Fin dal suo annuncio, la versione di Emerald Fennell del torrido classico di Emily Brontë è stata oggetto di un dibattito acceso e spesso feroce. Ogni aspetto del progetto è stato passato al setaccio: dal cast ai costumi, dalle scelte estetiche agli accenti degli attori, fino alle virgolette attorno al titolo, “Cime Tempestose”, volutamente inserite per segnalare che non si tratta di una trasposizione filologica, ma di una rilettura personale, autoriale, dichiaratamente distante dall’ortodossia letteraria.
Il film è infatti un adattamento del celebre romanzo ottocentesco di Emily Brontë, ma fin da subito è apparso chiaro come Fennell non fosse interessata a una semplice operazione di fedeltà e proprio questa scelta ha alimentato le critiche. Il volume delle obiezioni è aumentato con la conferma di Margot Robbie e Jacob Elordi nei ruoli di Catherine Earnshaw e Heathcliff, nel romanzo entrambi adolescenti, mentre gli interpreti hanno rispettivamente 35 e 28 anni.
A questo si è aggiunta la questione dell’aspetto fisico di Heathcliff, descritto dall’autrice come uno “zingaro dalla pelle scura”, caratteristica che poco combacia con l’incarnato pallido di Elordi.
Sotto accusa sono finiti anche i costumi, giudicati troppo audaci e appariscenti, i capelli biondi della protagonista – castani nel testo originale – e, soprattutto, la rappresentazione dell’intimità tra i due personaggi, considerata eccessivamente esplicita, carnale, priva di quel pudore che molti associano al romanzo.
Al netto di tutto questo, il film arriva finalmente nelle sale portando con sé una carica passionale travolgente, pronta a spazzare via ogni pregiudizio.

Un amore che divora: Catherine e Heathcliff secondo Fennell
La pellicola racconta la storia d’amore intensa, turbolenta e autodistruttiva tra Catherine e il trovatello Heathcliff – interpretato nella versione giovane da Owen Cooper, talento già apprezzato nella miniserie Adolescence, che gli è valsa il Golden Globe come miglior attore non protagonista – cresciuti insieme nelle brughiere dello Yorkshire. Legati da un sentimento viscerale, i due vivono una passione che sfida le convenzioni sociali e si alimenta di desiderio, gelosia e ossessione. Quando Catherine sceglie di sposare Edgar Linton (interpretato da Shazad Latif) per migliorare il proprio status sociale, il loro legame si spezza in modo irreversibile, innescando una spirale di dolore, distruzione e vendetta.
Emerald Fennell non è interessata a una riproduzione fedele del romanzo di Emily Brontë, il suo obiettivo è piuttosto quello di intercettarne il nucleo più profondo e disturbante, il peso emotivo e psicologico delle passioni, delle frustrazioni e delle gelosie che ne costituiscono l’anima tragica. Cime Tempestose, nella sua lettura, non è un racconto d’epoca da cristallizzare, ma una materia viva, incandescente, da riportare alla superficie con tutta la sua violenza originaria.

Desiderio, ossessione e distruzione: una tragedia senza romanticismi
La regista sceglie consapevolmente di spostare il baricentro dalla narrazione degli eventi alla loro esperienza sensoriale. L’amore tra Catherine e Heathcliff non viene idealizzato né reso accettabile. È un legame malato, fatto di dipendenza, dominio e annullamento reciproco. Fennell lo mette in scena senza filtri, enfatizzandone l’intensità sessuale e mentale, e dando corpo a ciò che nel testo letterario rimane spesso implicito, affidato al non detto. Il desiderio diventa fisico, la gelosia soffocante, la violenza emotiva esplicita. Ogni gesto, ogni sguardo, è carico di una tensione che sfiora costantemente l’autodistruzione.
In questo senso, la scelta di rompere con gli adattamenti più tradizionali non è provocazione fine a se stessa, ma un atto di coerenza tematica. Fennell scava nei personaggi fino a metterne a nudo le pulsioni più scomode, rifiutando qualsiasi forma di romanticizzazione rassicurante. Il risultato è una storia segnata da eccessi emotivi, desiderio sessuale bruciante, distruzione reciproca e una progressiva, inesorabile alterazione dell’equilibrio umano. L’amore non salva, non redime, non consola: consuma e basta.

Ne nasce un film travolgente, che toglie il fiato proprio perché non concede tregua. È una tragedia romantica allo stato puro, in cui l’intensità dei sentimenti diventa forza devastante, amplificata dall’innegabile alchimia tra i due protagonisti. Margot Robbie e Jacob Elordi riescono a rendere credibile e dolorosamente viva una relazione che non si limita a ferire chi la vive, ma divora tutto ciò che la circonda, lasciando dietro di sé soltanto macerie emotive e un senso di vuoto irreparabile.
A onor del vero, se letto con attenzione, il romanzo originale porta con sé una componente di sadomasochismo emotivo evidente che, traslata ai giorni nostri, si intreccia perfettamente con il concetto contemporaneo di “rapporto tossico”: una dinamica logorante, capace di consumare e distruggere, dalla quale è quasi impossibile fuggire. In breve, più fa male, più diventa irresistibile.
Il film è un’analisi spietata di quanto sia devastante restare intrappolati in relazioni nocive che, pur fondate su sentimenti autentici, degenerano fino a cannibalizzare tutto: corpi, anime, emozioni. Riducendo ogni cosa a un cumulo di macerie emotive. Ed è esattamente questo che “Cime Tempestose” di Fennell mette in scena, un viaggio romantico e doloroso attraverso la parte più oscura dei suoi protagonisti. Un’esperienza che funziona, eccome se funziona. Ti afferra, ti scuote, arriva a spezzarti quasi del tutto e proprio per questo risulta di una potenza rara.

A completare il quadro intervengono una fotografia di grande impatto e un’estetica volutamente consumata, che accompagnano i personaggi lungo tutta la loro discesa emotiva. L’immagine restituisce costantemente un senso di disagio e di logoramento, riflettendo lo stato d’animo dei protagonisti e rafforzando il significato della storia.
“Cime Tempestose” non è un film che pretende comprensione o indulgenza. Chiede solo di essere attraversato, di essere vissuto fino in fondo, anche quando diventa scomodo o doloroso. Ed è proprio lì, nel momento in cui ferisce di più, che trova la sua forza più autentica.
L’appuntamento è al cinema, dal 12 febbraio.

"Cime Tempestose"
Margot Robbie: Catherine Earnshaw
Jacob Elordi: Heathcliff
Charlotte Mellington: Catherine da giovane
Owen Cooper: Heathcliff da giovane
Hong Chau: Nelly Dean
Vy Nguyen: Nelly da giovane
Shazad Latif: Edgar Linton
Alison Oliver: Isabella Linton
Martin Clunes: sigor Earnshaw
Ewan Mitchell: uomo con la frusta

