Alla Triennale Milano un panel dedicato a donne, filosofia e videogiochi


Player Girl

VIDEOGAME: UNA QUESTIONE FILOSOFICA E DI GENERE

Spesso i videogiochi sono indicati come il capro espiatorio del nostro secolo: quando succede qualcosa, la colpa prima o poi torna sempre su di loro.

Questa forma di intrattenimento, in realtà, oltre ad essere una dimensione lavorativa ben strutturata e in espansione, contiene spesso filosofia o nelle forme del gioco o nelle storie stesse. Futuri distopici, decisioni al limite, ragionamenti ipotetici sono il pane quotidiano per chi di gaming ne mastica – e di certo male non fa dato che alcuni bivi sono uguali a quelli sottoposti a chi studia filosofia, ma qui sono contestualizzati e visibili nelle loro conseguenze.


Se questa potrebbe apparire un’apologia del videogioco, in realtà non lo è. Nel gioco si può evadere, non essere la stessa persona del quotidiano. Al contrario però è molto difficile essere se stesse: il mondo femminile nel mondo del videogioco è sempre in espansione con ruoli primari e non, ma allo stesso tempo molto limitato rispetto alla presenza maschile. Un po’ come nella filosofia.

In queste strade che si incrociano, donne, filosofia e videogiochi non corrono spesso alla stessa velocità. Di questo parleranno Lisa Pareschi, Monica Cattabriga, Silvia Grasso, rappresentanti del collettivo Filosofemme in occasione della prima Festa della Filosofia, ideata da Tlon – progetto filosofico condotto da Maura Gancitano e Andrea Colamedici – che si terrà il prossimo 19 gennaio 2020 presso Triennale Milano.
Il collettivo Filosofemme è un progetto che nasce dal desiderio di condividere la passione per la filosofia tramite la figura delle filosofe e in quest’ottica sposa la volontà della Festa della Filosofia di riportare questa disciplina nella vita quotidiana.


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