Milly Alcock – Dal trono di Westeros all’Universo DC con Supergirl

Milly Alcock racconta il momento di crisi professionale che l'ha convinta ad accettare il ruolo di Supergirl nel nuovo DC Universe di James Gunn: paura, rinascita e grandi aspettative.

Sfiorata

Quando Milly Alcock ha concluso le riprese della prima stagione di House of the Dragon, la serie prequel de Il Trono di Spade in cui ha incarnato con straordinaria intensità la giovane e ambiziosa Rhaenyra Targaryen, aveva preso una decisione apparentemente irrevocabile: mai più avrebbe accettato di far parte di un franchise cinematografico o televisivo di dimensioni colossali, con tutto il peso mediatico, il fandom irascibile e la pressione psicologica che inevitabilmente ne derivano.

La realtà, però, si è rivelata ben più complicata e crudele di quanto l’attrice australiana avesse immaginato, spingendola a riconsiderare profondamente quella promessa fatta a sé stessa in un momento di esaurimento creativo e stanchezza emotiva.

Un anno di silenzio, paura e nessun provino

Dopo aver recitato al fianco di Julianne Moore nella miniserie Netflix Sirens, Milly Alcock si è ritrovata improvvisamente a fare i conti con qualcosa di terrificante per qualsiasi attrice emergente: il vuoto assoluto, la mancanza di offerte di lavoro, quel silenzio del telefono che nelle settimane si trasforma in un’angoscia crescente e difficile da razionalizzare, soprattutto quando si è reduci da un ruolo di enorme visibilità internazionale come quello in House of the Dragon.

“Ero terrorizzata all’idea che la mia vita fosse finita a 22 anni”, ha confessato l’attrice in una recente intervista, con una franchezza rara e commovente che rivela quanto quei mesi siano stati psicologicamente devastanti. “Ovviamente non era così, ma in quel momento lo credevo davvero con tutto me stessa.”

Milly Alcock – La svolta: il provino per Supergirl che l’ha salvata

È proprio in quel periodo di incertezza e sconforto che è arrivata la notizia del provino per Supergirl, il nuovo cinecomic del DC Universe supervisionato da James Gunn e Peter Safran, e Alcock ha scelto di forzarsi a superare le proprie resistenze e a presentarsi, vincendo quella vocina interiore che le suggeriva di restare fedele alla promessa fatta di non tornare mai più in un grande franchise hollywoodiano.

La scelta si è rivelata decisiva e trasformativa, perché non solo ha ottenuto il ruolo protagonista nel film diretto da Craig Gillespie, già regista di successi come Tonya e Crudelia, ma ha anche debuttato nei panni di Kara Zor-El con un cameo nel film Superman, primo capitolo del nuovo universo DC uscito nel 2025, ricevendo un’accoglienza calorosa da parte del pubblico e della critica.

Milly Alcock

Una Supergirl punk, traumatizzata e lontana dai cliché

La versione di Supergirl che Milly Alcock porterà sullo schermo non ha nulla della luminosa eroina solare tradizionalmente associata al personaggio dei fumetti DC, poiché la sceneggiatura di Ana Nogueira, liberamente ispirata alla premiata miniserie Supergirl: Woman of Tomorrow scritta da Tom King e disegnata da Bilquis Evely, sceglie di esplorare le zone d’ombra di Kara Zor-El, una giovane donna segnata in profondità dal trauma di aver assistito alla distruzione di Krypton quando era già abbastanza grande da ricordarselo con chiarezza e da portarne le cicatrici per tutta la vita.

“È un disastro totale”, ha dichiarato la stessa Alcock descrivendo il suo personaggio, sottolineando come questa Supergirl abbia avuto un’infanzia radicalmente diversa e molto più dolorosa rispetto a quella di suo cugino Superman, cresciuto sereno da due genitori amorevoli nelle pianure del Kansas.

Milly Alcock cinemacon Supergirl 2

Milly Alcock – Critiche, fandom e la lezione di House of the Dragon

Interrogata sulle dichiarazioni polemiche di registi del calibro di Martin Scorsese e Ridley Scott, che nel corso degli anni hanno più volte sminuito il genere supereroistico, paragonandolo alle attrazioni dei parchi divertimenti e definendolo artisticamente poco stimolante, Alcock ha risposto con una maturità sorprendente e senza mostrare particolare risentimento, riconoscendo la legittimità di ogni posizione estetica senza però sminuire il valore del progetto in cui è coinvolta.

Sul fronte delle possibili critiche dei fan DC, l’attrice può contare su una corazza costruita proprio grazie all’esperienza con il fandom de Il Trono di Spade: “Mi ha fatto capire”, ha spiegato, “che il semplice fatto di esistere come donna in quello spazio è qualcosa che suscita sempre commenti, ma posso solo continuare a essere me stessa.”

Supergirl poster italiano

Supergirl nelle sale italiane dal 25 giugno 2026

Il film, che vede nel cast anche Matthias Schoenaerts nel ruolo del villain Krem delle Colline Gialle e Jason Momoa in quello del mercenario galattico Lobo, un personaggio che James Gunn aveva in mente per Momoa fin dal primissimo giorno del suo mandato ai DC Studios, arriverà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 25 giugno 2026, come secondo capitolo ufficiale del DC Universe e primo grande banco di prova per Milly Alcock come protagonista assoluta di un blockbuster internazionale.

Fonte: cinema.everyeye.it

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Scrittrice compulsiva, cinefila cronica. Quando non scrivo, parlo di film come se fossero reali
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