The Beauty e l’ossessione per la perfezione: quando il corpo diventa un campo di battaglia

Abbiamo visto in anteprima The Beauty, la nuova serie Disney+ che racconta un mondo ossessionato dalla perfezione, dove il corpo diventa merce e identità. Un thriller disturbante che usa il body horror per riflettere su esclusione, desiderio e mostruosità del presente. Questa è la nostra recensione, ovviamente senza spoiler

Mr. Kent

In un mondo dove la perfezione è diventata una valuta di scambio e l’apparenza ha assunto i contorni di una vera e propria religione, qualcosa inizia lentamente a marcire. The Beauty prende avvio da questa inquietudine contemporanea e la trasforma in un thriller disturbante, capace di fondere fantascienza, body horror e critica sociale. Modelle celebri, simboli di un ideale estetico globalizzato e irraggiungibile, vengono ritrovate morte una dopo l’altra, i loro corpi segnati da mutazioni innaturali e inspiegabili. Non si tratta di semplici omicidi, ciò che emerge è una deformazione della bellezza stessa, portata al suo estremo più mostruoso.

A indagare su questa catena di eventi sono gli agenti dell’FBI Cooper Madsen (Evan Peters) e Jordan Bennett (Rebecca Hall), due figure complementari per approccio e sensibilità, catapultate in un’indagine che li conduce tra Parigi, Roma, Venezia e New York. Le loro ricerche delineano un affresco inquietante in cui potere economico, scienza e ossessione estetica si intrecciano in modo sempre più pericoloso.

the Beauty

Il cuore oscuro della serie risiede nella scoperta di un virus a trasmissione sessuale in grado di riscrivere il corpo umano, donando a chi lo contrae una bellezza assoluta, quasi divina. Ma come ogni promessa di perfezione, anche questa nasconde un prezzo altissimo. La diffusione del contagio è legata all’ombra di The Corporation (Ashton Kutcher), un magnate della tecnologia che ha costruito un impero su una cura segreta chiamata The Beauty: un prodotto che vende la perfezione come fosse un bene di consumo qualsiasi. Per proteggere il suo dominio economico e simbolico, l’uomo non esita a spingersi oltre ogni limite morale, incarnando una figura di villain tanto elegante quanto inquietante.

Jeremy e il lato invisibile della società

Accanto all’indagine principale, The Beauty costruisce con particolare lucidità la parabola di Jeremy (Jeremy Pope), un personaggio etichettato come incel e confinato ai margini di una società che misura il valore individuale quasi esclusivamente attraverso l’aspetto fisico. Jeremy non è soltanto un individuo isolato, ma diventa il simbolo di una fascia invisibile e frustrata della popolazione. Persone escluse dai canoni dominanti, private non solo del desiderio, ma anche dello sguardo altrui, dell’ascolto e del riconoscimento sociale. Il suo contatto con l’illusione di una perfezione finalmente accessibile, viene raccontato come una una deriva pericolosa.

The Beauty -- Pictured: Jeremy Pope as Jeremy. CR: Eric Liebowitz/FX

The Beauty utilizza questo arco narrativo per riflettere su come l’ossessione collettiva per la perfezione finisca per alimentare risentimento, alienazione e rabbia, soprattutto in chi cresce interiorizzando l’idea di non essere mai abbastanza. Jeremy incarna il paradosso di una società che promette inclusione ma pratica esclusione sistematica, e che poi si sorprende quando quella frustrazione si trasforma in qualcosa di violento e incontrollabile.

Attraverso il suo sguardo, la serie affronta temi estremamente attuali: la costruzione tossica dell’identità maschile, il legame tra isolamento emotivo e radicalizzazione e il modo in cui il desiderio di appartenenza possa diventare una leva manipolabile da chi vende soluzioni semplici a problemi complessi. Il virus della bellezza, in questo senso, non è soltanto una mutazione biologica, ma una metafora sociale, la promessa di essere finalmente visti, desiderati, accettati, a patto di rinunciare a una parte della propria umanità.

the beauty ryan murphy

Ryan Murphy, ambiguità morale e messa in scena

Creata e scritta da Ryan Murphy e Matthew Hodgson, The Beauty è l’adattamento dell’omonimo fumetto di Jeremy Haun e Jason A. Hurley, da cui eredita l’immaginario estremo e la vocazione provocatoria. Murphy sceglie una strada scomoda, quella dell’ambiguità morale. Ed è in questo che la serie trova uno dei suoi punti di forza, mostrando come l’emarginazione sistemica non produca solo vittime, ma anche mostri. L’idea di un virus capace di rendere chiunque fisicamente perfetto intercetta desideri profondamente contemporanei, dalla chirurgia estetica ai farmaci dimagranti, fino alla mercificazione del corpo come progetto da ottimizzare.

Non a caso, Ashton Kutcher ha sottolineato come lo scenario della serie non sia poi così distante dalla realtà, ricordando quanto sia già socialmente accettato “correggere” il proprio corpo, purché entro confini culturalmente approvati.

Interessante, in questo senso, è anche il confronto tra il personaggio di Kutcher e quello interpretato da Isabella Rossellini, guest star di grande prestigio. L’attore ha descritto la loro collaborazione come una delle esperienze più intimidatorie della sua carriera.

THE BEAUTY

Dal punto di vista formale, anche questa volta si conferma la cifra stilistica di Ryan Murphy attraverso una messa in scena elegante, disturbante, un forte impatto visivo e una cura maniacale per l’estetica. Fotografia e montaggio rappresentano senza dubbio i punti di forza della serie, capaci di sostenere la tensione narrativa e amplificare il senso di inquietudine, trasformando il corpo umano in un vero e proprio campo di battaglia simbolico.

Al netto di qualche eccesso tipico della poetica murphyana, The Beauty si presenta come una serie ambiziosa, ben strutturata e tematicamente rilevante, che riesce a intrattenere senza rinunciare alla riflessione. È un racconto che non offre risposte facili, ma pone domande scomode su ciò che siamo disposti a sacrificare pur di aderire a un ideale di perfezione.

Disponibile su Disney+ dal 22 gennaio. Il consiglio è di non perderla, soprattutto se si è alla ricerca di una serie capace di unire spettacolo, provocazione e uno sguardo critico sul nostro presente.

The Beauty

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Appassionato di fumetti, curioso per natura, attratto irrimediabilmente da cose che il resto del mondo considera inutili o senza senso. Sono il direttore di MegaNerd e me ne vanto.
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