Quello che la pioggia non dice – Il manga di Izumi Okaya che parla della diversità

Izumi Okaya parla di diversità e aromanticismo in un manga che racconta, in fondo, un po’ di tutti noi. Questa è la nostra recensione di Quello che la pioggia non dice, pubblicato in Italia da Bao Publishing

Hikariverse
copertina recensione quello che la pioggia non dice

“Noi non conosciamo davvero Ame Hanayama.

Però Ame…è una mia amica.”

Mi sono dovuta prendere del tempo, dopo la lettura, per parlarvi del primo volume di Quello che la pioggia non dice, in quanto sentivo di avere molto da assimilare.
Questo perché non ci troviamo davanti a un manga che esplicita delle intenzioni, quanto piuttosto a un sussurro che parla di realtà. Una realtà che può non essere la tua o la mia, ma che può esistere e merita lo stesso spazio nel mondo di ogni altra.

Questa realtà si concretizza nella figura di Ame Hanayama, una ragazza dall’esistenza tranquilla che non è mai riuscita a innamorarsi e a cui non importa di cambiare questa cosa, distaccandosi in maniera decisa da una componente spesso centrale nei comics o nei manga.

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Cos’è l’aromanticismo?

L’aromanticismo di Ame è un elemento fondamentale del racconto e, per questo, occorre spiegarlo al meglio. Essere aromantici non impedisce di voler bene a qualcuno, di provare attrazione sessuale o di avere delle relazioni, ma semplicemente di non provare attrazione romantica o di non vivere il romanticismo in modo convenzionale (vi lascio qui un articolo per approfondire meglio le diverse declinazioni di questa parola).

Tutto ciò diventa particolarmente evidente nel momento in cui il manga mostra una narrazione corale, in cui sono amici, conoscenti e familiari a parlare di lei. Legami e affetti che, nonostante la sua diversità, è riuscita a costruire.

Un tratto distintivo di questo volume sta proprio nel fatto che la protagonista venga quasi sempre raccontata dagli altri: persone che vivono la loro vita e che, a un certo punto, rivolgono i loro pensieri ad Ame perché in cerca di aiuto o conforto. Questo permette una visione laterale della ragazza, arricchendo la costruzione della sua figura anche attraverso punti di vista esterni.

Ma chi è veramente Ame?

Ce lo fa intuire lei stessa nell’ultimo capitolo, dove la narrazione passa nelle sue mani. In poche, semplici pagine ci fa comprendere il suo legame con la famiglia e gli amici. L’umanità non è per forza portavoce di forti sentimenti e reazioni esagerate: può anche essere ricercata nella serenità di una vita tranquilla, in un sorriso trattenuto ma sincero.

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Quello che Ame non dice

Attenzione, però, sappiamo ancora poco di lei. Questo perché sembra che la volontà ultima della mangaka sia farci rendere conto del tipo di atteggiamento che riversiamo verso coloro che sono “diversi“. Se qualcosa non è incasellabile in una categoria, se qualcosa non lo conosciamo, ci spaventa e vogliamo cambiarlo.

La stessa madre della ragazza, in un episodio del passato, invece di accorgersi e cercare di comprendere e accettare la natura della figlia, le ripeteva, che “ci si innamora sempre, volenti o nolenti“, non facendo altro che ampliare il divario tra di loro, dando per assodato qualcosa che, evidentemente, non appartiene a tutti.

Il titolo stesso del manga, “Quello che la pioggia non dice”, si rifà alla protagonista sia per quanto riguarda il suo nome,  ame in giapponese significa proprio pioggia, sia per un episodio del passato in cui la ragazza osserva la pioggia dalla finestra e la madre le spiega quanto sia un elemento indispensabile. “Come il sole“, Ame risponde. La donna si dice felice del pensiero della figlia, in quanto lei è “la sua pioggia“.

Eppure, questa madre, dapprima contenta per la particolarità di Ame, una pioggia tra tanti soli,  si ritroverà a chiedersi se la “colpa” di averla resa così sia sua. Come se ci fosse una colpa nella diversità, come se ci fosse una colpa nella semplicità che Ame desidera vivere. Questo stanca la ragazza, che si sforza di essere gentile pur sentendosi a disagio.

Abbracciare se stessi per come si è non è facile, ma Ame lo fa a ogni incontro. Tutti coloro che hanno a che fare con lei la giudicano, si interrogano sul suo modo di essere, e lei si scusa per non riuscire a essere sempre comprensiva (e, se ci pensiamo, non dovrebbe essere sbagliato scusarsi per il fatto di essere semplicemente noi stessi?), ma continua comunque, fino alla fine, a essere sempre se stessa. E questo perché lei non fugge dalla realtà, ma vuole solo vivere nel modo che le è più congeniale, che la rende felice.
Dovremmo tutti imparare qualcosa da lei.

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Bianchi, neri e grigi

Izumi Okaya parla al cuore e alla sensibilità di ognuno di noi non solo con dialoghi brevi ma incisivi, ma anche, e soprattutto, con disegni abbozzati, che sembrano quasi acquerellati. È come se volesse mostrarci l’essere umano non tanto in ciò che è, ma in ciò che potrebbe essere: più attenta all’essenza che alla sostanza. C’è delicatezza nei movimenti del viso, che non perdono comunque incisività.

Nelle tavole i colori dominanti sono il grigio e il bianco, ma Ame, invece, ha sempre i capelli di un nero intenso che la rendono immediatamente riconoscibile. Che ci sia un’intenzione metaforica dietro questa precisa scelta stilistica?

Noi vediamo lei, così tranquilla, così “strana“, in una zona grigia, perché non sappiamo chi sia, eppure, per lei, siamo noi ad abitare quel colore. Forse il vero centro di questo racconto è proprio questo: è il punto di vista da cui scegliamo di guardare a determinare cos’è bianco, nero o grigio, chi è strano e chi no, cos’è sole e cos’è pioggia. Senza dimenticare, però, che la pioggia è indispensabile e che, se esistesse solo il sole, non vedremmo mai l’arcobaleno.

Il manga, nato dalla penna di Izumi Okaya, fa parte della linea Aiken (dedicata ai manga giapponesi) ed è il primo a collaborare con il catalogo di Kadokawa per la pubblicazione.
Si tratta di un progetto in due volumi, il cui secondo uscirà ad aprile.

Quello che la pioggia non dice vol. 1

Quello che la pioggia non dice vol. 1

Autore: Izumi Okaya
Formato: 14,8x21; Brossurato con sovraccoperta; 192 pagine in bianco e nero
Dove trovarlo: Fumetteria, libreria, store online
Editore: BAO Publishing
Prezzo: € 8,90
Voto:
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Accumulatrice seriale di manga (e gatti), cresciuta a pane, shōjo e Rumiko Takahashi. Quando la vita diventa troppo noiosa, si trasforma in Hikari e naviga con la mente tra realtà alternative. Da brava Serpeverde chiacchierona, deve sempre dire la sua!
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