Lo sceneggiatore e fumettista Marco Galli ha pubblicato un duro sfogo sui social per prendere pubblicamente le distanze dal numero 57 del trimestrale Dylan Dog Color Fest, intitolato Destinazione Terrore, di cui è autore unico della storia. Nel lungo messaggio, Galli racconta di aver scoperto soltanto dopo la pubblicazione che il proprio lavoro sarebbe stato modificato in maniera molto pesante, sia nei testi sia in alcuni dettagli grafici, senza alcun confronto finale con lui.
L’autore spiega che non avrebbe mai voluto scrivere un post del genere, ma di essersi sentito costretto a intervenire dopo aver letto l’albo definitivo. La reazione, racconta, è stata immediata: “mi sono cascate le braccia”, scrive, riferendosi alla quantità di cambiamenti trovati nella versione pubblicata.
Secondo quanto raccontato da Galli, gli interventi editoriali avrebbero riguardato addirittura “quasi tutti i testi” della storia. Nel post, il fumettista sostiene che diversi personaggi sarebbero stati modificati rispetto alla caratterizzazione originale pensata durante la scrittura. Tra gli esempi citati ci sono le battute di Groucho, che a suo dire sarebbero state “completamente cambiate”, ma anche alcune dinamiche narrative tra i personaggi che sarebbero state alterate rispetto all’impianto iniziale.

Galli lamenta inoltre modifiche considerate particolarmente invasive anche dal punto di vista dell’identità narrativa della storia. Racconta infatti che alcuni personaggi, volutamente identificati soltanto attraverso soprannomi nella sua versione originale, sarebbero stati invece dotati di nomi specifici in fase editoriale. Una scelta che, secondo l’autore, andava contro un preciso intento narrativo.
Nel messaggio vengono contestati anche interventi grafici su due vignette. Galli afferma che in quelle scene sarebbero stati aggiunti degli spari, alterando la costruzione narrativa delle sequenze e rendendole, a suo giudizio, meno efficaci dal punto di vista del racconto.

Il nodo del confronto mancato
Nel suo sfogo, Marco Galli precisa di non essere contrario al lavoro editoriale in sé. Anzi, racconta che durante la realizzazione della storia ci sarebbe stato un confronto molto intenso sulle tavole e sulla sceneggiatura, “quasi pagina per pagina”. L’autore spiega di aver accettato modifiche, cambi di scene e altri interventi, mantenendo un atteggiamento collaborativo durante tutta la lavorazione.
Proprio per questo motivo, racconta, la scoperta della versione definitiva lo avrebbe colto completamente di sorpresa. Secondo la sua ricostruzione, le ulteriori modifiche sarebbero state effettuate senza che ci fosse un nuovo confronto sui testi finali.
Per Galli, il problema principale non sarebbe quindi la presenza di un editing, ma l’assenza di dialogo su cambiamenti ritenuti così profondi. Nel post parla apertamente di “mancanza di rispetto”, chiedendosi perché approvare una storia completa di un autore per poi snaturarla in fase di pubblicazione.
Lo sceneggiatore insiste soprattutto sull’importanza della scrittura nel proprio lavoro. Pur spiegando di non amare “tirare fuori i titoli”, ricorda di aver ricevuto il più importante premio italiano dedicato agli autori di fumetto, sottolineando quanto per lui conti non soltanto ciò che viene raccontato, ma anche il modo in cui viene scritto.

Chi è Marco Galli
Nato a Montichiari nel 1971, Marco Galli è uno degli autori italiani più riconoscibili del fumetto contemporaneo. Dopo gli studi artistici a Mantova, ha trascorso diversi anni tra Londra e Los Angeles, esperienze che hanno contribuito a formare il suo immaginario narrativo e visivo, prima del ritorno in Italia e della scelta di dedicarsi completamente al fumetto.
Nel corso della sua carriera ha costruito uno stile molto personale, caratterizzato da atmosfere cupe, sperimentazione grafica e grande attenzione alla scrittura dei personaggi. Ha pubblicato numerose graphic novel e collaborato con diverse realtà editoriali italiane e straniere, arrivando anche alla pubblicazione in Paesi come Francia, Spagna e Brasile.
Tra le opere più note del suo percorso ci sono Oceania Boulevard, Le Chat Noir, La notte del corvo e Il nido, lavori che negli anni gli hanno permesso di ritagliarsi uno spazio ben preciso all’interno del panorama fumettistico italiano. Nel 2021 ha ricevuto il premio Yellow Kid come miglior autore dell’anno durante Lucca Comics & Games 2021, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del settore.
Parallelamente all’attività di autore, Galli lavora anche come insegnante di fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Brescia, dove tiene corsi dedicati alla narrazione e alla graphic novel. Nel corso della sua carriera ha inoltre collaborato al cinema d’animazione, lavorando come character designer per il film Gatta Cenerentola.

Nella parte finale del post, il fumettista sottolinea che una situazione simile non gli sarebbe mai capitata prima, nemmeno lavorando con editori stranieri in Francia e Spagna. Aggiunge inoltre che non aveva mai subito una riscrittura così massiccia neppure in precedenti collaborazioni con lo stesso editore.
Il messaggio si chiude con una presa di posizione molto netta: Marco Galli dichiara infatti di “disconoscere pubblicamente” la versione pubblicata di Destinazione Terrore, sostenendo che quella uscita nel numero 57 di Dylan Dog Color Fest non rappresenti più la sua storia originale.
Abbiamo così riportato quando dichiarato dall’autore sui soi canali social pubblici. Ovviamente, qualora Sergio Bonelli Editore volesse replicare a quanto detto, siamo pronti a ospitare il loro punto di vista, nell’ottica di fornire un’informazione sempre più completa e approfondita sull’argomento.

