Il mondo di Ghost in the Shell è pronto a tornare ancora una volta sullo schermo, e questa volta lo fa con una promessa ben precisa: recuperare lo spirito originario dell’opera di Masamune Shirow e tradurlo in un nuovo adattamento animato che guarda apertamente alle radici del manga. Il primo trailer ufficiale della serie, diffuso nelle ultime ore, non solo ha mostrato le prime immagini del progetto, ma ha anche confermato il periodo di uscita, fissato per luglio 2026.
Si tratta di un annuncio importante, perché questo nuovo anime nasce con l’obiettivo dichiarato di riallinearsi all’estetica, alle atmosfere e ai temi dell’opera originale del 1989, dopo anni di reinterpretazioni, deviazioni stilistiche e rielaborazioni narrative che hanno reso il franchise uno dei più stratificati e discussi della storia dell’animazione giapponese. Alla produzione troviamo lo studio Science Saru, realtà ormai affermata nel panorama anime contemporaneo e nota per la sua capacità di fondere sperimentazione visiva e grande rispetto per il materiale di partenza.
New Ghost in the Shell Anime — Primo Teaser Trailer
Il trailer, pur nella sua brevità – poco più di trenta secondi – riesce già a suggerire con chiarezza la direzione intrapresa. Le immagini scorrono rapide, ma evocative: una metropoli industriale soffocante, dominata da grattacieli e infrastrutture tecnologiche invasive; l’operato della Sezione 9 sullo sfondo di un mondo in cui il confine tra uomo e macchina è sempre più labile; e soprattutto i Tachikoma, che tornano a muoversi in scena con una resa visiva fedele alla loro incarnazione originale. Al centro di tutto, naturalmente, c’è Motoko Kusanagi, mostrata in una versione che richiama molto da vicino il character design del manga di Shirow, sia nelle proporzioni sia nell’impostazione estetica generale.
Questa scelta non è casuale. Negli anni, Ghost in the Shell è stato spesso rielaborato secondo sensibilità diverse, talvolta privilegiando l’introspezione filosofica, altre volte l’azione o il procedural poliziesco. Basti pensare a quanto ogni incarnazione abbia messo in luce aspetti differenti dello stesso universo narrativo. Con questo nuovo progetto, però, l’intenzione sembra essere quella di tornare a una visione più diretta, più concreta, in cui l’ironia, il caos creativo e la riflessione politica del manga trovino finalmente spazio in un adattamento seriale moderno.
Alla guida del progetto troviamo Toma Kimura, regista che negli ultimi anni si è fatto notare per il suo lavoro su produzioni di forte personalità visiva come Devilman: Crybaby e Dan Da Dan. La sua presenza lascia intuire un approccio dinamico, capace di alternare momenti di grande impatto visivo a sequenze più sperimentali, in linea con lo stile fluido e anticonvenzionale che ha reso Science Saru uno studio così riconoscibile. Il comparto grafico è affidato invece a Shuuhei Handa, che ricoprirà il doppio ruolo di character designer e chief animation director, forte di un’esperienza maturata su titoli come Kill la Kill, Darling in the FranXX e SSSS.Gridman.
È importante sottolineare come questo nuovo anime si inserisca in una storia adattativa estremamente ricca. Annunciato per la prima volta nel 2024, il progetto non rappresenta certo il debutto animato di Ghost in the Shell. Nel corso dei decenni, il franchise ha dato vita a film, serie televisive e OVA che hanno spesso utilizzato lo stesso universo narrativo per raccontare storie autonome, talvolta molto distanti tra loro per tono e contenuti. Alcune incarnazioni hanno puntato su una riflessione esistenziale profonda, altre su un taglio più investigativo o militare, contribuendo a rendere Ghost in the Shell una sorta di laboratorio narrativo sul futuro dell’umanità.
Tra tutte queste versioni, il lungometraggio del 1995 diretto da Mamoru Oshii è ancora oggi considerato l’adattamento più vicino allo spirito del manga originale, non tanto per una fedeltà letterale quanto per la capacità di tradurne il senso di straniamento, la densità tematica e l’atmosfera sospesa. Ed è proprio a quell’eredità che questa nuova serie sembra guardare, pur cercando una propria identità visiva e narrativa.
Resta ora da capire fino a che punto l’anime riuscirà davvero a mantenere questa promessa di fedeltà, e se saprà parlare sia ai fan storici sia a una nuova generazione di spettatori. Il primo trailer, per quanto breve, suggerisce un ritorno consapevole alle origini, ma filtrato attraverso una sensibilità contemporanea. Se il risultato finale sarà all’altezza delle aspettative, lo scopriremo solo nel 2026. Di certo, Ghost in the Shell è pronto a riaffacciarsi ancora una volta sul futuro… e a interrogarci, come ha sempre fatto, su cosa significhi davvero essere umani in un mondo dominato dalla tecnologia.

