Con lo stop definitivo allo spin-off sequel dedicato a Jon Snow, l’universo televisivo di Game of Thrones potrebbe non aver ancora detto l’ultima parola sul futuro dei suoi personaggi più amati. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, HBO starebbe infatti valutando una nuova serie sequel incentrata su Arya Stark, uno dei volti più iconici dell’intera saga, con il possibile ritorno di Maisie Williams.
Al momento non esiste nulla di ufficiale, ma l’idea sarebbe già in fase di discussione preliminare. Un cambio di rotta significativo rispetto ai piani precedenti, che sembrano essersi arenati dopo la cancellazione del progetto dedicato a Jon Snow, interpretato da Kit Harington.
A fare chiarezza sul motivo dell’abbandono della serie sequel su Jon Snow è stato lo stesso George R. R. Martin. In una recente intervista, l’autore di A Song of Ice and Fire ha spiegato che HBO non avrebbe visto un futuro narrativo convincente in una storia incentrata su un Jon Snow profondamente segnato dal trauma.
L’idea di seguire un protagonista “spezzato”, costretto a fare i conti con il peso delle sue azioni e con le cicatrici psicologiche lasciate dalla guerra e dall’uccisione di Daenerys Targaryen, sarebbe stata giudicata “troppo cupa” e poco stimolante dal punto di vista seriale. In altre parole, un racconto percepito come privo di quella spinta avventurosa necessaria a sostenere una nuova serie di lungo corso.
La decisione ha inevitabilmente raffreddato l’entusiasmo dei fan, che vedevano nello spin-off di Jon Snow l’occasione per dare una prosecuzione diretta al discusso finale dell’ottava stagione.

Perché Arya Stark è la scelta più naturale per un sequel
Se Jon Snow rappresentava un personaggio logorato dal passato, Arya Stark è invece l’esatto opposto: una figura definita dal movimento, dalla scoperta e dall’ignoto. Non a caso, il suo arco narrativo in Game of Thrones si chiude con un’immagine potentissima: Arya che salpa verso ovest, pronta a esplorare terre sconosciute oltre i confini delle mappe conosciute.
Secondo le indiscrezioni, la serie sequel prenderebbe spunto proprio da quel finale, spostando l’ambientazione lontano da Westeros e aprendo le porte a Essos, continente già intravisto nella serie originale ma mai davvero esplorato fino in fondo. Una scelta che permetterebbe allo show di rinnovarsi senza rinnegare le proprie radici, evitando al tempo stesso il rischio di sovrapporsi alle serie prequel attualmente in corso.
Dal punto di vista narrativo, Arya offre una libertà quasi totale: non è legata a troni, dinastie o giochi di potere tradizionali, ma a un percorso personale fatto di identità, sopravvivenza e scoperta. Un terreno ideale per raccontare nuove avventure, magari con toni più da viaggio epico e meno da intrigo politico.

Maisie Williams e il possibile ritorno nei Sette Regni (o oltre)
Già nel 2022, Maisie Williams aveva dichiarato a GQ di non escludere un ritorno nel mondo di Game of Thrones, a patto che la storia fosse davvero all’altezza del personaggio. Oggi, nel 2026, non è chiaro se la sua posizione sia rimasta invariata, ma il fatto che il suo nome sia tornato a circolare indica quantomeno un interesse reciproco.
Il progetto, secondo le fonti, sarebbe affidato a Quoc Dan Tran, sceneggiatore noto per il suo lavoro su Drops of God, un profilo che suggerisce un approccio più intimista e autoriale rispetto ai canoni classici della saga.
Il futuro del franchise tra prequel e nuove strade
Attualmente, il mondo di Game of Thrones continua a espandersi soprattutto guardando al passato. House of the Dragon si prepara a entrare nella sua terza stagione, mentre A Knight of the Seven Kingdoms è atteso al debutto il 18 gennaio. Entrambi i progetti confermano la volontà di HBO di puntare su storie già note ai lettori dei romanzi di Martin.
Un eventuale sequel su Arya Stark rappresenterebbe però un cambio di strategia importante: non più prequel, ma un racconto che guarda avanti, esplorando territori narrativi del tutto nuovi. Un rischio, certo, ma anche una grande opportunità per rilanciare il franchise dopo le polemiche che hanno accompagnato il finale della serie madre.
Per ora, tutto resta nel campo delle ipotesi. Ma se Game of Thrones ci ha insegnato qualcosa, è che le storie migliori spesso nascono proprio quando nessuno se le aspetta.

