Paramount contro Netflix-Warner Bros – La battaglia antitrust che scuote Hollywood

Paramount denuncia la fusione Netflix-Warner Bros come illegale: battaglia da 108 miliardi per il futuro dello streaming.

Sfiorata
Paramount

Paramount Global ha sollevato formalmente delle obiezioni presso il Congresso degli Stati Uniti riguardo alla potenziale acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix, definendo l’operazione come una violazione delle normative antitrust federali. La mossa strategica è avvenuta in concomitanza con il rifiuto da parte del consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery dell’ennesima proposta di acquisizione presentata da Paramount, guidata dal CEO David Ellison.

Il direttore legale di Paramount, Makan Delrahim, ha presentato una lettera dettagliata ai membri della sottocommissione antitrust della Camera dei Rappresentanti, sostenendo che l’unione tra il gigante dello streaming Netflix e Warner Bros. Discovery rappresenterebbe una concentrazione di potere pericolosa per il mercato.

Le accuse di monopolio nel settore streaming

Secondo le argomentazioni presentate da Paramount, la fusione tra Netflix e Warner Bros. Discovery creerebbe un colosso dello streaming con un dominio incontrastato nel mercato del video on demand in abbonamento. Delrahim ha criticato duramente le giustificazioni normative avanzate dai sostenitori dell’accordo, definendole basate su una definizione di mercato distorta e inaccettabile per qualsiasi autorità regolatrice seria. L’accusa principale riguarda il tentativo di equiparare i contenuti gratuiti generati dagli utenti su piattaforme come YouTube e TikTok ai contenuti premium professionali offerti da servizi come Netflix o HBO Max, una comparazione che secondo Paramount non ha alcun fondamento nella realtà del mercato dell’intrattenimento.

Paramount – Due offerte in competizione per Warner Bros. Discovery

La situazione si è fatta particolarmente complessa con due proposte di acquisizione concorrenti sul tavolo, ciascuna con caratteristiche e valutazioni economiche significativamente diverse. Netflix ha formulato un’offerta da 27,75 dollari per azione, combinando contanti e azioni proprie, per un valore complessivo stimato di circa 83 miliardi di dollari, concentrandosi esclusivamente sugli asset strategici di produzione e distribuzione di contenuti. Paramount ha invece messo sul piatto 30 dollari per azione in contanti per l’acquisizione dell’intera struttura aziendale di Warner Bros. Discovery, raggiungendo una valutazione totale di circa 108,4 miliardi di dollari, includendo anche le divisioni televisive via cavo come CNN e Discovery Channel.

Paramount

Le differenze sostanziali tra le due proposte

La distinzione fondamentale tra le due offerte risiede nella portata degli asset che ciascuna azienda intende acquisire e nella struttura post-fusione che ne deriverebbe. Netflix ha espresso interesse esclusivamente per il core business di Warner Bros. Discovery, ovvero le divisioni di produzione cinematografica e televisiva insieme alla piattaforma streaming HBO Max, lasciando fuori le operazioni di news e i canali via cavo tradizionali. Paramount invece propone un’acquisizione integrale che manterrebbe unita l’intera struttura aziendale, preservando la diversificazione del portfolio di Warner Bros. Discovery attraverso i suoi molteplici canali distributivi. Nel caso prevalesse l’offerta di Netflix, le operazioni di notizie e i canali via cavo di Warner verrebbero scorporati e costituiti in una società indipendente separata.

Paramount – L’iter regolatorio e le tempistiche previste

Indipendentemente da quale offerta dovesse avere successo, entrambe le operazioni dovranno affrontare un processo di approvazione regolatoria estremamente rigoroso che potrebbe prolungarsi per un periodo compreso tra 12 e 18 mesi. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha già avviato un’indagine preliminare sull’offerta di Paramount, mentre qualsiasi fusione attrarrà inevitabilmente l’attenzione anche delle autorità regolatorie europee. I legislatori democratici della commissione giudiziaria hanno già manifestato preoccupazioni sostanziali, affermando che una mega-fusione di queste dimensioni danneggerebbe la concorrenza nel settore dei media e provocherebbe inevitabilmente un aumento dei costi per i consumatori finali, mentre il presidente Trump ha indicato che intende essere personalmente coinvolto nel processo decisionale finale.

Fonte: deadline.com

Condividi l'articolo
Scrittrice compulsiva, cinefila cronica. Quando non scrivo, parlo di film come se fossero reali
Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *