Avatar: la via dell’acqua – Continuano gli incassi da record

Avatar: La Via dell’Acqua continua ad avere ottimi incassi, sia negli USA che oltreoceano. Previsti i 400 milioni (nei soli USA) entro Capodanno.

Avatar la via dell'acqua

Non si arresta l’ascesa al box office di Avatar: la via dell’acqua, sequel di quell’Avatar che nel 2009 rivoluzionò il mondo del cinema, sia a livello tecnico – resta, ad oggi, il film in 3D meglio riuscito, forse anche grazie al fatto che è stato girato nativamente in 3D -, che a livello d’incassi – è ancora il film con il maggiore incasso della storia. L’unico ad avvicinarsi è stato Avengers: Endgame, ma tra i due c’è una differenza cruciale: non tanto l’inflazione di un decennio, che pure andrebbe considerata, ma il fatto che Endgame arrivasse alla fine di un franchise lunghissimo e florido; Avatar, no (al massimo, avvierà un franchise).

In ogni caso, il nuovo capitolo della saga (per cui sarebbero previsti altri quattro film) non sembra voler essere da meno rispetto al suo predecessore: negli Stati Uniti, Avatar: la via dell’acqua ha già raggiunto i 337 milioni di dollari di incasso, complici le festività e un mitigarsi delle temperature, e si stima di raggiungere i 400 milioni entro la fine dell’anno. Nel resto del mondo, invece, parliamo di un incasso di 762 milioni di dollari, per un totale globale di 1.1 miliardi di dollari incassati in 14 giorni. Il primo film, per intenderci, chiuse con un incasso globale di 2.9 miliardi di dollari (2.7 secondo altre fonti), e ci mise 17 giorni a superare il miliardo.

avatar la via dell'acqua

Una boccata d’aria per il cinema, categoria duramente colpita da due anni di pandemia e chiusure, che sta cercando di risollevarsi, non senza fatica. Secondo alcuni, Avatar sta “resuscitando” il cinema, in Italia e non solo: difficile dargli torto. I dati sull’occupazione delle sale sono ancora lontani da quelli pre-pandemia, ma considerando che gli altri due successi del 2022 – Top Gun: Maverick e Jurassic World Dominion – ci hanno messo uno e quattro mesi per superare il miliardo di incassi, l’evento ha del miracoloso.

Il segreto di tanto successo sta, oltre che nell’uscita a ridosso delle feste natalizie, nell’aspetto grafico del film: atmosfere oniriche, colori sgargianti, un 3D che ingloba lo spettatore riescono a mettere una toppa laddove la storia non decolla. A livello narrativo, infatti, questo capitolo – come il precedente – non racconta nulla di innovativo e ha una sceneggiatura piuttosto deboluccia; un vero peccato per un film con una struttura “visiva” tanto forte.

Passate le festività, potremo fare un punto della situazione e tirare le somme; intanto, una cosa è certa: forse per l’effetto nostalgia (il mondo in cui uscì il primo Avatar era molto diverso), forse per le tematiche ambientali e sociali, forse semplicemente perché avevamo voglia di tornare a sederci nelle poltrone di un cinema, Avatar: la via dell’acqua sta riportando la gente in sala.
E questo è, di per sé, un gran successo.

Se volete saperne di più, trovate la recensione del nostro ottimo Mr. Rabbit qui.


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Claire Bender

Vive con un dodo immaginario e un Jack Russell reale, che di recente si è scoperto essere Sith. Grifondoro suo malgrado, non è mai guarita dagli anni '80. Accumula libri che non riesce a leggere, compra ancora i dvd e non guarda horror perché c'ha paura. MacGyver e Nonna Papera sono i suoi maestri di vita.

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