Una di Famiglia – Una casa senza gentilezza, mai destinata a essere abitata

Una di Famiglia - The Housemaid è un romanzo thriller scritto da Freida McFadden capace di imporsi come un bestseller internazionale. Oggi quel romanzo è diventato un film diretto da Paul Feig e sostenuto da un cast di primo piano che include anche la superstar del momento Sydney Sweeney. Noi l'abbiamo visto in anteprima e queste sono le nostre impressioni rigorosamente no-spoiler.

Mr. Rabbit
copertina recensione una di famiglia

All’alba del nuovo anno arriva nelle sale cinematografiche “Una di Famiglia“, uno dei film più attesi in uscita a gennaio 2026. “Una di Famiglia” (titolo originale “The Housemaid“) è atteso per diversi motivi. In primis perché presenta un cast molto “glamour” che vede la presenza della superstar del momento, quella Sydney Sweeney capace di infiammare i social con la sua avvenenza. Ma il campionario di bellezza non si limita alla presenza della Sweeney: nel cast è presente anche la bellissima Amanda Seyfried e lo statuario Brandon Sklenar

Il romanzo “The Housemaid” è stato un grande successo.

una di famiglia

Un ulteriore elemento che lascia presagire un ottimo riscontro al botteghino è l’origine letteraria della pellicola. “Una di Famiglia è infatti una trasposizione piuttosto fedele dell’omonimo romanzo di Freida McFadden, diventato un vero e proprio caso editoriale con oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo. In Italia il libro è stato pubblicato da Newton Compton Editori.

Freida McFadden proviene da una formazione prevalentemente scientifica. Cresciuta nel cuore di Manhattan insieme al fratello, dopo il precoce divorzio dei genitori, l’autrice americana ha seguito le orme della sua famiglia, entrambi impegnati in ambito medico. Il suo percorso accademico l’ha portata a studiare matematica ad Harvard, per poi proseguire con la facoltà di Medicina.

Oggi McFadden è un medico che non ha mai abbandonato la sua grande passione per la scrittura. Anzi, è stata lei stessa a sottolineare più volte come il suo background scientifico abbia profondamente influenzato il suo stile narrativo, contribuendo a una costruzione rigorosa delle trame e a una particolare attenzione ai dettagli psicologici. Inoltre, mantenere una solida carriera medica nelle fasi iniziali del suo percorso letterario le ha garantito stabilità economica, permettendole di investire con maggiore serenità nella promozione dei propri libri.

La pubblicazione di “The Housemaid nel 2022 ha segnato una svolta decisiva nella sua carriera, consacrandola presso il grande pubblico dopo essersi già affermata nel panorama del crime contemporaneo. Con il crescente successo come scrittrice, McFadden ha progressivamente ridotto l’attività di medico, esercitando oggi la professione solo part-time, uno o due giorni a settimana. Decisamente un traguardo invidiabile.

Quel materiale non poteva non diventare terreno fertile per una trasposizione cinematografica. Chi vi scrive fa parte degli oltre 10 milioni di lettori che ha letto “The Housemaid” e, pertanto, quando siamo entrati in sala per assistere alla proiezione riservata alla stampa di “Una di Famiglia” sapevamo a cosa saremmo andati incontro.

La trama

La storia di “Una di Famiglia” è incentrata sul personaggio di Millie (Sydney Sweeney), una donna dal passato difficile e alla ricerca disperata di un lavoro e di un tetto sopra la testa. La donna decide di affrontare un colloquio di lavoro come governante presso la ricchissima famiglia newyorkese dei Winchester. Il colloquio avviene presso  una lussuosa villa situata da qualche parte nello Stato di New York, elegantemente isolata nel mezzo di un mare di anonime villette suburbane.

A questa villa vi si accede percorrendo un lungo vialetto, dopo aver oltrepassato i cancelli elettronici che, metaforicamente, tracciano una linea di demarcazione netta che sembra separare due mondi: quello patinato alto borghese e quello popolare e proletario. A questa immagine di opulenza fa da contrasto la figura di Millie, la quale avanza al volante con palpabile nervosismo, indossando occhiali finti nel tentativo di apparire più adulta e affidabile, mentre si reca al colloquio con la speranza che i futuri datori di lavoro non colgano le inquietanti incongruenze presenti nel suo curriculum.

Ad accoglierla è Nina Winchester (Amanda Seyfried), la bionda padrona di casa dal sorriso impeccabile e dallo sguardo artificiale. Con una cordialità che oscilla tra il caloroso e il distaccato, Nina sembra subito affezionarsi a Millie e le descrive le mansioni previste: cucinare, occuparsi delle pulizie e prendersi cura della sua giovane figlia, Cece (Indiana Elle).

A completare il ritratto familiare si aggiungono Andrew Winchester (Brandon Sklenar), il capofamiglia ricchissimo e di avvenenza scultorea, ed Enzo (Michele Morrone), il giardiniere della villa, un uomo schivo e tenebroso, il cui sguardo magnetico comunica più di qualsiasi parola.

Per Millie, questa occupazione, sembra rappresentare la svolta di una vita che fino a quel momento le aveva riservato solo sofferenze, e accetta con entusiasmo l’incarico. Fin dal primo giorno di lavoro, però, Millie scopre che dietro l’apparenza impeccabile della villa si nasconde una realtà ben diversa. Gli ambienti sono improvvisamente ridotti a un caos squallido e Nina esplode in accessi di rabbia velenosa e incontrollata, riversando su Millie ogni colpa.

Ad aggiungere caos al caos ci pensa il marito Andrew che, nel tentativo di rassicurare e difendere Millie minimizzando tutto ciò che accade, non fa altro che rendersi pericolosamente attraente, alimentando una tensione sessuale che, ad un certo punto, si taglia con il coltello.

Pregi e difetti dell’opera originale

“Una di Famiglia”, in quanto trasposizione cinematografica fedele del romanzo da cui è tratto, ne eredita pregi e difetti. Tra i pregi annotiamo un ritmo abbastanza sostenuto e una scorrevolezza che rende la visione avvincente e interessante.

Il romanzo ha una struttura molto semplice, composta da paragrafi molto brevi (al massimo due pagine) e dalla scrittura asciutta che predilige la svolgersi sequenziale degli eventi a discapito dell’approfondimento dei personaggi: di certo il romanzo, sebbene il successo riscosso, non sarà ricordato per la scrittura raffinata della sua autrice. In tal senso, “The Housemaid” sembra già essere scritto con l’intento di essere trasposto sul grande schermo. Probabilmente la sceneggiatrice Rebecca Sonnenshine non ha dovuto cimentarsi in un lavoro particolarmente complesso per produrre lo script di questo lungometraggio.

Il limite più evidente di “Una di Famiglia risiede nel continuo accumularsi di colpi di scena e ribaltamenti narrativi, troppo spesso forzati e tali da richiedere allo spettatore un notevole esercizio di sospensione dell’incredulità. Paul Feig, regista che prima di questo film lo ricordiamo soprattutto per il reboot di “Ghostbusters del 2016, trasmette alla pellicola una sottile vena satirica e un umorismo nero che ammiccano apertamente ai thriller erotici tanto in voga negli anni Novanta.

Una di Famiglia sembra infatti rifarsi a quel filone cinematografico costruito su una miscela esplosiva di desiderio, tradimento e pericolo, in cui la suspense e la tensione psicologica e sessuale alimentavano il motore narrativo. È difficile non pensare a “La mano sulla culla (1992), diretto da Curtis Hanson, film che percorre sentieri narrativi affini a quelli scelti da Feig (lo trovate in streaming su Disney+). Considerando che il materiale di partenza è opera di un medico, viene da ironizzare sul fatto che servirebbe una lobotomia per accettare senza riserve gli sbalzi narrativi e le forzature che questa storia, per certi versi assurda, impone.

“Una di Famiglia oscilla vertiginosamente, come se fossimo sulle montagne russe, tra il thriller psicologico d’impianto classico della prima parte, la commedia nera intrisa di satira nei confronti dell’universo borghese patinato e ipocrita della parte centrale, per poi precipitare verso un orrore gotico moderno (con elementi #MeToo che si mescolano alla ricetta) del segmento conclusivo della pellicola, dove violenza e follia superano i livelli di soglia.

Amanda Seyfried ruba la scena

Per quanto riguarda il cast, “Una di Famiglia” sembra essere la pellicola perfetta per valorizzare le doti recitative di Sydney Sweeney. Non finiremo di ribadire che la Sweeney, oltre ad essere una bellissima donna, è anche un’attrice di grande talento. L’abbiamo adorata in “Eden” e crediamo che la sua performance attoriale sia la cosa migliore che potete ritrovare in “Immaculate“. Nonostante l’enorme stima che proviamo per l’attrice statunitense, è Amanda Seyfried a rubare totalmente la scena.

In una recente intervista rilasciata ad un quotidiano nazionale italiano, la Seyfried – che in carriera ha già raccolto diverse candidature ai Golden Globe e agli Oscar – ha dichiarato di aver sofferto, per molti anni, della sindrome dell’impostore. Se dovesse ancora essere vittima di questa condizione psicologica, le consigliamo di rivedere la sua performance attoriale in “Una di Famiglia”.

La Seyfried è letteralmente irresistibile quando si cimenta in una recitazione volutamente sopra le righe, artificiosa ma coerente con le esigenze narrative del film, soprattutto nei momenti in cui Nina perde il controllo tra urla e imprecazioni rivolte alla povera Millie. Il suo sguardo, amplificato dai grandi occhi tondi e glaciali, diventa vitreo nei momenti in cui il personaggio distrugge l’ambiente circostante: un lavoro sul corpo e sulle espressioni facciali, dal nostro punto di vista, semplicemente straordinario.

Un film imperfetto che intrattiene

Una di Famiglia si inserisce nel filone del thriller gotico moderno, un genere che abbiamo voluto omaggiare citando, nel titolo di questa recensione, una celebre frase della straordinaria Shirley Jackson ne L’Incubo di Hill House. Purtroppo, il confronto con i classici risulta impietoso: “Una di Famiglia offre senza dubbio un intrattenimento piacevole, ma non può considerarsi del tutto riuscita. In parte, ciò è dovuto al materiale originale, che nonostante il grande successo del romanzo, presenta alcune debolezze strutturali.

“Una di Famiglia” è al cinema a partire dal 1 gennaio 2026, distribuito da 01 Distribution.

Una di Famiglia - The Housemaid

Una di Famiglia - The Housemaid

Titolo originale: The Housemaid
Anno: 2025
Durata: 130 minuti
Regia: Paul Feig
Sceneggiatura: Rebecca Sonnenshine
Casa di Produzione: Hidden Pictures
Distribuzione italiana: 01 Distribution
Interpreti e personaggi:
Sydney Sweeney: Millie Calloway
Amanda Seyfried: Nina Winchester
Brandon Sklenar: Andrew Winchester
Michele Morrone: Enzo
Elizabeth Perkins: Evelyn Winchester
Megan Ferguson: Jilianne
Don DiPetta: Jenkins
Mark Grossman: Scott Crawford
Hannah Cruz: Lexi
Indiana Elle: Cecelia Winchester
Doppiatori italiani:
Letizia Ciampa: Millie Calloway
Domitilla D'Amico: Nina Winchester
Edoardo Stoppacciaro: Andrew Winchester
Marco Vivio: Enzo
Voto:
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Stanco dal 1973. Ma cos'è un Nerd se non un'infanzia perseverante? Amante dei supereroi sin dall'Editoriale Corno, accumula da anni comics in lingua originale e ne è lettore avido. Quando non gioca la Roma
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