Cybernella e la preziosa lezione sull’uguaglianza

Spesso, nelle serie animate del passato, ritroviamo risposte a domande che ci poniamo nel presente. Cybernella nascondeva la sua diversità per essere accettata dal mondo, ma era unica. Proprio come tutti noi

cybernella copertina

Cosa vuol dire essere diversi?

A questa domanda Cybernella provò a dare una risposta sentendosi fuori luogo in mezzo ai suoi compagni di scuola. In realtà a domande del genere non corrispondono risposte certe e, una ragazzina non dovrebbe proprio porsele. Essere diversi vuol dire tutto e niente. E soprattutto, diversi da chi?

Manga di Shinji Nagashima adattato ad anime dalla Toei Animation nel lontano 1973, Cybernella è la storia di una dolce cyborg che si trova ad affrontare le difficoltà quotidiane di ogni adolescente con un cuore vero.

cybernella

Obbligata a nascondere la sua vera identità per non venire discriminata e allontanata dagli altri esseri umani, Cybernella (Limit, in originale) vive la sua quotidianità aiutando il prossimo grazie ai suoi poteri che le permettono di volare, correre a una velocità incredibile, trasformarsi in adulta (se la situazione lo richiede) o dotarsi di una vista a raggi x.

Praticamente non le manca nulla di quella dotazione tanto in voga negli anni ’70 e poi ‘80 quando gli studi d’animazione giapponesi, nonché gli autori più importanti del panorama fumettistico nipponico, fecero del binomio uomo/tecnologia, il tema cardine dell’espressione artistica nazionale.

Incredibilmente attuale, visto l’oscurantismo medievale in cui ci troviamo a vivere – sopravvivere – la visione di Cybernella, solo venticinque episodi, è sicuramente da consigliare a tutti. Trovarsi a distanza di più di quarant’anni di fronte al disagio provato dalla protagonista di questa bella storia, così ansiosa di essere accettata dagli altri e intenta tutto il tempo a nascondere la sua diversità, fa tanto riflettere.

cybernella tema

Lontani dai tempi migliori immaginati, quando di questi temi si nutrivano le prime conquiste culturali in ogni parte del mondo, oggi sbattiamo ripetutamente contro chi urla che il diverso è terribile, dannoso; qualcosa o qualcuno di cui aver paura. Proprio per questo la piccola Cybernella non rivelò a nessuno il suo segreto sino alla fine della sua storia, quando armatasi di coraggio, si confidò con la sua insegnante. E poi? Più nulla in realtà. La storia si riserva sulle reazioni dei suoi amici e compagni lasciando a noi ogni interpretazione sulle conseguenze.

Nonostante la protagonista sia una ragazza dotata di particolari poteri, Cybernella rimane fuori da quella lunga lista di anime majokko che invasero il mercato di quel periodo. Dovremmo fare una forzatura enorme, del tutto stonata, e non è il caso. Certamente alcuni aspetti del genere sono presenti; è pur sempre una produzione figlia del suo tempo indirizzata soprattutto a un pubblico femminile.

cybernella majokko

Non manca infatti la buffa mascotte che l’accompagna nelle sue avventure, Go, un piccolo robot con le sembianze di un panda (che nella sigla italiana è diventato un orsacchiotto), oltre a diversi elementi caricaturali nei co-protagonisti che ne alleggeriscono il tiro. Sicuramente lo Studio Pierrot ne analizzò gli aspetti più infantili per riproporli nelle indimenticabili produzioni come L’incantevole Creamy, Magica magica Emi e via dicendo.  Viene a questo punto da chiedersi, con le dovute cautele, se Cybernella non sia più simile ad Astro Boy del Maestro Tezuka.

cybernella astroboy

La sua nascita – anche se sarebbe meglio dire rinascita – avvenne in seguito a un terribile incidente in cui sia lei che la madre persero la vita. Il padre, che non riusciva a rassegnarsi alla perdita della figlia, riuscì a donarle nuova vita nel corpo di un robot.

cybernella cyborg

Eccoli qui. Padri scienziati che manipolano il corpo e l’anima dei propri figli in nome di un amore disperato verso il prossimo ma, soprattutto, verso loro stessi, incapaci di rassegnarsi per una perdita così grave.

Dall’altra parte vivono piccole creature innocenti che s’immolano in nome di sani ideali, sfruttando le proprie super qualità a fin di bene perché non potrebbero altrimenti. Eppure. Eppure entrambi vorrebbero solo essere persone accettate così come sono. Diversi ma uguali a tutti gli altri.

Allora forse l’unica risposta possibile, quando ci chiediamo cosa sia la diversità, è che la diversità è uguaglianza. Siamo uguali perché siamo diversi. La diversità di cultura, provenienza, attitudini sono l’espressione evidente della nostra uguaglianza. Sono il segno che l’uguaglianza vive nella diversità. E che dobbiamo trovare non dei valori condivisi, ma la convivenza anche di valori diversi.

Cybernella se la merita una risposta dopo tutti questi anni. Proprio perché unica, è uguale a tutti noi.

 

 

 

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Sig.ra Moroboshi

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Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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