Negli ultimi mesi, ogni nuova indiscrezione su Man of Tomorrow sta contribuendo a delineare con sempre maggiore chiarezza l’ambizione del progetto. Non si tratta semplicemente del “prossimo film di Superman”, ma di un tassello chiave nella costruzione narrativa del nuovo DC Universe, un universo che James Gunn e Peter Safran stanno plasmando con un’attenzione particolare alla coerenza, alla stratificazione tematica e al dialogo con la storia editoriale dei personaggi.
In questo contesto si inserisce la notizia riportata del sito americano Nexus Point News, secondo cui i DC Studios avrebbero avviato il casting di un personaggio femminile di supporto per Man of Tomorrow, descritto come una figura fisicamente imponente, con tratti marcatamente guerrieri. Una descrizione che ha immediatamente acceso la fantasia dei fan, portando molti a ipotizzare l’esordio della nuova Wonder Woman nel DCU. Le fonti del portale, però, hanno chiarito rapidamente la situazione: non si tratta di Diana, bensì di Maxima.
Una scelta che, se confermata, racconta molto della direzione creativa del film. Maxima non è un nome casuale, né un personaggio “minore” recuperato per riempire lo spazio: è una figura complessa, ambigua, perfetta per incarnare quel confine sfumato tra antagonismo e alleanza che sembra essere uno dei pilastri narrativi di Man of Tomorrow.

Maxima nel DCU: potere, orgoglio e ambiguità morale
Secondo quanto emerso, Maxima farà il suo debutto cinematografico come antagonista secondaria, con un arco narrativo destinato a evolversi nel tempo, seguendo da vicino lo spirito della sua controparte fumettistica. Creata nel 1989 da Roger Stern e George Pérez su Action Comics n. 645, Maxima è la regina del pianeta Almerac, una sovrana guerriera cresciuta in una cultura che vede la forza e il dominio come valori fondamentali.
Il suo arrivo sulla Terra è motivato da una missione tanto politica quanto personale: trovare un compagno degno di lei, da rendere suo consorte e sovrano al suo fianco. Superman diventa il bersaglio naturale di questa ricerca, ma il suo rifiuto innesca un conflitto che non è solo fisico, bensì ideologico. Maxima non comprende il rifiuto di Clark, né la sua visione del potere come servizio e responsabilità, ed è proprio da questo scontro di visioni che nasce gran parte del suo fascino.
Nel corso degli anni, Maxima si è affermata nei fumetti come un personaggio difficile da incasellare: non una villain pura, ma una figura guidata da un codice morale alieno, spesso incompatibile con quello terrestre. Inserirla in Man of Tomorrow significa introdurre fin da subito una dimensione politica e culturale più ampia, in cui il conflitto non nasce solo dal male assoluto, ma da sistemi di valori inconciliabili.

“Panic in the Sky”: un evento chiave nella mitologia di Superman
Tutti gli indizi sembrano suggerire che Man of Tomorrow attingerà in modo significativo a “Panic in the Sky”, uno dei crossover più importanti degli anni ’90 legati all’universo di Superman. Pubblicata nel 1992, la saga racconta un’invasione su scala globale orchestrata da Brainiac, uno dei nemici più iconici e pericolosi dell’Uomo d’Acciaio.
Nella storia originale, Brainiac conquista Mondoguerra e prende il controllo di Almerac, costringendo Maxima a collaborare con lui. Non si tratta di un’alleanza volontaria, ma di una coercizione brutale: Brainiac sfrutta il senso di responsabilità di Maxima verso il suo popolo, trasformandola in un’arma contro la Terra. L’invasione è rapida, violenta, destabilizzante, tanto da spingere Superman a fare qualcosa che raramente aveva fatto fino a quel momento: mettere insieme una squadra estesa di eroi per fronteggiare una minaccia che nessuno potrebbe affrontare da solo.
“Panic in the Sky” è fondamentale non solo per la sua spettacolarità, ma per il modo in cui ridefinisce il ruolo di Superman come leader. Clark non è più solo il simbolo della speranza, ma il punto di riferimento strategico ed emotivo di un gruppo eterogeneo di eroi, costretti a collaborare in condizioni estreme. All’interno di questo contesto, Maxima trova il suo momento di svolta: tradisce Brainiac, scegliendo di opporsi a lui e contribuendo alla sua sconfitta. Un atto che segna l’inizio del suo percorso di redenzione e che, negli anni successivi, la porterà persino a entrare nella Justice League.
Se Man of Tomorrow seguirà davvero questa struttura, potremmo trovarci di fronte a un film che non solo introduce Brainiac come minaccia centrale del DCU, ma che utilizza Maxima per raccontare il tema della scelta: cosa succede quando il potere viene usato per costrizione, e cosa significa ribellarsi a un destino imposto.

Un film che guarda già oltre Superman
Le voci di corridoio parlano anche della presenza di un altro eroe non ancora annunciato, che potrebbe affiancare Superman e Lex Luthor nella battaglia contro Brainiac. Sebbene nulla sia stato confermato ufficialmente, si ipotizza il ritorno della Justice Gang e la partecipazione di personaggi già introdotti o fortemente attesi come Supergirl, Peacemaker e Lobo.
È chiaro che Man of Tomorrow non vuole limitarsi a raccontare una storia autoconclusiva. Il film sembra concepito come un ponte, un’opera capace di gettare le basi per alleanze future e per un’espansione graduale del DC Universe. Un vero film della Justice League potrebbe essere ancora lontano, ma i semi di quel progetto potrebbero essere piantati proprio qui, attraverso dinamiche forzate, collaborazioni temporanee e nemici comuni.

Cast, produzione e continuità del DCU
Annunciato ufficialmente nel settembre 2025, Man of Tomorrow vedrà James Gunn impegnato come sceneggiatore, regista e produttore, con Peter Safran al suo fianco in qualità di produttore per DC Studios. Sono confermati i ritorni di David Corenswet nei panni di Clark Kent/Superman e Nicholas Hoult nel ruolo di Lex Luthor, entrambi co-protagonisti del film.
Tornerà anche Frank Grillo come Rick Flag Sr., rafforzando il senso di continuità con gli altri progetti del DCU. Inoltre, secondo indiscrezioni non ancora confermate, Supergirl (Milly Alcock), Lobo (Jason Momoa) e Peacemaker (John Cena) avranno un ruolo nella storia. Nel dicembre 2025, Gunn ha infine confermato l’ingresso di Lars Eidinger nel cast nel ruolo di Brainiac.
Le riprese inizieranno ad aprile ad Atlanta e proseguiranno per tutta l’estate.
Verso l’uscita
Dopo il successo di Superman, primo film del nuovo DC Universe, Man of Tomorrow rappresenta il naturale passo successivo: più ampio, più corale, più ambizioso. L’uscita è fissata per il 9 luglio 2027, distribuita da Warner Bros.
Se le premesse verranno mantenute, il film potrebbe non solo ridefinire il ruolo di Superman nel DCU, ma anche segnare l’inizio concreto di una fase narrativa più vasta, in cui il mito dell’Uomo d’Acciaio diventa il fulcro attorno a cui ruota l’intero universo DC.

