Capitan America: Perduto nella Dimensione Z – Recensione

Il terzo volume della collana Hachette che raccoglie le migliori storie Marvel degli ultimi tempi presenta in un’unica soluzione Perduto nella Dimensione Z, la straordinaria saga di Capitan America ideata da Rick Remender e John Romita Jr.

Per Rick Remender non dev’essere stato affatto semplice: arrivare su una testata come Captain America dopo Ed Brubaker voleva dire accettare una sfida da far tremare le gambe a chiunque, anche allo scrittore più navigato. Per chi non è avvezzo alla continuity Marvel, diciamo semplicemente che il sopracitato Brubaker è stato l’artefice di un lungo e apprezzatissimo ciclo di storie che ha dato una vera e propria seconda giovinezza a Steve Rogers.

Basti pensare che proprio da quelle storie i fratelli Russo hanno preso spunto per portare sul grande schermo Captain America: The Winter Soldier, uno dei cinecomics Marvel decisamente più riusciti. Parliamo dunque di un signore che verrà ricordato nella lunga e gloriosa storia del nostro eroe a stelle e strisce. Per Remender, scrittore giovane ma già con una certa esperienza, si prospettava quasi una missione impossibile: cosa fare per catturare l’attenzione dei lettori? In che modo poteva continuare a infondere linfa creativa a un personaggio appena rigenerato in chiave noir? Semplice: facendo una totale inversione a U.

Remender ha scelto di non seguire la strada più facile, che avrebbe consigliato di proseguire sul solco tracciato da Brubaker (dunque con spy story in chiave supereroistica), ma di proporre qualcosa di completamente diverso: ha preso Capitan America e lo ha letteralmente trascinato in un’altra dimensione, rendendolo così non solo un eroe fuori dal suo tempo… ma anche fuori dalla sua stessa realtà. Una decisione che al momento dell’annuncio sembrava folle: che c’entra in fondo Cap con i viaggi extradimensionali? Niente, ed è stata proprio questa l’intuizione. Remender, coadiuvato da un grandissimo John Romita Jr. alle matite, ha dato vita a una saga unica, dando ai lettori un qualcosa di assolutamente nuovo, fresco e appassionante. 

La storia si apre proprio nel giorno del 90esimo compleanno di Steve Rogers: ovviamente l’età effettiva non corrisponde a quella percepita, sappiamo tutti che grazie al siero del supersoldato e al periodo passato in ibernazione, il nostro eroe non dimostra affatto la sua vera età. Piccolo, ma necessario inciso per chi fosse totalmente digiuno delle origini del personaggio. Ma torniamo alla nostra storia.
Proprio in una giornata speciale come questa, Steve si ritrova per la prima volta, faccia a faccia con una scelta che potrebbe radicalmente cambiare il corso della sua vita: convolare o meno a nozze con la fidanzata di sempre, Sharon Carter. Il nostro eroe tentenna di fronte alla proposta di lei (donna emancipata, che non ha paura di stravolgere i normali usi e costumi in fatto sentimentale), ma sa bene che potrebbe essere una scelta azzeccata. Lo terrebbe in contatto con la realtà, impedendogli di sparire totalmente dentro al suo costume, di essere risucchiato dentro la leggenda di Capitan America. Insomma, sposarsi vorrebbe dire dare finalmente un po’ di spazio all’uomo, oltre che all’eroe e questo ovviamente a Steve non dispiace affatto, anzi.

Ma la vita del leader degli Avengers ovviamente non può filare tranquilla neanche per un istante, ed ecco che viene rapito da una sua vecchia conoscenza, Arnim Zola
Il sinistro scienziato trasporta Cap in un’altra dimensione, una strana e distorta versione del nostro Pianeta in cui il nostro eroe si ritroverà braccato fin dal primo istante da esseri mostruosi, che hanno il preciso piano di catturarlo e di condurre esperimenti genetici su di lui.

Steve ovviamente riuscirà a scappare dai suoi aguzzini, ma non dalla Dimensione Z… in cui si ritrova a essere una sorta di padre adottivo di un bambino molto speciale: il figlio di Arnim Zola. Non poteva lasciarlo in quell’inferno, dunque decide di portarlo con sé, con la speranza di riuscire, prima o poi, a tornare nella nostra realtà.
Purtroppo il ritorno non sarà una cosa così immediata: passeranno infatti ben 12 anni prima che avrà l’occasione di rivedere il nostro mondo. Un’eternità, in cui vedremo un eroe decisamente diverso da quello che abbiamo imparato a conoscere nel corso di tutti questi anni. Lo vedremo in condizioni disperate, lottare non solo contro il regno di Zola, ma anche con i suoi demoni interiori, che spesso fanno molta più paura di qualsiasi nemico.

Faremo un viaggio angosciante, che in alcuni momenti ci lascerà senza respiro. Vedremo il percorso di un eroe, che tenta il tutto per tutto pur di salvare Ian, un bambino che ora ritiene SUO figlio in tutto e per tutto. Lo vedremo lottare contro il tempo, inteso in ogni modo possibile, appassionandoci a una saga che probabilmente ha poco a che fare con Capitan America, ma che ci farà amare questo personaggio ancora di più.

Hachette pubblica in un’unica soluzione una storia che era stata già serializzata da Panini Comics sul mensile Capitan America e successivamente ristampata in due volumi (Perduto nella Dimensione Z e Fuga dalla Dimensione Z), realizzando un libro di ottima fattura, impreziosito da un’interessante apparato redazionale che aiuta i neofiti a orientarsi meglio nel mondo di Cap. L’introduzione è curata da Marco M. Lupoi, direttore editoriale di Panini Europe, che torna finalmente ad accompagnarci alla lettura di un fumetto, proprio come faceva tanti anni fa.

Fidatevi di me.
Se avete l’opportunità di comprare questo volume, fatelo senza pensarci troppo: vivrete un’avventura ai confini della realtà, ma soprattutto conoscerete meglio Steve.
L’uomo dietro lo scudo.
L’eroe che non molla mai, neanche quando gli viene strappato dalle mani tutto ciò che ama.
Sempre dalla tua parte, Capitano.

 

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Mr. Kent

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.

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