Lo studio di produzione A24 ha appena rilasciato il primo trailer de La morte di Robin Hood (The Death of Robin Hood), oscura – e molto poco romantica – rilettura del mito sul Principe dei Ladri, con protagonista Hugh Jackman.
L’uscita del film è prevista per quest’anno, ma al momento non c’è ancora una data ufficiale.
La morte di Robin Hood – Il mostro dietro la leggenda
Scritto e diretto da Michael Sarnoski – regista di Pig e A Quiet Place: Day One, a cui sarà affidato anche il live action di Death Stranding – il film mostra un Robin Hood invecchiato e ferito sia nel corpo che nell’anima.
Il suo passato, fatto di morte e sangue, lo perseguita come un incubo, una maledizione da cui non sente di poter sfuggire neppure quando una donna misteriosa, interpretata da Jodie Comer, lo salva e lo cura.
La morte di Robin Hood, almeno a quanto vediamo e leggiamo in questo primo trailer, definisce il mito “una bugia” e punta a svelare la vera storia dietro l’uomo che è stato narrato come colui che ruba ai ricchi per dare ai poveri.
Intervistato da Entertainment Weekly a proposito del ruolo e di cosa lo abbia convinto ad accettarlo, Jackman ha dichiarato:
«Ciò che amo davvero della visione di Mike [Sarnoski, ndr] su Robin Hood è che la sceneggiatura affronta la tematica del potere, e analizza gli usi che se ne possono fare, in bene e in male. […]
Robin Hood è un uomo reale, nella nostra storia, con tutte le sue cicatrici, il dolore, il rimpianto e certo, anche l’amore. La storia immaginata da Mike ha un peso; e per me, è bellissima e molto umana.»
Sarnoski, che ha trascorso mesi in Irlanda a lavorare sul film, ci tiene a dire che le altre versioni già note c’entrano poco, perché
«sarete trascinati e impegnati a capire che versione è questa: le performance degli attori sono estremamente originali e totalmente diverse da quelle che avete visto prima.
[Robin Hood] era un sanguinoso fuorilegge, ha fatto un sacco di cose orribili, era un vero mostro; ma ha vissuto abbastanza a lungo da vedere una mitologia formarsi intorno al suo personaggio. Sta cercando di capire come questo lo faccia sentire: essere dipinto come un eroe quando sa bene cosa fosse.»
Un taglio sicuramente interessante per una storia che è quasi sempre stata addolcita – arrivando a farne uno stupendo film d’animazione, il Robin Hood Disney, del 1973 – ma dimenticando che si parla di in ogni caso di fuorilegge nell’Inghilterra medievale, un tempo e un luogo complessi e segnati dai conflitti.
Sarnoski ricorda anche questo:
«Finirà quasi per sembrare un film di guerra, anche perché combattere, a quel tempo, era qualcosa di brutale. Non erano persone che ballavano in giro e tiravano di scherma; erano persone che si battevano nel fango, cercando di aprirsi la testa a vicenda a colpi di pala.»
Presupposti convincenti, ancor di più se abbinati all’entusiasmo mostrato da Jackman, che per il ruolo ha assunto un aspetto stropicciato, con capelli lunghi scompigliati, una barba irregolare e rughe di stanchezza e vecchiaia in bella vista.
È un Robin Hood sferzato dal vento delle brughiere, che in passato ha addestrato un piccolo esercito di soldati bambini. Tra loro, anche il Little John di Bill Skarsgård, a cui ha fatto da mentore; quando, anni dopo, i loro cammini tornano a incontrarsi, la lettura che ciascuno da alla vita che hanno condiviso è molto diversa.
Tanto si sa e tanto basta per mettere voglia di vederlo, quando ne verrà annunciata l’uscita; del resto, A24 si è mostrata una garanzia, e il cast non è certo da meno.
Siete pronti a scoprire un altro Robin Hood, celato dietro la tenda? Fatecelo sapere nei commenti!
Fonte: Deadline


