Da giugno su Sky e in streaming su NOW, in contemporanea assoluta con gli USA, la terza, attesissima stagione di HOUSE OF THE DRAGON, amatissima saga ambientata 200 anni prima degli eventi citati nella serie dei record “Il Trono di Spade.
Tratta dal romanzo “Fuoco e Sangue” di George R.R. Martin, HOUSE OF THE DRAGON racconta la storia della leggendaria Casa Targaryen.
In 8 nuovi episodi, la terza stagione vedrà nel cast il ritorno di: Matt Smith, Emma D’Arcy, Olivia Cooke, Steve Toussaint, Rhys Ifans, Fabien Frankel, Ewan Mitchell, Tom Glynn-Carney, Sonoya Mizuno, Harry Collett, Bethany Antonia, Phoebe Campbell, Phia Saban, Jefferson Hall, Matthew Needham, Tom Bennett, Kieran Bew, Kurt Egyiawan, Freddie Fox, Clinton Liberty, Gayle Rankin e Abubakar Salim.
Nuovi ingressi nel cast Tommy Flanagan nel ruolo di Ser Roderick Dustin, Dan Fogler nel ruolo di Ser Torrhen Manderly, James Norton nel ruolo di Ormund Hightower.
I registi dei nuovi episodi: Clare Kilner, Nina Lopez-Corrado, Andrij Parekh e Loni Peristere.
I crediti della terza stagione: co-creatore, showrunner e produttore esecutivo Ryan Condal; co-creatore e produttore esecutivo George R.R. Martin; produttori esecutivi Sara Hess, Melissa Bernstein, Kevin de la Noy, Vince Gerardis, Davide Hancock, Philippa Goslett. Tratto dal bestseller di George R.R. Martin “Fuoco e Sangue”.
Dove eravamo rimasti
Il finale della seconda stagione di House of the Dragon ha sancito in modo definitivo che non esistono più vie di fuga dal conflitto. La Regina che non fu chiude il cerchio di una stagione costruita come una lunga e dolorosa marcia verso la guerra totale, mettendo tutti i protagonisti esattamente dove dovevano essere: schierati, divisi e pronti a combattere.
Tra i Verdi, il caos è ormai fuori controllo. Aemond, accecato dalla rabbia e dalla consapevolezza della crescente forza di Rhaenyra e dei suoi draghi, compie il suo gesto più distruttivo incendiando Punta Acuminata, mentre la fazione si sgretola dall’interno. Aegon, ancora in ripresa, complotta nell’ombra con Larys Strong, pronto a fuggire da Approdo del Re in attesa del momento giusto per reclamare ciò che ritiene suo. Le visioni di Helaena, che smascherano Aemond e ne profetizzano la fine, aggiungono un ulteriore strato di fatalismo: il destino sembra già scritto, e nessuna minaccia può cambiarlo.
Sul fronte dei Neri, invece, si assiste a una ricomposizione tanto fragile quanto decisiva. I nuovi cavalieri dei draghi vengono accolti a Roccia del Drago, Daemon — dopo visioni sconvolgenti che collegano il presente a un futuro lontano — rinuncia definitivamente alle proprie ambizioni e si inginocchia davanti a Rhaenyra, riconoscendola come unica sovrana legittima. È un momento chiave: non solo politico, ma simbolico, perché sancisce l’unità della fazione proprio alla vigilia della guerra.

Intorno a loro, il mondo si mette in movimento. Corlys Velaryon salpa con la sua flotta, segnato dal lutto e dai rimpianti familiari. Jason Lannister ottiene l’appoggio di Essos in un piano che promette di cambiare gli equilibri del conflitto. Ser Cole marcia verso le Terre dei Fiumi. Otto Hightower riemerge dalle segrete. Tutti i pezzi sono sulla scacchiera.
Ma è l’incontro finale tra Rhaenyra e Alicent a definire davvero il punto di non ritorno. La proposta di fuggire insieme, di porre fine alla guerra evitando altro sangue innocente, si infrange contro una richiesta impossibile: la morte di Aegon. “Un figlio per un figlio.” Con quell’accordo silenzioso e devastante, anche l’ultimo legame emotivo tra le due ex amiche si spezza.
Quando l’episodio si chiude, Westeros è ormai in marcia verso la distruzione. Non ci sono più compromessi, non ci sono più ritorni. Resta solo una certezza: la guerra per il Trono di Spade è finalmente cominciata.
Un’eredità pesante, ma ormai ben gestita
Quando House of the Dragon è stata annunciata, il confronto con Game of Thrones era inevitabile. Parliamo di una delle serie più influenti degli ultimi decenni, amata e discussa come poche altre. La prima stagione doveva dimostrare che questo mondo aveva ancora qualcosa da dire. La seconda ha confermato che la risposta era sì.
Ora, con la terza stagione, la serie sembra pronta a giocare a carte scoperte. Non vive più all’ombra del suo predecessore, ma cammina con le proprie gambe, espandendo l’universo narrativo creato da George R. R. Martin e mostrando eventi solo accennati nei libri, ma fondamentali per la storia dei Sette Regni.

Perché l’uscita di giugno è un evento da non perdere
La scelta di giugno non è casuale. HBO Max punta chiaramente a rendere House of the Dragon 3 uno degli appuntamenti televisivi più importanti dell’estate. Un periodo perfetto per catalizzare l’attenzione del pubblico globale e riportare al centro del dibattito una serie che fa parlare di sé episodio dopo episodio.
Per i fan storici, sarà il ritorno di un rituale: commenti a caldo, teorie folli, discussioni infinite sui social. Per chi invece si è tenuto indietro finora, potrebbe essere il momento giusto per recuperare e tuffarsi in una storia che non fa prigionieri.
Con una data fissata, un teaser in arrivo e una guerra pronta a esplodere, una cosa è certa: il fuoco dei Targaryen sta per tornare a bruciare. E questa volta, nessuno uscirà illeso.
HOUSE OF THE DRAGON – Da giugno la terza stagione su Sky e in streaming su NOW, in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti

