Crack – I fumetti dirompenti in scena a Roma

Dal 20 al 23 giugno 2019 si è svolto a Roma come ogni anno Crack! Fumetti dirompenti. Nella splendida cornice del Forte Prenestino è stato possibile vedere e conoscere tantissimi artisti provenienti da ogni parte del mondo

Il festival è legato al mondo delle autoproduzioni e delle fanzine e quello che è possibile trovare in questi giorni, non lo si trova in nessun altro posto.

A dividersi le celle del Forte Prenestino quest’anno sono stati disegnatori, illustratori, fumettisti e artisti che si sono confrontati su: APERTO. Questo era infatti il tema e sono state moltissime le illustrazioni e le installazioni che lo hanno reinterpretato e declinato in tantissimi modi: tra chi ha portato nelle sue opere un’apertura che abolisse i confini, chi invece si è basato sull’apertura e l’egualità dei sessi, chi si è concentrato sull’apertura e sul piacere sessuale, chi si è concentrato su una delle declinazioni più importanti del festival di quest’anno, ovvero quello contro la chiusura degli spazi sociali di comunità, che permettono un’apertura a tutti e a tutte e ad ogni forma del pensiero e dell’immaginario.

In questa edizione la locandina è stata affidata all’artista libanese Sandra Ghosn.


Ovviamente c’era da perdersi nella bellezza e nell’innovazione di alcune celle, che ospitano non solo i banchetti, ma vere e proprie opere d’arte stratificate sui muri che annualmente accolgono una marea di artisti che personalizzano lo spazio che occupano.

Sicuramente tra le più creative e particolari autoproduzioni c’è Chicks La Fanza di Mitologia Femminista, che raccoglie in vari volumi, illustrazioni, disegni e testi riguardanti l’universo femminile: ciclo, capelli, peli, tette etc tutto confezionato in meravigliosi involucri dalle copertine rosa shocking.

Appena entrati nelle celle c’era il fumetto da ascoltare, che era una interpretazione su carta della canzone L’Orologio dei Punkreas, comodamente ascoltabile in amabili cuffione mentre si leggeva il fumetto prodotto da Ora Autoproduzioni.

C’erano poi artisti da ogni parte del mondo, come la messicana Rurru Mipanochia che nella sua produzione si occupa di reinterpretare le tradizioni e i miti della religione Azteca e Inca e che in quest’edizione ha portato oltre alle sue illustrazioni, anche un volume che racconta la storia delle principali divinità messicane.

Altri artisti provenivano ad esempio dalla Serbia e nella loro caleidoscopica cella, hanno tappezzato tutto il tappezzabile con poster e locandine con colori pop ispirati ai manifesti della propaganda socialista.

Due autori francesi avevano invece costruito “La macchina infernale che predice il tuo futuro a fumetti” e così tirando una semplice leva come il caro Kronk si poteva avere un’immediata lettura del futuro composta da 3 vignette differenti…

Meravigliosa la cella dell’artista Iraniana Zahraa Kareem, in cui attraverso una sequenza di tele mette in scena il dramma della mancata libertà femminile, raccontando attraverso di esse anche la sua personale esperienza di fuga dall’Iran e della condizione femminile nel suo paese.

E così via, è impossibile descrivere tutti gli artisti e tutto il materiale presente al Crack che si distingue anche in questa quindicesima edizione per qualità ed innovazione, ma soprattutto per riuscire sempre a dedicare la giusta attenzione ai tantissimi artisti e perfomer, sempre contentissimi di parteciparvi, che regalano a noi spettatori un’esperienza unica.

 



Carla Gambale

Non si ha memoria di quando abbia iniziato a leggere, ma non ho mai smesso. Lotto da tempo immemore con mia madre per farle comprare una nuova libreria. Tra un'emicrania e l'altra mi adopero a leggere, scrivere e parlare di libri, fumetti e serie tv, poi nel tempo libero studio anche archeologia

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