Hook – Capitan Uncino… nostalgia e fantasia!


L’unico vero Peter Pan del cinema, l’eterno bambino contro la sua nemesi, Robin Williams contro Dustin Hoffman. Dedicato a tutti coloro che credono nelle fate… reggetevi forte, si torna sull’Isola che non c’è: oggi parliamo di Hook – Capitan Uncino!

Chi è nato negli anni ‘80 fa parte di quella generazione che definirei “generazione nostalgia”: tutto ciò che abbiamo vissuto in quel decennio e in quello seguente ci ha segnati profondamente. E non lo dico solo perché sono i “miei anni”, effettivamente quello è stato un periodo colmo di una magia che rende tutti noi estremamente malinconici al pensiero di quei giochi, quei film, quei cartoni e quella musica che nessuno potrà mai eguagliare.

Il fatto che fossero anni “magici” lo dimostra anche il ritorno della moda, il vintage, le serate a tema anni 80/90, serie come Stranger Things, i numerosi remake dei film di quegli anni, per non parlare delle ristampe di libri e fumetti dell’epoca. Erano gli anni in cui si giocava davvero, creando avventure che ci coinvolgevano in prima persona, non c’era molta tecnologia a tenerci compagnia e i più fortunati avevano al massimo il loro prezioso Walkman (e guai a chi lo toccava!) o il primissimo, storico Game Boy.

Ma come mai cose del genere ci rendono così nostalgici?


Il messaggio che ci veniva trasmesso era forte e chiaro: anche se vedendo film come La storia infinita, Labyrinth, I Goonies o La storia fantastica restavamo incantati ed increduli, ciò che  rimaneva impresso e forgiava le nostre menti era che non si deve mai perdere di vista il bambino che è in noi!

Durante l’infanzia raggiungiamo l’apice della fantasia: possiamo raggiungere qualsiasi cosa, dar vita a ciò che vogliamo e credere in ciò che gli altri non vedono. Mai come in quegli anni la voglia di non smettere mai di sognare fu trasmessa così bene, e noi – povere spugne – ne siamo stati imbevuti fino allo stremo.

Giungiamo allora al dunque: “Vivere può essere un’avventura straordinaria”. Aggrappatevi ai vostri pensieri felici e parliamo un po’ di quel Peter, incredibilmente cresciuto, che non ci abbandonerà mai.. mii raccomando senza piangere!

Hook – Capitan Uncino uscì negli USA nel 1991 e qui in Italia arrivò l’anno successivo. È indubbiamente un simbolo degli anni ‘90 e, a parere nostro, il più bel film su Peter Pan di tutti i tempi. Quando abbiamo saputo della scomparsa dell’indimenticabile Robin Williams abbiamo pensato un po’ tutti che non fosse possibile, non lui, non l’eterno bambino, tanto fu simbolica la sua figura.

Eppure, che voi ci crediate o meno, Spielberg non fu mai soddisfatto del suo film e le scene che aveva apprezzato meno erano proprio quelle sull’isola.

«Trovo quelle sequenze troppo stilizzate, all’epoca potevo far solo costruire enormi set e far dipingere gli alberi di blu e rosso»

Probabilmente ad influenzarlo fu la sua paura di volare, di cui Spielberg stesso non fa  mistero, ammettendo alla fine delle riprese:

«Peter Pan è stato il primo film in cui ho visto qualcuno volare, prima di vedere Superman e prima di ogni altro supereroe. Il mio primo ricordo di qualcuno che vola è il ricordo di Peter Pan!»

Peter Banning nel film è un adulto con moglie e figli, agenda in mano, sempre pieno d’impegni e mai un po’ di tempo per la sua famiglia. Proprio lui che dovrebbe essere il nostro Peter, il bambino che aveva giurato di non crescere mai, che si è “avvocatizzato nella mente” come dice il buon vecchio Spugna!

 

Sarà solo il rapimento dei figli da parte di Uncino, che ormai soffre da anni di depressione per la perdita del suo nemico per antonomasia, a scuoterlo e a costringerlo a tornare sull’Isola Che Non C’è.

Ed è proprio qui che emerge un concetto importantissimo, che noi tutti dovremmo sempre tenere bene a mente: i ricordi nella vita hanno un’importanza unica, ma col tempo rischiano di sbiadire, soffocati dalla quotidianità. Per fortuna a volte è proprio la nostra vita che ci permette di riviverli, restituendoci ciò che abbiamo dimenticato lasciandoci senza fiato, perché un conto è ricordare di essere bambini e un altro è ricordare com’è stato esserlo.

Questo accade al Peter cresciuto, proprio mentre prova a “giocare” con la fantasia. Mentre è seduto ad un’immensa tavolata coi bimbi sperduti davanti a piatti e tegami completamente vuoti, per animare la serata e fare scherzi a Rufio comincia a immaginarli pieni e a tirare prima chissà quale poltiglia colorata e poi ogni tipo di leccornia immaginabile.

Pensate che al posto di Dustin Hoffman ci sarebbe dovuto essere David Bowie nel ruolo di Capitan Uncino, che però rifiutò la parte; mentre il povero Robin Williams fu preferito per il ruolo rispetto a Tom Hanks, a patto che si depilasse le braccia e il petto in quanto uomo più villoso di Hollywood.

La giovane Wendy, che voi ci crediate o no, è Gwyneth Paltrow in uno dei suoi primissimi ruoli, mentre Maggie Smith, che veste i panni della Wendy di 92 anni, all’epoca era solo cinquantaseienne, ma grazie all’abilità dei truccatori non si notò nulla!

Invece decisamente poco piacevole fu la presenza di Julia Roberts, che reduce dal successo di “Pretty Woman” fu soprannominata “Tinker hell”. Si dice infatti che sia stata davvero insopportabile e che fosse impossibile avere a che fare con lei durante le riprese. Campanellino pretese persino un assistente personale che le tenesse sempre i piedi puliti durante le numerose scene a piedi nudi.

Ci sono stati anche dei camei di cui sicuramente non vi sarete accorti…

Ve lo ricordate il pirata sulla nave di Uncino che viene condannato alla bomboniera? Beh, ad essere chiusa nella botte con gli scorpioni fu niente di meno che Glenn Close!

E l’ispettore di polizia che aiuta la famiglia Banning nelle ricerche dei bambini? Phil Collins!

Vogliamo parlare della coppia d’innamorati che spicca il volo grazie alla polvere di Campanellino sul ponte del Big Ben? La scena venne interpretata da Carrie Fisher e George Lucas, che baciandosi cominciano a volare.

Lettori di MegaNerd, coetanei (non aspettatevi che vi riveli la mia età!), grandi e piccini, ognuno di voi ha dentro un Peter Pan che ha cavalcato le ali del vento, che ha passato 100 estati a dormire su un albero, che ha combattuto con indiani e pirati. Ognuno di voi custodisce quel bambino che crede nelle fate.
Non dimenticate mai cosa vuol dire essere bambini, non dovete invecchiare, MAI!

  

 

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Saki

Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

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