Meredith McClaren: «Black Cloak è una sfida, ho avuto tanta libertà artistica»

Abbiamo avuto il grande piacere di scambiare quattro chiacchiere con Meredith McClaren, la talentuosa artista che sta conquistando il mondo dei comics con il sorprendente Black Cloak, la serie fantascientifica scritta dalla bravissima Kelly Thompson

Mr. Kent

Durante l’edizione autunnale di Romics 2025 abbiamo avuto il grande piacere di scambiare quattro chiacchiere con la talentuosa Meredith McClaren: abbiamo avuto l’opportunità di incontrarla grazie alla disponibilità e alla collaborazione degli amici di Edizioni BD, che ringraziamo sinceramente. Meredith, in Italia per presentare il secondo volume di Black Cloak, si è rivelata una conversatrice appassionata e generosa, guidandoci dietro le quinte del mondo creato insieme a Kelly Thompson. Ne è uscita una chiacchierata ricca di curiosità, intuizioni artistiche e aneddoti sul processo creativo. Vi lasciamo alle sue parole: signore e signori, su MegaNerd è arrivata Meredith McClaren, mettetevi comodi e godetevi la nostra chiacchiarata.


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Ciao Meredith, benvenuta su MegaNerd! Siamo felicissimi di averti qui con noi. In Italia sta per uscire il secondo volume di Black Cloak, la serie che stai realizzando insieme alla fantastica Kelly Thompson. Come sei stata coinvolta per la prima volta in questo progetto e cosa hai pensato quando hai letto i primissimi script?

Ciao! Grazie mille per avermi invitata!

Black Cloak è solo l’ultimo capitolo della lunga collaborazione tra me e Kelly. Kelly mi ha scoperta quando stavo autopubblicando il mio primo webcomic, Hinges, e da lì abbiamo iniziato a parlare. In seguito abbiamo lavorato insieme a Heart in a Box e Jem and the Holograms, e ci siamo accorte di avere una sintonia lavorativa davvero ottima. Quando mi ha proposto di tornare a disegnare per lei con Black Cloak, non ho esitato nemmeno un secondo.

La primissima cosa che ho pensato leggendo gli script è stata che questo progetto mi avrebbe fatto crescere molto come artista. La fantascienza è un elemento fondamentale della storia, ma non è un genere verso cui mi sento naturalmente attratta. Allo stesso tempo, però, uscire dalla propria zona di comfort non è affatto un male, quindi ho voluto raccogliere la sfida.

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La copertina del primo volume italiano di Black Cloak (Edizioni BD)

In Black Cloak hai letteralmente costruito un mondo da zero: quanto è divertente e stimolante, per un’artista, avere la totale libertà di creare tutto, città, vicoli, e ovviamente i protagonisti?

Come dici tu, c’è davvero tanta libertà. La città di Kiros ha di tutto: atmosfere da vecchio mondo mescolate a suggestioni cyberpunk più moderne. Ed è una città enorme. Così, molto spesso, mi dicevo: “Ok, questo ambiente lo disegno solo per una scena, o per poche pagine… posso farlo super spettacolare senza preoccuparmi troppo della logica reale dello spazio”.

Poi Kelly vedeva quegli scenari — che io pensavo di disegnare una sola volta — e puntualmente diceva: “È troppo bello, dobbiamo ambientare altre scene qui”.

Quindi continuo a disegnare ambienti molto belli… ma ora cerco di assicurarmi che abbiano anche un senso, nel caso faccia “troppo bene” il mio lavoro e ci ritroviamo a tornarci sopra.

I lettori vengono risucchiati in Kiros senza nemmeno accorgersene: inizi il primo volume senza sapere cosa aspettarti e ti ritrovi nell’ultima città rimasta al mondo. La storia si apre pagina dopo pagina, e sembra davvero che questo universo esistesse già prima che noi lo scoprissimo. Artisticamente, cosa significa per te rivelare questo mondo un po’ alla volta?

Penso che anche noi lo stiamo scoprendo solo un pochino prima dei lettori. E questa cosa funziona benissimo, perché mantiene tutto fresco, sorprendente e coinvolgente.

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A Kiros ci sono omicidi, misteri da risolvere… ma è vero che Kelly Thompson ti tiene all’oscuro su quello che succederà dopo?

A volte. (˵ •̀ ᴗ – ˵ ) ✧

Abbiamo sentito che Arcane è stata una delle ispirazioni per il modo in cui hai affrontato questo progetto: in che modo quella serie animata ha influenzato Black Cloak?

Arcane dimostra che mescolare diversi generi si può fare, e si può fare benissimo, se ci sono tempo e cura. Dal punto di vista artistico mi ha dato un grande esempio su come rendere uno spazio molto cupo senza sacrificare la leggibilità visiva. È stato un riferimento perfetto per studiare l’uso della luce in ambientazioni di quel tipo.

Essex e Pax sono una coppia creativa fantastica! Da cosa o da chi hai preso ispirazione per immaginare il loro aspetto?

Non credo ci sia una persona reale che abbia ispirato Essex o Pax. Pax è stato il più semplice dei due: Kelly mi ha dato poche righe sul suo carattere e subito ho capito come avrebbe dovuto apparire.

Essex, invece, ha richiesto un po’ più di tentativi. All’inizio somigliava molto agli “elfi tradizionali” di Black Cloak, più simile a sua madre. Le cose sono cambiate quando abbiamo realizzato entrambe che il suo passato è qualcosa da cui lei vuole allontanarsi. Capito questo, è stato molto più facile prendere decisioni più precise sul suo design.

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Il tuo stile è molto cartoonesco, dinamico e fresco: secondo me si sposa perfettamente con il tono della serie. Quanto studio e preparazione richiede un progetto come questo?

Penseresti male di me se dicessi “pochissima”?

Purtroppo, quando una serie viene approvata e messa a calendario dagli editori americani—soprattutto se esce con cadenza mensile—non c’è molto tempo per rifinire i design. Devi iniziare subito, senza troppi ripensamenti.

In questo caso però direi che ha funzionato. Esiste davvero il rischio di “pensarci troppo”, e forse il fatto che Black Cloak avesse una timeline piuttosto rapida ci ha portato paradossalmente a un risultato migliore.

Quando hai capito per la prima volta che i fumetti avrebbero fatto parte della tua vita? Ricordi il momento esatto in cui hai pensato: “Ok, da oggi sono un’artista”?

Non c’è stato un momento preciso…

Vengo da una famiglia molto portata per l’arte, quindi sono sempre stata incoraggiata a disegnare. L’unico vero punto di svolta è stato che inizialmente pensavo di entrare nel mondo dell’animazione. Amo profondamente l’animazione 2D, e la amo tuttora. Ma quando ho iniziato gli studi, la mentalità dominante era che il 2D fosse morto e che il 3D fosse l’unica strada. E a me il 3D non interessava minimamente.

Per fortuna, però, amavo anche i manga, quindi passare ai fumetti è stato molto naturale. E sono contentissima di averlo fatto.

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La copertina del secondo volume italiano di Black Cloak (Edizioni BD)

Quali opere hanno influenzato di più il tuo immaginario artistico?

Sono una grandissima fan di Man Arenas e del suo Yaxin the Faun. Il modo in cui compone le pagine è meraviglioso. Più recentemente mi trovo spesso a studiare lavori in bianco e nero, in particolare quelli di Nagabe e Yuuto Sano.

Una volta concluso Black Cloak, ti piacerebbe cimentarti in altri generi?

Sono aperta a tutto. Ho tre progetti personali pronti per essere sviluppati: uno horror, uno di viaggio e uno romantico. E poi c’è un altro libro che uscirà nel 2029, un fantasy per tutte le età. Insomma, non credo esista un genere in cui non potrei trovare qualcosa di interessante da esplorare.

Con il secondo volume di Black Cloak siamo arrivati al numero 11 negli Stati Uniti, che chiude il secondo arco narrativo. Cosa possono aspettarsi i lettori dal prossimo?

Non lo sooo! (╥﹏╥) Sia io che Kelly non vediamo l’ora di tornare a lavorare su Black Cloak, ma la vera domanda è quando i nostri impegni ce lo permetteranno. Siamo entrambe sempre super impegnate!

Ma questo è un mondo che adoriamo immensamente. Speriamo davvero di poterci tornare presto. È ciò che desideriamo entrambe.


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Meredith McClaren

Meredith McClaren è una piccola gremlin proveniente dal sud-ovest degli Stati Uniti. Nel deserto non c’è nulla da fare che non possa ucciderti, quindi trascorre tutto il suo tempo al chiuso a disegna-re fumetti. A questo punto, è davvero l’unica abilità che può commercializzare. Alcuni dei suoi lavori includono BLACK CLOAK, pubblicato in Italia da Edizioni BD e già candidato agli Eisner Awards come MIGLIOR NUOVA SERIE e il cui secondo volume è in uscita in anteprima a Ro-mics, CRUMBLE, MEAT EATERS e JEM AND THE HOLOGRAMS.

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.
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