James Gunn a El País – Tra i demoni del passato e i progetti DC

In un’intervista a El País, James Gunn ha raccontato del suo processo creativo, dei demoni nel suo passato e dei progetti futuri per i DC Studios

È reduce dal successo al botteghino dei Guardiani della galassia – Vol. III (quasi 800 milioni di dollari a livello globale) ma già proiettato verso i futuri progetti DC. Parliamo del regista James Gunn, da qualche mese co-CEO di DC Studios – o direttore creativo, come preferisce dire lui – che pochi giorni fa si è raccontato a El País, parlando del suo passato e del futuro che immagina per la rivale di Marvel.

Gunn è una personalità instancabile, con un cervello che non riposa mai: come ammette lui stesso, la sua mente è sempre occupata a fare qualcosa, a creare qualcosa (“certe volte parlo da solo, e non mi accorgo di farlo“).

Sin da piccolo, ha disegnato fumetti, composto musica, creato band, fatto foto, recitato e scritto romanzi; il suo primo film, quando aveva solo 11 anni, fu un insieme di finte pubblicità in cui coinvolse gli altri ragazzini del vicinato. Uno spirito artistico e creativo, che però ha dovuto attendere anni per poter emergere: per pagare le bollette, infatti, Gunn ha fatto il cameriere, l’infermiere, ha cantato in bettole di quart’ordine e ha perfino lavorato in una cava:

Stavo trovando la mia strada. Ma ho sempre saputo di essere un artista

E lo sapeva anche negli anni più bui, quelli delle dipendenze, che sono però serviti a dargli la spinta per focalizzarsi sul proprio lavoro:

I miei demoni cambiano nel tempo. Da giovane ero un alcolizzato e un drogato; ho passato degli anni folli. Poi ho trovato il mio equilibrio, che sta nel focalizzarmi sul processo creativo, senza essere distratto da soldi, potere, attenzioni, negatività. Se riesco a fare questo, allora tutto va per il verso giusto. Mentalmente può essere comunque faticoso, ma la vita è già difficile di suo senza che io la renda ancora più difficile.

Quindi, anziché combattere contro sé stesso, Gunn ha preferito immaginare le battaglie di altri, e lo ha fatto così bene da guadagnarsi il ritorno in Marvel per l’ultimo capitolo sui Guardiani – dopo l’allontanamento dovuto ad alcune vecchie dichiarazioni – e, al tempo stesso, il contratto con la DC.

È la prima volta ad Hollywood in cui c’è un creativo a capo di uno studio:

Nessuno nella storia di Hollywood ha mai avuto l’opportunità di raccontare la più grande storia mai raccontata attraverso TV, film e videogiochi; nessuno ha mai avuto un tale sbocco creativo. Come c***o potevo dire di no?

La DC, dal canto suo, si è rivolta a qualcuno di inusuale per risolvere un problema che, ad oggi, nessuno è riuscito a risolvere: creare un piano a lungo termine che funzioni.
Lo studio, infatti, sperimenta da anni alti e bassi: il trionfo con la trilogia di Nolan su Batman e col Joker di Todd Philips, è stato seguito dal crollo con Batgirl (cancellato) per arrivare al superflop di Black Adam, un vero e proprio disastro al botteghino. Per non parlare di Batman vs Superman, Suicide Squad  e Justice League, che hanno tutti ricevuto una pessima accoglienza.

Che James Gunn sia il supereroe adatto per questa complicata missione? Ce lo dirà il tempo. Voi, intanto, fateci sapere che ne pensate nei commenti!

Fonte: El País


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Claire Bender

Vive con un dodo immaginario e un Jack Russell reale, che di recente si è scoperto essere Sith. Grifondoro suo malgrado, non è mai guarita dagli anni '80. Accumula libri che non riesce a leggere, compra ancora i dvd e non guarda horror perché c'ha paura. MacGyver e Nonna Papera sono i suoi maestri di vita.

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