Il 5 gennaio 2026, a partire indicativamente dalle 21:20 su Rai3, verrà trasmesso in prima serata Il Ragazzo e l’Airone, l’ultima opera del maestro Hayao Miyazaki.
Il Ragazzo e l’Airone (The Boy and the Heron) è stato distribuito nelle sale giapponesi a partire dal luglio 2023. La pellicola è risultata un’opera di ampio respiro, con riconoscimenti prestigiosi tra cui il Premio Oscar come Miglior Film Animato al 96° Academy Awards, un risultato che lo colloca accanto a Spirited Away nella storia delle produzioni Ghibli premiate dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Il film ha inoltre vinto il Golden Globe nella categoria Animation, diventando il primo film non in lingua inglese a vincere in questa sezione, il premio BAFTA, e il premio per miglior film animato dell’anno ai 47th Japan Academy Film Prize.
Ne avevamo parlato l’estate scorsa di questo rinnovato interesse della Rai. La decisione di portare in prima serata sui suoi canali un’opera così recente e significativa ha diversi livelli di interpretazione. Da un lato rappresenta un’opportunità per un pubblico televisivo più ampio di accedere a un prodotto cinematografico di alta qualità, non limitato alle sale o alle piattaforme streaming. Dall’altro, indica un rinnovato interesse dei canali generalisti italiani nel valorizzare opere d’animazione complesse, non solo come intrattenimento per giovani, ma come prodotto culturale.
La Rai nell’anno appena concluso ha inoltre accolto Goldrake U riproponendo di concerto una pietra miliare dell’animazione come Ufo robot Goldrake e non solo. Le tre ladre più famose del mondo hanno trovato posto sulla seconda rete con il live action made in France Cat’s Eye. Ora tocca al bellissimo film firmato dal maestro Miyazaki che consigliamo caldamente di recuperare a coloro che ancora non lo hanno visto.
Il Ragazzo e l’Airone – Un film che travolge e incanta
Il film segue la vicenda di Mahito, un ragazzo che vive nel Giappone della seconda guerra mondiale. Dopo la morte della madre in un bombardamento su Tokyo, Mahito si trasferisce in campagna con il padre e la nuova moglie di quest’ultimo, sorella della defunta. La convivenza familiare si rivela complessa e carica di tensioni emotive, soprattutto per Mahito che fatica ad accettare il lutto e le dinamiche del nuovo nucleo familiare.
Il punto di svolta arriva con l’incontro di un airone grigio parlante, figura che funge da catalizzatore per l’accesso del protagonista a un mondo altro, sospeso tra realtà e immaginazione. In questo regno fantastico, Mahito si ritrova a confrontarsi con versioni simboliche di ciò che ha perduto e con una serie di figure enigmatiche, in un percorso che miscela elementi di dramma psicologico, mitologia personale e riflessioni sul ciclo della vita e della morte.
Questa struttura narrativa, che può apparire più riflessiva rispetto ad altri titoli più lineari, è parte della cifra stilistica di Miyazaki in questa fase della sua produzione: un cinema d’animazione che utilizza il linguaggio fantasy per esplorare tematiche esistenziali, memoria e trasformazione (qui la nostra recensione del film).

La sceneggiatura e la regia sono curate dallo stesso Hayao Miyazaki, figura centrale nella storia dell’animazione mondiale. Miyazaki impiega in questa opera una combinazione di elementi autobiografici, riferimenti letterari e una visione estetica distintiva.
Dal punto di vista stilistico (secondo noi), Il Ragazzo e l’Airone rappresenta una sintesi matura della poetica visiva di Hayao Miyazaki. Il film adotta un’animazione tradizionale disegnata a mano, caratterizzata da un uso misurato ma espressivo del colore, con palette che variano in funzione dello stato emotivo del protagonista e della natura degli ambienti attraversati. La regia privilegia tempi dilatati, silenzi narrativi e movimenti di macchina sobri, lasciando spazio alla contemplazione e alla costruzione atmosferica piuttosto che all’azione. L’alternanza tra realismo quotidiano e dimensione fantastica non è marcata da rotture nette, ma avviene attraverso transizioni fluide, rafforzando l’idea di un mondo in cui immaginazione e realtà coesistono.
Il Ragazzo e l’Airone trae ispirazione dal romanzo giapponese del 1937 How Do You Live? di Genzaburō Yoshino, sebbene la trasposizione cinematografica si discosti in modo sostanziale dal materiale originale, utilizzandolo piuttosto come punto di partenza per una riflessione matura sulla crescita e sul rapporto tra perdita e consapevolezza.
Il Ragazzo e l’Airone
Giulio Bartolomei: Mahito Maki
Federica De Bortoli: Natsuko/Hisako
Chiara Gioncardi: Kiriko
Stefano Dori: airone/uomo-airone
Lucrezia Marricchi: Himi
Rodolfo Bianchi: prozio
Gianfranco Miranda: Shōichi Maki
Paola Giannetti: Aiko (cameriera n.4)

