La scuola senza pudore – Quella volta che Go Nagai fece incazzare tutti

Riscopriamo insieme La scuola senza pudore di Go Nagai. La sua pubblicazione fece conoscere al grande pubblico il futuro autore di Devilman, aprì al genere ecchi e fece incazzare mezzo Giappone.

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Go Nagai, classe 1945, è una delle firme autoriali più importanti a livello mondiale del fumetto. La scuola senza pudore apparso sulle pagine di Weekly Shonen Jump dal 1968 al 1972 rappresentò per Nagai il primo grande successo, quel trampolino di lancio verso Devilman, passaggio che lui racconta magistralmente nell’opera Gekiman! (qui potete recuperare la nostra recensione). A distanza di cinquantacinque anni dal suo debutto, La scuola senza pudore riesce ancora a far parlare di sé. Certo, sono lontani i tempi turbolenti delle denunce e delle invettive; oggi siamo qui a dipingerlo come un tassello imprescindibile per l’approfondimento del buon fumetto d’autore, una chiave di volta per la comprensione dell’estro inesauribile di Nagai.

J-POP Manga ha pubblicato Harenchi gakuen in sei corposi volumi nel biennio 2015/2016. La buona notizia è che i numeri risultano ancora acquistabili. Aggiungete il titolo alla vostra mancolista e non indugiate ancora: recuperate l’opera prima che inevitabilmente non sarà più disponibile.

Scopriamo ora più da vicino gli eventi legati ad Harenchi gakuen, vale a dire quella volta che Nagai fece incazzare tutti.

Dai, forse non proprio tutti. Sicuramente non i vertici di Shonen Jump quando, abbastanza in fretta e senza ragionarci troppo, decidevano di dare in pasto ai ciclostile La scuola senza pudore che, puntualmente, riusciva a conquistare il primo posto nelle classifiche di gradimento dei lettori. E più Nagai veniva additato come autore irriverente, irrispettoso e reo di aver pubblicato un manga pieno di nudità che si faceva beffa del sistema educativo, e più salivano le vendite e la fama dell’opera.

La scuola senza pudore – Quella volta che Go Nagai fece incazzare tutti

Sin dalla pubblicazione dei primi capitoli, Harenchi gakuen attirò a sé l’ira dei conservatori per le scene di nudo copiosamente presenti e la denigrazione in atto del corpo docente dipinto come prepotente, profittatore e violento. Ben presto si andò oltre le polemiche sui quotidiani nazionali e si arrivò a una vera e propria campagna mediatica contro il manga sollevata dalla PTA (Associazione di genitori e insegnanti) in quanto la lettura era rivolta a un pubblico di giovanissimi. L’astio dei benpensanti tuttavia produsse l’effetto di far lievitare moltissimo le vendite di Shonen Jump. Dopo anni di turbolenze la pubblicazione infine venne interrotta e non fu certo perché il giovane Nagai si piegò alle critiche. Nella sua mente ormai prendeva il largo la storia dell’uomo diavolo, lavoro che lo consumò sia fisicamente che mentalmente. Un aspetto poco citato dalle cronache, per dare più risalto al clamore dell’interruzione, è che poi l’opera riprese. Ad appena un mese dalla sua brusca interruzione, Shueisha ci ripensò e la serie ricominciò con quella viene oggi indicata come seconda parte di Harenchi gakuen.

Harenchi gakuen – La scuola senza pudore ci conduce all’interno di una scuola elementare dove a farla da padrone è un folle codice di condotta: deridere, svergognare e punizioni corporali sono all’ordine del giorno. I professori danno sfogo ai loro più bassi istinti nei confronti degli alunni che si difendono escogitandole tutte per vendicarsi e punire a loro volta gli insegnanti.

La scuola senza pudore – Quella volta che Go Nagai fece incazzare tutti

Lasciata fuori dal cancello d’entrata ogni regola civile che governa il mondo, nell’Harenchi gakuen si architetta di tutto per istituire il peggior disordine a cui possiate assistere. Tuttavia, pensate che fuori dalla scuola le cose vadano diversamente? Dopotutto la scuola è solo uno degli arti che costituiscono l’educazione e il vivere civile. Tornati a casa, i ragazzi devono vedersela con i genitori, i nonni e con chiunque altro si sia dimenticato che tutti siamo stati dei bambini dopotutto.

Nagai ha sempre dimostrato di essere un autore politicamente scorretto. Simile negli intenti è anche l’opera successiva ad Harenchi gakuen, Omorai-kun, la storia di tre mendicanti che sguazzano felici nella sporcizia ma felici come non mai.

La scuola senza pudore – Quella volta che Go Nagai fece incazzare tutti

La scuola senza pudore è un’opera tragicomica, sporca e audace, molto lontana dalle cupe atmosfere di Shutendoji o Devilman. Nelle sue pagine, oltre il già citato Omorai-kun, ritroverete Kekko Kamen, Oira sukeban (purtroppo ancora inedito in Italia) e Cutie Honey.

Il giovane protagonista del manga è Yasohachi Yamagishi. Sin dal suo esordio nell’Harenchi gakuen riesce ad attirare su di sé l’attenzione dei professori e dei compagni per essere un tipetto tosto che non si fa mettere i piedi in testa. Lo troverete sempre in prima fila a combattere contro le angherie dei professori ed a proteggere le compagne continuamente denudate e umiliate dal corpo docenti. Amico fidato di Yasohachi è Fukurokoji, soprannominato Vicolo cieco. Il ragazzo stravede per Yasohachi ed è la sua ombra. Protagonista femminile di spicco è la bella Mitsuko Yagyu, abile discendente ninja sempre pronta a spalleggiare i suoi compagni. Con il progredire della storia, vedremo crescere anche fisicamente gli studenti. La loro evoluzione fisica corrisponde a quella della storia che gradualmente diverrà sempre più violenta e sconcia. In rappresentanza del corpo docenti è doveroso citare il professor Sayuri Yoshinaga detto Godzilla. Perennemente svestito, tranne quando riesce a mantenere indosso la sua pelle d’animale, artefice di dispetti e soprusi indecenti. Vive nella sua Villa Godzilla barbuto con sua moglie, l’astro nascente Chieko Yoshinaga.

Attorno a questi protagonisti ruotano le avventure senza pudore della scuola elementare prima, e del distaccamento delle medie poi. Visite mediche, attività sportive e gite. Ogni occasione è buona per mettere in mostra l’indecenza più bieca.

L’opera offre una trama pressoché verticale nel primo periodo con un susseguirsi di episodi che di fondo hanno sempre le angherie escogitate dai professori per far valere il proprio ruolo nei confronti dei malcapitati giovani studenti. Vogliono il loro cibo, i loro soldi, vedere le ragazzine nude e farsi beffa di tutto il resto arrivando addirittura al sequestro di persona.

Passato alla storia come capostipite ecchi, questo manga offre una lettura a più strati estremamente godibile ma che consiglio di intervallare con altro. Per godere appieno de La scuola senza pudore, la cosa migliore è leggerla senza fretta altrimenti il rischio è che vi sembri sempre uguale all’inizio, e vi assicuro che non è così. Gli spunti offerti da Nagai sono sempre interessanti perché il suo pennino decide di non risparmiare nulla e nessuno. Ogni aspetto della vita educativa di questi ragazzi è rimesso in gioco dal suo satirico punto di vista. Oggi pensarlo come iniziatore del genere ecchi fa quasi sorridere. È talmente bravo anche a giocare con l’aspetto della nudità che praticamente saprete sempre che c’è ma nei fatti la vedrete pochissimo. Questo sino a quando i suoi protagonisti non saranno “cresciuti”.

La scuola senza pudore – Quella volta che Go Nagai fece incazzare tutti

Perché Nagai inserisce così tanto richiamo alla nudità in quest’opera? L’Autore ce l’ha a morte con “la morale della vergogna” tipica espressione che descrive il pudore patologico del popolo giapponese.

Pensare che sul finire del periodo Showa, una pubblicazione di larga scala potesse arrivare a tanto è un miracolo nel miracolo. Tra le gloriose Olimpiadi di Tokyo del 1964 e l’Esposizione universale di Osaka del 1970, c’era chi piuttosto che decantare il suo Paese per i successi economici e politici raggiunti, decideva fosse l’ora di sbugiardare il sistema educativo scelto da un popolo che ancora oggi plasma esattamente come mezzo secolo fa il suo futuro motore economico e sociale. Uno dei dati negativi che maggiormente impressiona è quello legato al suicidio. Il tasso di suicidio giovanile in Giappone è impressionante: nel 2021 (ultimo dato disponibile) si sono suicidati 14 bambini delle elementari, 146 studenti delle medie, 339 studenti delle superiori e 415 studenti universitari. Motivazione ricorrente di un gesto così tragico è l’insuccesso scolastico.

L’altro aspetto considerevole è quello legato alla pudicizia portata all’eccesso dei suoi connazionali. Nagai, resosi conto dello scandalo e dell’incredibile popolarità che il manga aveva ormai raggiunto, decide di porre fine a tutto ciò con un espediente che in seguito ritroveremo spesso nelle sue opere: lo scoppio di una guerra dissennata. Vedrete il mondo dichiarare guerra all’indecenza e l’Harenchi gakuen bombardata. I conflitti tirano sempre fuori il peggio dagli esseri umani e qui saranno gli ormoni dei ragazzi ad andare fuori controllo. Questa è una delle parti più interessanti del manga. Nagai sberleffa le assurdità delle guerre riempiendo le scene di black humor e violenza estrema. A volte diventa estremamente difficile mandare giù i bocconi amari che ci propina; Nagai è capace di tutto.

Così come in Omorai-kun Nagai sbeffeggia i suoi connazionali per essere patologicamente attaccati al pulito ed all’igiene profonda, in Harenchi gakuen prende di petto quello che non tollera nel sistema educativo. Certo, Nagai è un provocatore che adora gli eccessi ma porta sempre a riflettere, anche quando ci propone insegnanti armati di clava o provvisti solo di orribili fundoshi che lasciano in bella mostra chiappe pelose.

Quando penserete di aver visto tutto, vi si aprirà di fronte la “seconda fase” di Harenchi gakuen. La guerra senza esclusione di colpi poteva certamente scrivere la parola fine ma chi non è lettore di primo pelo di manga sa quanto gli editori possano pressare gli autori quando una storia decreta il successo della rivista. Cercando di non rovinarvi il piacere della lettura, alcuni personaggi torneranno sui luoghi delle scelleratezze ricoprendo ruoli inediti. Approfittando della crescita dei suoi personaggi, Nagai si libera dei pochi freni che gli erano rimasti. I suoi protagonisti positivi sembrano essere affetti da una sorta di Sindrome di Stoccolma verso la scuola e il ruolo da insegnante. Forse la corda è stata tirata troppo ma non certo per volere dell’Autore che aveva ormai la mente impegnata dal progetto di Devilman come lui stesso ci tiene a far sapere.

L’approvazione e l’affetto che si sviluppa nei confronti di Harenchi gakuen è soprattutto per la parte di narrazione raccolta negli odierni tre volumi J-POP Manga. Un ottimo modo per approfondire la conoscenza e la comprensione di un Autore che poi arrivò a definirsi Dio dell’universo da egli stesso creato. Un universo dove esistono alcuni punti fermi. Tra questi c’è quello fornito da La scuola senza pudore: il Maestro Nagai è  dalla parte dei bambini. Dopotutto è lì che dobbiamo stare tutti. Sempre.

La scuola senza pudore – Quella volta che Go Nagai fece incazzare tutti


Abbiamo parlato di:

Titolo originale: Harenchi gakuen
Titolo italiano: La scuola senza pudore
Autore: Nagai Go
Edizione: J-POP Manga
Volumi: 6 conclusa
Formato: 12×16.9, b/n, brossurato con sovraccoperta, 350 pp
Prezzo: € 9,90 cad.

 


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Sig.ra Moroboshi

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Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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