Goblin, aggiunge quella nota fantastica che lo ha reso uno dei “cattivi” più affascinanti dei fantasy.

Labyrinth esce nel 1986, diretto da Jim Henson, creatore dei Muppets, sceneggiato da Terry Jones dei Monty Phyton e prodotto da George Lucas… gente che non pettinava bambole insomma!

Era il periodo in cui si cercava di portare al cinema i bambini e il tema più affrontato era quello della paura di crescere. Così come La storia infinita, tratta il difficile passaggio dall’adolescenza spensierata alle responsabilità dell’età adulta.

Il film attinge chiaramente dal Mago di Oz e Alice nel paese delle meraviglie, ricreando il mondo della fantasia dei bambini con magia e personaggi inquietanti. Non essendoci la computer grafica tutto doveva essere costruito e animato a mano e il regista in questo caso ha giocato sul confondere gli “effetti speciali”. Quei rudimentali metodi di animazione andarono a perdersi in particolari che diventavano sempre più marginali – un esempio è la testa di Gogol, che è mossa tramite fili da più persone; ovviamente rivisto ai giorno nostri riusciamo a cogliere tutti i difetti, ma all’epoca questa era pura magia…

La bellissima Jennifer Connelly, che ha fatto cadere ai suoi piedi migliaia di nerd, nel film interpreta Sarah, una ragazza appassionata di fantasy (si capisce vedendo la sua camera) che deve prestare attenzione al fratellino mentre i suoi genitori non ci sono.

Il piccolo Toby continua incessantemente a piangere e Sarah, ispirata dal libro che stava leggendo, desidera ad alta voce che sia portato via dal re dei Goblin. La sua richiesta viene accontentata e in men che non si dica appare il famigerato re, Jareth, che porta via il bambino lasciandole 13 ore di tempo per attraversare un labirinto e recuperare il piccolo, prima che venga trasformato in Goblin.

Questo labirinto è un’allegoria della vita stessa: pieno di trappole, trabocchetti, indovinelli e giochi bizzarri che tutti dobbiamo attraversare per diventare grandi. Come nella vita, nel film Sarah viene accompagnata da chi la vuole far tornare indietro, Gogol, e chi la sprona ad andare avanti come Bubu e Sir Didymus.

Dopo aver attraversato foreste, pozzi e un luogo ispirato ad un famoso quadro di Esher, pieno di scale che non portano da nessuna parte, riesce a riprendere il fratellino e vincere le illusioni di Jareth.

Come molti film che portano i protagonisti in un mondo immaginario, alla fine il dubbio che insorge è se quell’avventura sia stata reale o solo frutto di un sogno della ragazza.

Inoltre se pensiamo a Jareth, figura molto affascinante e nello stesso tempo triste e sola, re di un  popolo orribile a cui evidentemente non appartiene, viene da chiederci se abbia provato nella stessa impresa anche in passato. Secondo voi tutti quei Goblin potrebbero essere dei bambini rapiti precedentemente? Forse prima di Sarah ci potrebbero esserci state altre ragazze che hanno fallito nell’impresa, d’altronde Labyrinth è dove tutto è possibile!

Toccante e rassicurante è l’ultima scena in cui la protagonista si trova nella sua camera a disfarsi di tutti i suoi giocattoli, quando in un riflesso nello specchio le appaiono Gogol, Bubu e gli altri compagni del labirinto, che la rincuorano dicendole che anche se diventerà adulta, saprà sempre dove trovarli. Io avrei pagato, per farmi dire tutti i giorni questa frase dai miei “compagni di giochi”!

Vediamo cosa forse non sapete…

  • Il film ci ha messo parecchio a diventare un cult, pensate che inizialmente si rivelò un vero e proprio flop! È costato 25 milioni di dollari e ne incassò solo 12,7! Fu la distribuzione Home video che lo rese famoso e apprezzato.
  • Il personaggio di Jareth è influenzato da varie fonti letterarie: Heathcliff di Cime tempestose, Edward Rochester di Jane Eyre e La primula rossa di Emma Orczy. David Bowie aggiunse un look ispirato a Marlon Brando di Il selvaggio e al cavaliere misterioso dei fratelli Grimm
  • La colonna sonora è stata composta da Trevor Jones, ma Bowie registrò 5 canzoni per il film (Underground, Magic dance, Chilly down, As the world falls down e Within you) e due videoclip per Underground e As the world falls down.

 

  • Inizialmente i produttori desideravano Michael Jackson per il ruolo di Jareth, mentre il registra avrebbe preferito Sting, alla fine venne saggiamente consigliato Bowie.
  • Per la parte di Sarah invece furono proposte Helena Bonam Carter, Sarah Jessica Parker, Marisa Tomei, Laura Denn, Alley Sheedy e Mia Sara.
  • I giochi con la sfera di Jareth, non sono opera di Bowie ma del coreografo (giocoliere!) Michael Moschen che accovacciato dietro di lui muoveva le sue vere braccia!

  • Le riprese si svolsero tra New York e la Gran Bretagna, durarono 5 mesi ma Henson e il suo staff impiegarono un anno e mezzo per creare gli gnomi. Per realizzare la foresta attraversata da Sarah furono utilizzati 120 vagoni di rami d’albero, 1200 zolle d’erba, mezzo chilo di foglie secche, 133 sacchetti di lichene e 35 fagotti di barba d’anziano ricoperta di muschio!
  • Il gufo dei titoli di testa fu uno dei primi tentativi di CGI “animale” nella storia del cinema, opera di Larry Yaeger e Bill Kroyer.
  • Nella scena in cui Jareth tiene in braccio Toby e il bambino sembra quasi ipnotizzato, in realtà era tenuto buono da Bowie stesso che teneva nel braccio fuori camera un pupazzo di Sooty!

  • Labyrinth ottenne talmente tanto successo uscito in VHS, che nel 1992 Bowie confessò che ogni natale un nuovo stuolo di bambini gli si avvicinava dicendogli “ Oh, tu sei quello di Labyrinth!”
  • Dopo il film la storia divenne un romanzo scritto da Jim Henson e A.C.H.Smith

  • il merchandising ispirato a personaggi e storia ha dato vita a pupazzi, 2 videogames e un gioco da tavolo.

  • La Lam8bit, galleria d’arte di stanza a Echo Park (Los Angeles), ha chiamato 50 artisti di talento per realizzare ipotetiche locandine di sequel di famosi film mai realizzati, bellissima quella di Labyrinth 2

  • Nel 2006, venne pubblicato il manga “Return to labyrinth”, 4 volumi ambientanti 10 anni dopo il film, editi dalla Tokyopop.

 

Mica ci sarà gente tra voi che non l’ha visto, vero?!

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Saki

Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

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