La carriera di John C. McGinley è tra le cose più variegate che si possano immaginare. Quasi 80 film — tra cui capolavori irraggiungibili come Platoon, Wall Street e Nato il quattro luglio, tutti di Oliver Stone —, spettacoli teatrali on e off-Broadway, due anni nella soap opera Destini e numerose serie TV di successo.
È grazie a una di queste, Scrubs – Medici ai primi ferri, che nel 2001 entra impetuosamente nella vita di tantissime persone: il burbero Dr. Perry Cox, un bravissimo medico col cuore grande e una corazza di cinismo, conquista tutti al punto da fagocitare per un po’ l’attore che lo interpreta.
Fino a quando arriva una nuova sfida, una delle più interessanti della carriera di McGinley: Rooster, la serie HBO scritta da Bill Lawrence, lo stesso sceneggiatore di Scrubs, in cui l’attore è chiamato a spogliarsi delle maschere per impersonare un personaggio basato su di sé.

L’incontro di John McGinley con i fan al COMICON Napoli 2026
La genesi di Walter Mann è stata tra i temi che McGinley ha affrontato dal palco del Teatro Mediterraneo, durante l’intervista aperta con Eva Carducci:
«Un paio di estati fa, Bill Lawrence è venuto a casa mia, a Malibu, e gli ho mostrato la sauna e il bagno di ghiaccio che faccio scrupolosamente ogni giorno. È stato un modo per riallacciare i rapporti, perché per un po’ siamo stati impegnati, lui con Ted Lasso e io a fare il papà — con immenso piacere, aggiungo.
Era più o meno intorno a luglio/agosto; poi, a ottobre, Bill mi chiama e mi fa ‘Posso venire a Malibu? Ti devo parlare’. Ora… A scuola ho avuto così tanti problemi che quando qualcuno mi dice ‘Ti devo parlare’ penso subito di aver fatto qualcosa di male.
Così mi è venuto a trovare, e mentre eravamo in sauna mi dice ‘Voglio rubare la tua vita’. Non sapevo cosa diavolo volesse dire… Poi mi ha spiegato che stava lavorando a una serie con Steve Carell e voleva scrivere un personaggio basato su di me.
‘Ah, e rifacciamo Scrubs‘. [sussulta, ndr] Avrei voluto tenerlo in quella sauna per sempre: mi aveva offerto due serie di punta nel giro di quindici minuti, è una cosa che non capita a nessuno!»
È così che nasce Walter, sovvertendo il meccanismo di creazione del personaggio: se di solito si procede costruendo una maschera fatta di accento, piccole eccentricità, modi di muoversi, tic, questa volta bisognava fare esattamente l’opposto.
«La parte insidiosa è che, per la prima volta, devi guardarti allo specchio e chiederti se sei abbastanza interessante per l’obiettivo. Mi sono chiesto se all’obiettivo andassi bene io; non il Dr. Cox, io. Per cui, ho dovuto guardare in faccia John McGinley e cercare cosa fosse rotto in lui, cosa avesse in comune con le altre persone.»
McGinley lavora sulle fratture: i suoi personaggi sono sempre danneggiati, come ha fatto notare Carducci, e proprio questo riesce a renderli affascinanti non solo da guardare, ma anche da interpretare. I personaggi ripetitivi, soprattutto se interpretati a lungo — McGinley è stato il Dr. Cox per quasi dieci anni — fanno annoiare gli attori e li spingono verso cattive abitudini.
«Per Perry Cox, ricevevo il copione tutte le settimane ed era sempre insolito e nuovo: era un tizio diverso da tutto il resto del gruppo. Questa cosa ha reso il lavoro sfidante e delizioso.»

L’intro con Angelo Maggi e Mark The Hammer
L’intervista a McGinley è stata la ciliegina sulla torta di un evento avviato da due ospiti d’eccezione: Mark the Hammer, attualmente chitarrista di J-Ax e Articolo31, e Angelo Maggi, voce italiana del Dr. Cox.
Un emozionatissimo Mark ha aperto l’incontro suonando dal vivo sulla clip dell’iniziativa Italy Sings Scrubs, a cui hanno partecipato i doppiatori italiani e moltissimi fan. Il video ha ripercorso in musica alcuni dei momenti più memorabili — e dolorosi — della serie, chiudendosi con Over the Rainbow in versione elettrica e un doppio tributo: a Sam Lloyd, l’attore che interpretava Ted ed è scomparso nel 2020, e a Gaetano Varcasia che gli prestava la voce in italiano, ed è mancato nel 2014.
È stato l’ingresso di Maggi a rianimare gli occhi lucidi in sala, con un assaggio del suo Commissario Winchester, il personaggio dei Simpson che doppia dall’episodio 5 della quinta stagione, per poi passare a una delle scene nevrotiche così tipiche del Dr. Cox (quella in cui consiglia a Elliot un blablaologo, per i fan più appassionati).
Quando McGinley è arrivato, ha trovato ad attenderlo un pubblico già caldo, che è esploso in un boato nel vederlo indossare una maglietta del Napoli Calcio con il numero 10 (quello che fu di Maradona, ndr) e il suo nome.
«La mia cosa preferita di questo Comicon è la mia nuova maglietta. Ne ho girati tanti, ma non ho mai ricevuto una cosa del genere.» ha detto l’attore tra gli applausi
Uno dei momenti più simbolici di questo incontro resterà comunque l’abbraccio con Maggi sul palco: le due forme del Dr. Cox per una volta riunite in una.

