Se vi state chiedendo quale sarà il matrimonio più chiacchierato dell’anno, dopo aver visto “The Drama – Un Segreto è per Sempre“ non avrete più alcun dubbio. Sul grande schermo va in scena una storia che unisce in matrimonio due tra le star più amate di Hollywood: Zendaya – che recentemente è convolata a nozze reali con Tom Holland — e Robert Pattinson. Un incontro tra due tra gli attori più cool, amatissimi soprattutto dai più giovani che, in un curioso gioco del destino, si trasforma in quello che sembra il più improbabile dei crossover: il Batman cinematografico che pronuncia il fatidico “sì” con Mary Jane Watson.
Personaggi fragili nel matrimonio dell’anno

A celebrare le fatidiche nozze, pubblicizzate in pompa magna dall’efficientissima macchina di marketing di I Wonder Pictures, è Kristoffer Borgli, talentuoso regista norvegese il cui sguardo è stato già apprezzato in “Dream Scenario – Hai mai sognato quest’uomo?“, pellicola del 2023 con Nicolas Cage prodotta da Ari Aster per A24. In “The Drama – Un Segreto è per Sempre, suo quarto lavoro alla regia e alla sceneggiatura di un lungometraggio, ritroviamo la sua capacità di muoversi su terreni ambigui, dove satira, disagio e critica sociale convivono in un equilibrio spesso instabile. I personaggi di Borgli sono tutti fragili, ossessionati dalla percezione degli altri, in un perenne conflitto di identità dove le relazioni intime si deformano virando verso il grottesco e l’assurdo.
Un thriller psicologico travestito da commedia romantica

A questi stilemi non sfugge “The Drama – Un Segreto è per Sempre“, che si presenta inizialmente come una classica commedia romantica: Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson) si incontrano e si innamorano con il più classico dei colpi di fulmine, costruiscono una relazione apparentemente solida fondata su promesse condivise e su un futuro già immaginato nei minimi dettagli. Il matrimonio alle porte dovrebbe rappresentare la celebrazione gioiosa di questa unione.
Improvvisamente, il film tradisce le proprie premesse. Il dispositivo drammatico che fa da detonatore a questo cambio repentino di tono è un segreto che Emma confessa, complice i fumi dell’alcol, con una mal celata ingenuità, durante una serata rilassante tra amici. Un dettaglio del suo passato che, una volta rivelato, mette in discussione tutto ciò che Charlie credeva di sapere sulla donna che sta per sposare. Il racconto abbandona così la leggerezza iniziale, dai toni quasi ironici, per scivolare progressivamente in un territorio più cupo: un vero e proprio thriller psicologico, in cui ogni gesto e ogni parola si caricano di tensione e inquietudine.
La costruzione del perturbante di Kristoffer Borgli

Senza voler scomodare Sigmund Freud, “The Drama – Un Segreto è per Sempre” è un esempio cristallino di perturbante, ossia l’introduzione di un elemento che provoca inquietudine, disagio o straniamento in un contesto assolutamente familiare e, quindi, per definizione sicuro: un qualcosa che è familiare ma allo stesso tempo estraneo. L’istituzione del matrimonio è tradizionalmente associata a un’idea di stabilità (sebbene questo assioma non è nemmeno più tanto vero); ma quando l’elemento perturbante si insinua proprio alla vigilia di quel traguardo, nel momento in cui la sicurezza dovrebbe consolidarsi, allora è lì che ogni certezza comincia a incrinarsi.
Questa tensione sotterranea prende forma attraverso un montaggio sincopato e una regia che lavora tanto sul ritmo quanto sul sonoro. Kristoffer Borgli dosa con precisione chirurgica l’accompagnamento sonoro,con piccoli inserti che ci accompagnano lungo tutti i 105 minuti di pellicola, intervallandoli con bruschi risvegli cacofonici che, in un’occasione in particolare, fa sobbalzare dalle poltrone lo spettatore.
Il curatissimo comparto sonoro affidato a Daniel Pemberton (“Ocean’s 8”, “Spider-Man – Un Nuovo Universo“, “Spider-Man – Across the Spiderverse“, solo per citare alcune produzioni su cui ha collaborato) viene centellinato come se fosse un evidenziatore narrativo capace di sottolineare snodi cruciali della trama. In questo modo, Borgli guida lo spettatore prendendolo per mano lungo una progressiva escalation di eventi, facendogli percepire in anticipo la portata della deflagrazione finale.
La chimica tra Zendaya e Robert Pattinson

Ad incarnare pienamente questo senso di inquietudine è soprattutto la prova attoriale di Robert Pattinson, qui particolarmente ispirato. L’attore costruisce il disagio del personaggio lavorando sul corpo e sulla mimica facciale, alternando silenzi carichi di tensione a un uso misurato della voce. Il risultato è una resa estremamente efficace di un conflitto interiore che cresce in modo costante, scena dopo scena.
Ad affiancare Pattinson c’è la luminosa Zendaya la cui bellezza risplende di luce propria. Il suo è un personaggio ambiguo che oscilla tra vulnerabilità e un forma di inquietudine repressa che rischia, prima o poi, di emergere. La chimica tra i due protagonisti diventa l’asse portante di una storia che vive di tensioni latenti. In questo senso, l’intesa tra Zendaya e Pattinson si rivela credibile, contribuendo in modo decisivo alla riuscita complessiva della pellicola.
Le critiche (mal riposte) negli Stati Uniti

In patria, il film ha ricevuto diverse critiche per il modo considerato troppo “leggero” con il quale affronta tematiche così delicate. Le critiche rivolte al film sembrano nascere proprio da questo paradosso, ossia dall’idea che certi argomenti non possano convivere con una struttura narrativa tipica delle commedie romantiche. Ma è una posizione a nostro avviso non corretta, che non valorizza l’originalità della pellicola.
Dal nostro punto di vista, Borgli non banalizza né tanto meno alleggerisce i delicati argomenti che vengono tirati in ballo; al contrario, utilizza questo contrasto per amplificare il disagio, per mostrarci che tutti potremmo entrare in un vortice diabolico, se messi nelle condizioni di agire e in mancanza di un sostegno adeguato da parte di chi ci vuole bene. È questo messaggio inquietante che rende ancora più destabilizzante ciò che emerge sotto la superficie.
Un buon film che intrattiene, ma fa anche riflettere

“The Drama – Un segreto è per sempre“ è un film capace di intrattenere e, al tempo stesso, di stimolare una riflessione profonda. Ci parla con chiarezza ricordandoci che il passato non resta mai davvero tale ma che prima o poi riaffiora, mostrando inevitabilmente il suo conto. Soprattutto, la pellicola suggerisce che il cosiddetto “amore perfetto” non è quello patinato e privo di crepe, ma quello che nasce dall’accettazione dell’altro, comprese le sue zone d’ombra. A essere sinceri, da nerd un po’ maliziosi avremmo forse preferito un epilogo diverso della storia, ma considerata la delicatezza dei temi affrontati, il finale scelto appare probabilmente l’unico davvero coerente con il percorso narrativo del film.
“The Drama – Un Segreto è per Sempre” è al cinema a partire dal 1 aprile, distribuito da I Wonder Pictures.

The Drama
Zendaya: Emma Harwood
Robert Pattinson: Charlie Thompson
Mamoudou Athie:
Alana Haim:
Hailey Gates:
Zoë Winters:

