Neil Gaiman torna a parlare delle accuse di molestie a suo carico

In un post pubblicato sul suo sito personale, l'autore Neil Gaiman torna ad affrontare la questione delle accuse di molestie a suo carico, definendole parte di una campagna diffamatoria

Claire Bender
Neil Gaiman con alcuni suoi fumetti

Era il 2024 quando, per la prima volta, le voci sulle presunte molestie di Neil Gaiman a varie donne cominciarono a circolare.

Le denunce erano del 2022, ma fu solo due anni dopo, quando furono riprese dal podcast Tortoise nella serie in quattro parti Master: the allegations against Neil Gaiman, che divennero note a livello internazionale.

L’autore rigettò le accuse, così come l’ex moglie Amanda Palmer, tirata in ballo da una delle accusatrici come persona informata delle vicende che riguardavano il marito – che non sarebbero state casi isolati.

Da lì, per Neil Gaiman è stata una caduta libera: le case editrici lo hanno scaricato, Prime Video ha modificato i piani per Good Omens – tratta da un’opera dell’autore e di Terry Pratchett – e il New York Magazine ha pubblicato There Is No Safe Word, un articolo della reporter Lila Shapiro in cui si fa riferimento ad almeno 8 donne coinvolte, alcune delle quali minorenni all’epoca dei presunti fatti.Finì addirittura in copertina, con la scritta “Call me Master” (riferita alle parole che avrebbe rivolto a una delle presunte vittime) sopra la sua foto.

Al tempo, Gaiman aveva respinto le accuse – pur riconoscendo di non essere sempre stato altruista nelle proprie relazioni sentimentali – e non aveva più commentato.

Fino a due giorni fa, quando è tornato a parlarne sul suo sito, in un post di ringraziamento nei confronti di tutte le persone che gli sono state accanto.

Good Omens - Gaiman e Pratchett

Neil Gaiman – “Le accuse contro di me sono completamente false”

Di seguito riportiamo la dichiarazione fatta da Gaiman nel post “Thank you”, tradotta integralmente, con grassetti nostri:

È passato un po’ dall’ultima volta che ho postato qualcosa, ma non volevo far passare altro tempo senza ringraziarvi tutti per i vostri affettuosi messaggi di supporto, ricevuti nell’ultimo anno e mezzo.

Ho imparato in prima persona quali possano essere gli effetti di una campagna diffamatoria, per cui, per essere chiaro:

le accuse contro di me sono completamente e semplicemnte false. Ci sono email, messaggi e prove video che le contraddicono totalmente. 

Tali accuse, soprattutto quelle davvero oscene, sono state diffuse e amplificate da persone che sembravano molto più interessate allo sdegno e al clickbait sui titoli, che a sapere se le cose fossero realmente accadute o meno. (Non sono accadute).

Una cosa che mi ha fatto tener duro durante tutta questa follia è la convinzione che la verità, alla fine, sarebbe emersa. Quando le accuse sono emerse mi aspettavo che ci sarebbe stato del lavoro giornalistico, e che i giornalisti avrebbero preso in considerazione le (montagne di) prove; sono rimasto sconvolto nel vedere quanti pezzi fossero in realtà solo una camera dell’eco, e quanto le prove reali siano state messe da parte o ignorate. 

Sono stato un giornalista, un tempo, e ho un grande rispetto per i giornalisti; sono stato enormemente rincuorato dal meticoloso lavoro investigativo basato su prove e fatti svolto da un giornalista in particolare, che alcuni di voi mi hanno segnalato, che scrive sotto lo pseudonimo di TechnoPathology.

Non ho avuto contatto con TechnoPathology, ma ha la mia gratitudine per aver davvero analizzato le prove e scritto ciò che ha scoperto, cosa che nessun altro ha fatto. 

Se siete curiosi di sapere cos’ha scoperto fino a questo momento, questo link vi porta direttamente a un’ottima inchiesta: https://technopathology.substack.com/p/neil-gaiman-is-innocent-introduction

È stato un anno e mezzo strano, turbolento e di tanto in tanto da incubo, ma ho seguito il mio stesso consiglio (quando le cose si fanno difficili, fai della buona arte) e, una volta finito con la TV, sono tornato a fare una cosa che amo ancora di più: scrivere.

Pensavo si sarebbe trattato di un progetto piuttosto corto, quando ho iniziato, ma sembra sarà la cosa più grossa io abbia mai fatto da American Gods in poi. Già così, è più lungo de L’oceano in fondo al sentiero, e non ha fatto altro che togliersi la polvere dagli stivali e appendere il cappotto.

E poi, ho trascorso la metà di ogni mese a fare il papà a tempo pieno, e quella resta la parte migliore della mia vita. 

Sono tempi difficili per il mondo. Guarda ciò che succede sia internamente che a livello internazionale e mi preoccupo; nonostante questo, sono ancora convinto ci siano là fuori più brave persone che cattive. 

Grazie ancora a così tanti di voi per aver creduto nella mia innocenza e per il supporto al mio lavoro.

Per me, ha significato tutto.

Neil Gaiman - foto

Una breve riflessione sul post di Neil Gaiman

La condanna da parte dell’opinione pubblica prima che un tribunale proceda – come è accaduto all’autore e ad altri prima di lui – rappresenta un fatto grave, e su questo non si discute.

Quello che però sembra mancare nelle parole di Gaiman, è l’attenzione all’altro, alle presunte vittime, che pure hanno un punto di vista che non può essere liquidato con la semplice accusa di “campagna denigratoria”. Soprattutto, non dopo aver riconosciuto di aver avuto comportamenti in parte discutibili, in passato (cosa che l’autore stesso fece in un suo post, ai tempi dello scandalo).

Dalle parole di Neil Gaiman, che continua ad avere la mia stima professionale a prescindere da tutto, traspare un uomo con un ego ingombrante, che non si limita a difendersi ma prova a passare per vittima, lasciando quasi intendere che tutti i giornalisti che hanno raccontato la vicenda lo abbiano fatto solo per i click.

Ora, è innegabile che questa componente ci sia; ma estenderla a chiunque non condivida il suo punto di vista rientra in quello stesso estremismo che ci ha portato ai tempi difficili che Gaiman cita all’improvviso.

Sarà interessante analizzare quanto trovato dal giornalista a cui Gaiman fa riferimento, e sicuramente lo faremo, ma c’è un punto fondamentale che Gaiman continua a non centrare: che sia colpevole o innocente, la sua posizione di privilegio ha impattato sulle sue relazioni sessuali, consensuali o meno. 

Forse è proprio questo il punto di quest’intera vicenda che si continua a non vedere, quello su cui tutte e tutti dovremmo interrogarci e riflettere: le dimensioni e i limiti del consenso. A condannare o assolvere ci pensano i tribunali; a noi, resta il compito di aggiustare il tiro della società.

Fonte: Neil Gaiman’s Journal

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Vive con un dodo immaginario e un Jack Russell reale, che di recente si è scoperto essere Sith. Grifondoro suo malgrado, non è mai guarita dagli anni '80. Accumula libri che non riesce a leggere, compra ancora i dvd e non guarda horror perché c'ha paura. MacGyver e Nonna Papera sono i suoi maestri di vita.
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