Immaginate di buttare giù un cicchetto di alcool. Concentratevi sulla sensazione di calore e bruciore che vi genera in petto. È la sensazione con cui Federico Mele descrive Dark Shots, l’antologia horror di cui è curatore, edita da Mirage Comics.
Di alcune storie, Federico è anche sceneggiatore: accanto a lui, Marco Pacini, Rebecca Sargo e Simone Tentoni alle penne, e nomi del calibro di David Mack, Sara Pichelli, Federico Mele, Nicola Mari ed Eduardo Risso alle matite. Un progetto che affianca autori emergenti e noti per raccontare sfumature di orrore e soprannaturale.
Un’antologia, tre copertine: il volume è infatti disponibile in versione regular, con copertina di Mele stesso, in Limited Variant a firma di Gabriele Dell’Otto, e infine in Limited Virgin Variant, disegnata da David Mack.
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Dark Shots: un brindisi all’oscurità tra storie brevi che lasciano il segno
COMICON Napoli 2026 ha dedicato un incontro alla presentazione del progetto Dark Shots, a cui hanno preso parte Sara Pichelli e David Mack in rappresentanza dei disegnatori, Francesco Marcantonini, uno dei fondatori di Mirage Comics, e il già citato Federico Mele, il Virgilio di questo viaggio verso l’inquietudine.
«Per le mie storie, mandavo agli artisti un pitch — la storia raccontata in tre-quattro righe di una pagina Word, per capirci —; dopo che ne avevano scelta una, realizzavo la sceneggiatura.
Con Sara è stato un po’ diverso, perché è entrata nella storia e l’ha portata nel proprio mondo.
Qualcosa di simile è capitato anche con David, che mi ha chiesto di lavorare senza sceneggiatura; ha realizzato le pagine della nostra storia partendo da quelle tre righe di pitch che gli avevo dato» racconta Mele.
Ad aprire Dark Shots, la storia disegnata da Eduardo Risso, l’artista argentino che ha fatto del chiaroscuro il proprio marchio di fabbrica e a cui, nel 2024, ARF! ha dedicato la mostra Più di 100 Proiettili — in riferimento al 100 Bullets realizzato con Brian Azzarello.
«Se devo raccontarvi un aneddoto» dice Mele, in risposta a una domanda di Marcantonini «vorrei parlarvi di come mi sono sentito colorando le tavole di Edoardo Risso. È stata la prima storia di cui mi sono arrivate le pagine, quindi il mio primo approccio al lavoro di colore per Dark Shots.
Lui ha scelto una storia con un’ambientazione biblica, che gioca col finale a sorpresa, ed è stato bellissimo vederla finita anche con i miei colori. Ancora oggi, quando sfoglio il libro, mi capita di dimenticarmene e di dire ‘Ah, ma queste sembrano tavole di Edoardo Risso!’
Sono contento di essere riuscito a gestire la colorazione in un modo che sia compatibile con il suo stile.»
Altra collaborazione unica è stata quella con Nicola Mari, storico disegnatore Bonelli — di Dylan Dog, Dragonero, Nathan Never, e tra i disegnatori dell’Orbit Orbit di Caparezza — che ha illustrato una delle storie più lunghe, chiedendo a Mele du partire dalla sua passione per il gotico padano di Pupi Avati.
Il fatto di essere anche disegnatore, oltre che sceneggiatore, ha aiutato Mele a dare spunti agli artisti senza ingabbiarli in un plot rigido, e anzi prendendo quello che da loro proveniva e facendolo confluire nella storia, che si modellava di conseguenza.
«Dark Shots è stata la mia prima esperienza con artisti internazionali, per cui mi chiedevo: la mia scrittura, che è andata bene per gli esordienti, funzionerà con persone che hanno visto migliaia di pagine di sceneggiature?»
Il risultato incredibile sembra indicare che la missione è compiuta. Anzi, mette voglia di sbronzarsi a colpi di cicchetti dark, trangugiandone uno dopo l’altro.
Per fortuna, Dark Shots è destinato a crescere: è in arrivo una serie di cinque libri autoconclusivi — tutti già in produzione — su cui le storie dell’antologia danno degli indizi, pur non essendo né spin-off, né trailer.
E su questo, Federico Mele si lascia scappare un piccolo spoiler: il primo dei cinque volumi si chiamerà Bleed Me Out, parlerà di vampiri e sarà ambientato nei caraibi del ‘600. Basta già questo per convincerci a buttare giù tutti gli shottini che vorranno regalarci.

