Fantaghirò – Scodella in testa e coraggio da vendere

Ribelle dalla nascita, capelli corti, occhi scuri, temperamento vivace, aspetto mascolino, abile con arco e frecce… Arya Stark? No, molto prima c’era Fantaghirò!

speciale fantaghirò

Era il 1991, si apriva un decennio in cui l’immagine della principessa perfetta, dotata di femminilità e grazia, lascia spazio alla donna temeraria e guerriera. In Giappone fanno la loro gloriosa entrata in scena le Guerriere Sailor, la Disney propone l’intelligenza acuta e acculturata di Belle nel classico La bella e la bestia, in Italia entra in scena LEI. Interpretata da Alessandra Martines, ritroviamo quel taglio di capelli, a scodella, in tante foto di quando eravamo bambine. Con la scusa che non dovevano pettinarci, le nostre mamme ci mandavano in giro così… menomale che potevamo almeno imitare Fantaghirò!

Sfruttando l’ondata tutt’altro che sessista, l’Italia produce una saga destinata a restare per sempre nella carrellata dei film di Natale che ogni anno vengono riproposti, cosa che puntualmente accadrà anche quest’anno, sia su Mediaset che (incredibilmente) su Netflix. Volendo potremmo usare la scusa del trash, ma dobbiamo ammettere che se capita di beccarlo facendo zapping, non cambieremo più canale. Potremmo sostenere la motivazione per la presenza di Tarabas, ma reggerebbe poco… in realtà adoriamo Fantaghirò, punto.

La saga è composta da cinque film, divisi in due parti ciascuno e andati in onda tutti nel periodo natalizio tra il 1991 e il 1996. Personalmente vorrei stendere un velo pietoso sul quinto, forse è solo frutto dell’immaginazione e non è mai esistito, se così fosse stanotte dormirei sonni tranquilli.

Sappiamo tutti che non brillava per l’ambientazione e il particolare talento recitativo degli attori, ma azzardando col genere fantasy italiano (il nostro paese è sempre restìo…) ha avuto un successo inaspettato. Solo col primo episodio si ottenne il 27% di share, è stato il programma più visto in Italia con 6.5 milioni di spettatori incollati allo schermo, destinati a moltiplicarsi con la sua distribuzione in ben 48 paesi… insomma Arya Stark, le spiccia casa!

Dopo essere andata contro il suo destino, rifiutando  un matrimonio combinato, riesce a mettere in subbuglio il cuore di Romualdo (Kim Rossi Stuart), un principe – bello ma inutile – incontrato dopo la sua fuga dal castello, che viene messo sul punto di fare outing, credendola un ragazzo.

Romualdo per sua fortuna scoprì presto che Fantaghirò era una donna: il loro amore eterno sotto giuramento sarà il filo conduttore di tutti gli episodi, nonostante il bel principe verrà catturato, rapito, sottoposto al lavaggio del cervello, pietrificato e trasformato in mostro, il cuore della fanciulla non tentennerà nemmeno un momento (vi ricordo che il  5° episodio non è mai esistito!) e la parola impossibile sarà cancellata dai vocabolari del regno.

Nonostante la presenza del principe bamboccio, e la speranza che il destino ripieghi sul tenebroso Tarabas, la principessa guerriera resta fedele ai suoi princìpi e facendo così. ci regala delle avventure semplicemente speciali. Ogni bambina guardando le sue gesta sogna di correre sui prati, impugnare una spada, arrampicarsi sui muri, parlare con una pietra e mostrare talmente tanta furbizia da far invidia al miglior stratega al mondo. Fantaghirò non aspettava il principe, lo sfidava. Non baciava rospi, semmai per necessità li avrebbe potuti mangiare. Lei era amata per quello che era e non per quello che doveva essere.

 

A fare la fortuna della saga è stata sicuramente la presenza di un attrice dal carisma forte e spiccato: Brigitte Nielsen (la strega nera) è la giusta dose di volgarità, isteria e collera che tiene su film interi, è una maestra di vita che tutte vorremmo.

Diciamo poi che anche l’occhio vuole la sua parte, e la presenza di bonazzi non ha guastato l’atmosfera, anzi… se ogni anno abbiamo questa pulsione nel dare uno sguardo a Tarabas (Nicholas Rogers) che fa il bagno coi pantaloni di pelle, avremo i nostri buoni motivi! Inoltre la sfida tra il buono e il cattivo è un evergreen che mai morirà: da un lato il principe buono e generoso, il grande amore onesto e coraggioso, dall’altro il mago oscuro e tenebroso in grado di farci cadere ai suoi piedi per il suo fascino smisurato. Fantaghirò aveva tutto e ci ha mostrato come lottare per averlo!

Veniamo a qualche curiosità:

  • Nel primo capitolo la nostra protagonista indossava abiti arancione e azzurro, il colore del cielo e dell’oro, anticamente erano i colori simbolo dell’erede al trono
  • La serie è ispirata da un racconto di Italo Calvino, Fanta-Ghirò, che a sua volta s’ispira a una novella toscana di fine ‘800
  • Il castello della storia esiste davvero, si tratta del castello di Bouzov nella Repubblica Ceca.
  • Durante il provino per il casting, l’attore Nicholas Rogers (Tarabas) disse una bugia, ossia di saper cavalcare. I guai arrivarono già il primo giorno di riprese, quando non riuscì nemmeno a montare un cavallo!
  • Il film inizialmente doveva intitolarsi “La grotta della rosa d’oro”, titolo che ha mantenuto in Francia e Inghilterra.
  • La colonna sonora, di tutti e cinque i film, è firmata da Amedeo Minghi.
  • Il cavaliere bianco e la strega bianca sono entrambi interpretati dall’attrice spagnola Angela Molina
  • È stata fatta una serie animata, omonima, con tanto di sigla cantata da Cristina D’Avena.

Ovviamente ora non siamo più pronte a tagliarci i capelli a scodella, ma il sorriso che tratteniamo sulle labbra (io per lei mostrerei 32 denti!) nel sentire nominare Fantaghirò o nell’immaginare un’oca che parli, ci ricorda che al mondo dobbiamo lottare per i nostri ideali. Se dovete scontrarvi con un’idea che vi sembra stupida, fatelo senza troppi ripensamenti, nulla va accettato solo come dato di fatto o per convenzione, saltate in groppa al vostro cavallo dalla chioma dorata, correte a più non posso, lottate e amate.

 

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Saki

Cuore giapponese in un corpo italiano, leggo manga dalla più tenera età e sogno ancora di cavalcare Falcor! Curiosa fino allo sfinimento, sono pronta a parlarvi delle mie scoperte!

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