Il castello errante di Howl: magia, amore e guerra


Sophie è una ragazzina poco sicura di sé e rassegnata alla sua vita grigia, ma il destino le riserva un magico incontro. Un pluripremiato lungometraggio del maestro Hayao Miyazaki e dello studio Ghibli, considerato ormai un capolavoro in tutto il mondo: Il castello errante di Howl

Il castello errante di Howl è un film del 2004, firmato dal celebre Hayao Miyazaki, prodotto da Toshio Suzuki e dallo Studio Ghibli, con le musiche di Joe Hisaishi. Insieme a La città incantata e Il mio vicino Totoro è tra i più famosi lungometraggi di questo studio di animazione, ovviamente il suo successo è ben meritato! Non lo dico solo perché sono una tremenda amante delle pellicole del Sol Levante, ma perché si tratta di un film capace di unire tematiche diverse creando un connubio perfetto, adatto quasi a tutte le età, tralasciando i più piccini. È una storia che parla di giovani adolescenti, di guerra, di pratiche oscure, maghi crudeli, amore incondizionato e soprattutto demoni.

Le vicende non hanno una collocazione né nel tempo, né tantomeno nello spazio (come gran parte delle opere di Miyazaki) e ci trascinano da subito in paesaggi che ricordano le città Europee, in questo caso sembra che l’ispirazione provenga dalle città francesi di Colmar e Riquewihr, territori dell’Alsazia nel periodo della prima guerra mondiale.

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Ci troviamo così a Market Chipping, nel lontano paese di Ingary, la protagonista, di cui facciamo subito conoscenza, è Sophie, una bruna ragazzina con i capelli intrecciati, vittima della routine quotidiana e della sua vita monotona che lavora nel negozio di famiglia fabbricando cappelli.


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Tutta la forza e la determinazione che le appartengono, all’inizio non emergono: come gran parte degli adolescenti, Sophie non si piace affatto, si sente piuttosto anonima e non si prende cura di sé stessa, certa di non reggere il confronto con sua sorella Lettie, una biondina molto intraprendente che, dopo essersi staccata dall’attività di famiglia, è diventata una tra le commesse più richieste di una famosa pasticceria. Un giorno, forse per puro caso o forse no, riceve aiuto da un affascinante e misterioso giovane. A sua insaputa si tratta del mago Howl.

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A causa di questo incontro la Strega delle lande, acerrima rivale del mago, va su tutte le furie e in breve tempo piomba nel negozio di Sophie, rendendola vittima di un incantesimo: la ragazza sarà costretta a diventare una vecchietta decrepita e non avrà la minima capacità di rivelare il suo sortilegio. La versione anziana della protagonista vi farà sentire davvero dolori reumatici e difficoltà di movimento!

È proprio qui che inizia a intravedersi la forza della giovane ragazza: ora che non ha nulla da perdere Sophie, finora considerata ben poco da tutti, con tanto di acciacchi e dolori alle ossa, senza più un briciolo di agilità, si rimbocca le maniche e si mette in cerca del tanto nominato Howl, famoso per essere tra i più potenti praticanti di magia ma anche il più donnaiolo e mangia-cuori tra i gentiluomini.

Dopo una lunga e sudata ricerca giunge al suo castello (se così possiamo definirlo), un ammasso di ferraglia e mura bizzarre, con gambe meccaniche per renderlo adatto ai lunghi spostamenti e un comignolo perennemente fumante. Con gran fatica riesce a raggiungere l’ingresso e una volta dentro, oltre a notare il gran disordine e l’ambiente davvero sporco, conosce Markl –apprendista del  mago- e Calcifer, un demone del fuoco. Seppur con le sembianze di una simpatica fiammella, Calcifer è un demone potentissimo e accorgendosi fin da subito dell’incantesimo che incombe sulla vecchina, decide di stringere un accordo con lei: la aiuterà a dissolvere questa brutta magia a patto che Sophie sciolga l’incantesimo che lo lega ad Howl e lo costringe a seguirlo ovunque, muovendo di volta in volta il castello secondo i suoi piani.

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Al rientro del mago, con gran batticuore Sophie scopre che si tratta proprio di quel giovane in cui si era imbattuta il giorno precedente e decide di convincerlo a tenerla nella sua casa come addetta alle pulizie, penserà lei a pulire e riassettare la strana dimora.

Comincia così per la “ragazza” una lunga convivenza con Howl, Calcifer e Markl, durante la quale riuscirà a scoprire l’origine di tutte le dicerie sul mago, ad assistere alle sue trasformazioni, soprattutto a quelle con le quali tenta di fermare l’orrore della guerra in corso o di scappare da chi lo cerca a causa dei suoi molti pseudonimi.

Howl è un uomo estremamente affascinante che con la sua presenza suscita sospiri e ammirazione in molte scene, Sophie dal canto suo è tenace e testarda e combatte il suo “grigiore” con grande spirito; insieme costruiranno un legame altalenante, tra complicità e litigi.

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Il castello è uno vero e proprio spettacolo ambulante mosso da Calcifer e circondato da un alone di magia, che si muove in ogni direzione, cielo compreso. Dotato di una misteriosa porta può creare un’uscita in quatto luoghi diversi e decidere chi far entrare al suo interno.

Inizialmente il regista dell’opera sarebbe dovuto essere Mamoru Hosoda, famoso per Wolf Children (qui potete leggere la nostra recensione), poi per divergenze creative venne rimosso e Miyazaki prese il suo posto.

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Dobbiamo questa splendida storia a Diana Wynne Jones, creatrice dell’omonimo romanzo a cui si è ispirato Miyazaki: pensate che lui in persona è volato in Inghilterra per mostrare il film alla scrittrice e promuoverne la proiezione nel suo Paese. L’opera è composta da tre libri: Il Castello Errante di Howl, Il Castello in Aria e La Casa per Ognidove.

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Anche i grandi attori del cinema hanno subìto il fascino di questo genere di pellicole, pensate che Christian Bale dopo aver visto La città incantata ha assolutamente voluto partecipare al doppiaggio inglese del film, riuscendo a dare la voce proprio ad Howl.

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