Bojack Horseman e l’importanza del finale triste


Bojack Horseman è comicità e amarezza, depressione e satira, sconfitta e nuovo inizio. Un miscuglio di animali e persone che ci mostra il fardello nascosto in ogni esistenza

Apprezzo sempre le storie che rifiutano il lieto fine. Quelle che portano tutti i nodi al pettine, ti prendono per mano e ti mostrano la risoluzione dei problemi, il miglioramento interiore, ti accompagnano in una faticosa crescita finché in lontananza non cominci ad intravedere la ricompensa per i tuoi sforzi. Quelle che poi, quando soddisfatto la ricompensa arrivi quasi a toccarla, semplicemente te la negano. Mi piacciono perché credo ci sia bisogno di distruggere quella struttura in cui fin da piccoli siamo abituati a incastrare le storie: il problema, il comportamento giusto, la risoluzione.

Insito nel mondo dell’intrattenimento, l’insegnamento morale è uno degli elementi fondamentali di ciò che leggiamo e vediamo fin dalla tenera età. Uno dei suoi capisaldi è senz’altro la capacità di distinguere tra bene e male, di saper scegliere tra giusto e sbagliato comprendendo a fondo il perché delle nostre azioni. Impariamo a riconoscere gli errori, a fare i conti con noi stessi, ma soprattutto impariamo a credere che seguendo il percorso giusto arriveremo alla giusta meta.


Eppure nessuno ci insegna che ci sono delle eccezioni, che poi tanto eccezioni non sono.

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A volte sei semplicemente lì, che prendi in mano la tua vita, ti fai coraggio e adotti il migliore dei comportamenti. Ce la metti tutta, ma quello che cerchi comunque alla fine non l’avrai. Ed è lì che è importante capire che non è colpa tua, che alcune cose semplicemente non si avvereranno mai, che altre fanno schifo… e continueranno a fare schifo.

Bojack questo ce lo spiega molto bene e indubbiamente è uno dei motivi per cui l’ho amato così tanto.

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Bojack Horseman, come molti altri personaggi della serie, è un animale antropomorfo, un cavallo di mezza età che ha raggiunto l’apice della fama negli anni ’90 come protagonista della sitcom Horsin’ Around e tenta di rilanciarsi come attore dal momento in cui lo show è stato chiuso. Dalla sua lussuosa villa ad Hollywoo, Bojack incarna alla perfezione l’idea del vip decaduto e dimenticato, del personaggio amato e ricercato solo finché è sulla cresta dell’onda e mi ricorda in un certo senso Hank Moody e la sua vita disperata in Californication.

Sullo sfondo dei suoi tentativi di tornare in pista, incontriamo man mano le persone che fanno parte della sua vita, che ne hanno fatto parte e che in un modo o nell’altro hanno contribuito a creare quell’ammasso di ansia, depressione, alcolismo e nichilismo che è Bojack oggi.

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È cresciuto in una famiglia disfunzionale con dei genitori reduci a loro volta da un passato traumatico, i suoi rapporti interpersonali sono sempre condizionati dai suoi limiti affettivi e, molto spesso per colpa sua, finiscono in modo brusco, facendogli inevitabilmente guadagnare l’odio delle persone. Quelle rare volte in cui lo vediamo trovare un legame con qualcuno, si tratta di una relazione impedita da fattori esterni: un matrimonio, un lavoro, la paura o la distanza.

Nonostante tutto, di stagione in stagione, Bojack continua a provarci. Nonostante il perdono negato, le porte sbattute in faccia, la sua tendenza all’autodistruzione e quella vocina interiore che continua a ripetergli quanto profondamente sia un perfetto pezzo di merda.

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Così, se andiamo oltre il velo di amarezza e nichilismo che avvolge tutta la serie, ci accorgiamo che Lisa Hanawalt e Raphael Bob-Waksberg ci mettono di fronte a personaggi ben più complessi che, in equilibrio tra la loro personalità e le caratteristiche tipiche dell’animale che incarnano, in un modo o nell’altro trovano sempre un motivo per andare avanti.

Insieme alla satira e ad una comicità a mio parere geniale, personaggi come Diane, Princess Carolyn, Todd, lo stesso Bojack e molti altri ci insegnano che: puoi chiedere scusa e non essere perdonato; puoi trovare la tua anima gemella, dichiararle il tuo amore, essere corrisposto e comunque non finirci mai insieme; puoi fare la scelta giusta, ottenere quello che vuoi e non sentirti comunque meglio. Ci mostrano fino a che punto alcune cose possano rappresentare delle costanti negative nella nostra vita, ma che la vera forza sta nel riuscire a conviverci, trovare un equilibrio e continuare ad andare avanti.

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L'Oscuro Passeggero

Il mio nome rispecchia la mia solare personalità. Sono appassionata di letteratura, drogata di serie tv e spacciatrice d'immagini per MegaNerd su Instagram.

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