Ciao, Monkey Punch

Un saluto sincero a un autore che ci ha regalato momenti interminabili di svago, divertimento e riflessione: Ciao, Monkey Punch.

editoriale monkey punch

Arsenio Lupin (Rupan Sansei) ha 52 anni. Suo padre ne aveva 81 quando si è spento in silenzio.  
Il mondo del fumetto si è avvolto in un manto nero e oggi piange sommessamente un Artista conosciuto in tutto il mondo, per aver dato i natali a un’icona senza eguali: un ladro in giacca (verde, rossa, rosa, blu, bianca ma solo in rare occasioni, nera) e cravatta alla continua ricerca di tesori inestimabili, inafferrabile e inguaribilmente romantico.

Kazuhiko Katō, alias Monkey Punch (26 maggio 1937 – 11 aprile 2019), ci ha lasciato in eredità un tesoro inestimabile; un susseguirsi di avventure che hanno allietato le giornate di ben tre generazioni e che, con tutta probabilità, continuerà ad essere parte di milioni di famiglie per chissà ancora quanto tempo.

Le avventure di Lupin III su carta giunsero da noi grazie ai mitici Kappa Boys e tutt’ora riempiono gli scaffali delle fumetterie grazie a Planet Manga che, qualche anno fa, assunse su di sé l’onere e l’onore di ripubblicarlo per tutti noi appassionati.

Nel lontano 1971 Lupin III divenne una serie animata, oggi se ne contano cinque. Poi arrivarono i lungometraggi, ad oggi dieci, e furono realizzati diversi speciali; proprio qualche giorno fa è stato inoltre rilasciato il trailer di Fujiko Mine’s lie, nuovo lungometraggio che avrà come protagonista la splendida e crudele compagna di Lupin. Giusto per comprendere meglio quanto il mondo voglia bene senza arresti di sorta a questo personaggio.


Lupin è stato classificato come l’ottavo personaggio più iconico degli anime da Mania.Com, mentre IGN (Image Games Network) l’ha eletto come quindicesimo miglior personaggio degli anime di tutti i tempi.

Monkey Punch, e l’incredibile squadra che ha accompagnato il Maestro nella realizzazione delle avventure di Lupin III, soprattutto quando il suo creatore, nel 1985, cederà il passo ad altri autori, rappresentano un punto fermo nel nostro mondo. Siamo cresciuti con Lupin, Goemon, Daisuke Jigen. Li abbiamo seguiti nell’ideazioni di colpi e rapine incredibili; ci siamo affezionati all’Ispettore Zenigata che non hai mai perso la speranza di catturare un ladro che è leggenda. Meno di un anno fa, siamo andati in visibilio mentre Lupin si toglieva l’ennesima maschera, proprio quel viso che conosciamo da sempre, mostrando il suo vero aspetto a Fujiko (o forse no, non lo sapremo mai).

Monkey Punch ci mancherà moltissimo, ma la sua creatura più importante sarà sempre con noi. Il Sensei ci ha donato un tesoro da custodire e il nostro compito è quello di non dimenticare, di alimentare la sua leggenda; di far appassionare le future generazioni.

Chissà se Maurice Leblanc, l’Autore dei romanzi di Arsenio Lupin, avrebbe mai potuto immaginare tutto questo. Molti anni dopo la sua scomparsa (1941), un Mangaka diede vita al nipote del suo celebre protagonista. Un ladro che ricevette il primo bagno nelle acque gelide della Senna come gli abbiamo sentito dire in più occasioni. Un uomo con un rigido codice d’onore che fuma Gitanes e non si separa mai dalla sua Walther P38.

È arrivato il momento di lasciare andare Monkey Punch, con rispetto e tenera adorazione. Arrivederci Maestro, sei parte della nostra famiglia e come tale, non ti dimenticheremo mai.



Sig.ra Moroboshi

Contro il logorio della vita moderna, si difende leggendo una quantità esagerata di fumetti. Non adora altro Dio all'infuori di Tezuka. Cerca disperatamente da anni di rianimare il suo tamagotchi senza successo. Crede ancora che prima o poi, leggerà la fine di Berserk.

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