Fortnite mobile: arriva finalmente una versione competitiva!

Fortnite lancia la prima serie competitiva mobile: tornei, montepremi milionari e pollici distrutti a colpi di build e headshot

Redazione MegaNerd
fortnite mobile

La scena competitiva di Fortnite ha trovato un nuovo modo per mettere in crisi l’umanità: non basta più temere i pro su PC a 240 Hz, ora bisogna anche fare i conti con chi costruisce grattacieli tappando lo schermo del telefono con i pollici. Epic Games ha deciso di spingere forte sugli esport portatili e ha annunciato la prima vera serie competitiva dedicata solo al mobile. Niente mouse, niente pad: solo smartphone, tablet e tanta, tantissima pazienza. E ricorda: con U7BUY puoi scegliere tra un catalogo infinito di account Fortnite in vendita e acquistare, finalmente, il profilo che preferisci!

Benvenuti nella Fortnite Mobile Series.

Fortnite

Dal salotto alla fermata dell’autobus: Fortnite fa sul serio su mobile

Per anni il mobile è stato considerato il “cuginetto povero” del competitivo: ci si giocava sull’autobus, in fila alla posta, sul divano mentre la TV mandava repliche di programmi visti mille volte. Ora le cose cambiano: Epic ha messo nero su bianco un circuito strutturato solo per Android e iOS, con tanto di montepremi importante e calendario fitto di appuntamenti.

La Fortnite Mobile Series non è un’edizione ridotta della Fortnite Championship Series principale, ma un percorso parallelo: stessi colori sgargianti, stessa idea di “costruisci-spara-balla”, ma studiato intorno alla realtà di chi gioca con lo schermo in mano invece che con l’intero setup RGB.

L’obiettivo è dichiarato: allargare il pubblico competitivo e dare dignità ufficiale a una scena che, di fatto, già esisteva. Perché sì, c’è gente che fa 90s e triple edit con il pollice, mentre altri lottano per trovare il tasto del salto.

 

Blitz Royale: un milione di motivi per ripulire lo schermo

Il battesimo della serie non è esattamente timido: il circuito si apre con un evento speciale chiamato Blitz Royale, che mette sul piatto un montepremi totale da 1 milione di dollari, riservato soltanto ai giocatori mobile.

Un milione di motivi per:

  • comprare finalmente un vetro temperato decente;
  • pulire lo schermo dal grasso delle patatine;
  • smettere di dire “tanto sul telefono non si può giocare seriamente”.

Il Blitz Royale funge da vetrina e da messaggio al resto del settore: Fortnite ha intenzione di sedersi al tavolo degli esport mobile accanto a giganti come PUBG Mobile e Mobile Legends, non di restare un passatempo “anche su telefono”. Qui si parla di soldi veri, ranking globali e carriera competitiva potenzialmente costruita tappando lo schermo da 6 pollici.

 

Una struttura semplice… sulla carta

Dietro al Blitz Royale c’è una struttura in due fasi che, a leggerla, sembra persino tranquilla:

  1. Qualificazioni Open, spalmate su più weekend. Tutti possono iscriversi, purché giochino da dispositivo mobile.
  2. Mobile Championship, una finale mondiale che riunisce i migliori 16 giocatori per contendersi un montepremi extra da 200.000 dollari.

Semplice, no? Poi, nella pratica, entra in gioco la realtà:

  • lobby piene di gente che tryharda come se non ci fosse un domani;
  • ping ballerino;
  • batteria che decide di scendere dal 90% al 12% nel giro di due fight.

È il classico design “facile da capire, difficile da vivere”, soprattutto quando la semifinalina decisiva arriva proprio mentre qualcuno in casa decide che è il momento giusto per spegnere il Wi-Fi “perché il router va riavviato”.

Fortnite 2

Un calendario intenso: addio weekend tranquilli

La serie parte subito con un ritmo sostenuto. Il primo Open debutta il 5 dicembre, seguito da altre giornate di qualificazione nei giorni immediatamente successivi. Lo stesso schema viene ripetuto nei mesi seguenti, creando un vero e proprio appuntamento fisso del weekend.

Tradotto in termini pratici:

  • da una parte si parla di “attività continua per la community”;
  • dall’altra di “difficoltà crescente nel giustificare gli impegni, tipo compleanni di famiglia, davanti ai compagni di squadra”.

La promessa è chiara: la Fortnite Mobile Series vuole diventare uno dei circuiti più vivaci del 2026, con tornei regolari che permettono a chiunque di provarci, senza dover bussare alla porta di una grande organizzazione esport.

 

Mobile non significa “casuale”: l’evoluzione degli esport tascabili

La mossa di Epic è perfettamente in linea con ciò che succede nel resto del mondo competitivo: i numeri parlano chiaro, gli esport mobile sono ormai giganteschi in molti Paesi, con tornei che riempiono arene e montepremi da capogiro.

Fortnite, che storicamente è sempre stato uno dei titoli simbolo del gaming multipiattaforma, finora sul fronte competitivo mobile era rimasto più timido. Ora cambia passo: con la Mobile Series si manda un messaggio secco:

“Giocare da telefono non è una versione minore. È solo un altro modo di dominare la lobby.”

La differenza la fanno i controlli touch, che richiedono riflessi, abitudine e una certa dose di fatalismo quando il pollice scivola un po’ troppo e si finisce a costruire un muro invece di sparare.

 

Un trampolino per nuovi talenti (e per i pollici bionici)

La cosa più interessante della Fortnite Mobile Series è forse la sua accessibilità: non servono PC costosi, monitor da e-sport o console di ultima generazione. Serve un buon telefono, una connessione decente e tanta voglia di farmare partite.

Questo abbassa drasticamente la barriera d’ingresso per andare:

  • da “giocatore da divano” a
  • “concorrente in un circuito ufficiale con ranking globale”.

È un’occasione perfetta per chi:

  • ha sempre avuto mani troppo veloci per il semplice “battle bus del pomeriggio”;
  • non ha accesso a hardware high-end;
  • o semplicemente preferisce giocare seduto sul letto, telefono in orizzontale e schiena distrutta ma cuore felice.

Se l’esperimento funziona, ci si può aspettare un’ondata di nuovi volti competitivi provenienti proprio dal mobile, magari pronti a fare il salto su altre piattaforme in futuro. O forse no, e resteranno lì, a distruggere tutto direttamente dal loro pannello touch.

 

Il confronto con PUBG Mobile e soci

Epic non si muove nel vuoto: esistono già colossi come PUBG Mobile e Mobile Legends: Bang Bang, che da anni dominano la scena esport portatile con tornei giganteschi, soprattutto in Asia. Entrare in quel club significa:

  • parlare la lingua dei montepremi a sette zeri;
  • organizzare eventi globali;
  • costruire una narrativa di rivalità e storie personali intorno ai player mobile.

La Fortnite Mobile Series, con il suo milione di dollari iniziale e il percorso strutturato Open → Championship, è un biglietto da visita piuttosto convincente. È come dire: “Sì, siamo arrivati tardi alla festa. Però siamo arrivati con una valigetta piena di cash”.

 

Conclusione: preparare i pollici, aggiornare il telefono, inventarsi una scusa

La prima serie competitiva mobile di Fortnite è, di fatto, un esperimento ambizioso: un milione di dollari di montepremi, un circuito continuo di Open, una finale mondiale e la chiara intenzione di rompere il muro che separava il “gioco da telefono” dal “vero esport”.

Chiunque abbia mai pensato “su mobile non è la stessa cosa” ora ha due possibilità:

  1. insistere e guardare da fuori,
  2. o scaricare gli aggiornamenti, procurarsi un buon paio di cuffie, accettare il destino dei pollici distrutti e provare a entrare in quella top 16 mondiale che, almeno sulla carta, è aperta a tutti.

In fondo, se c’è un gioco che può trasformare una lobby di gente che balla, costruisce e spamma emote in un’arena esport credibile anche su schermo da 6 pollici, quello è proprio Fortnite. E se il percorso per diventare campioni passa da un Blitz Royale da un milione di dollari, tanto meglio: al massimo, se va male, si potrà sempre dire che è stata colpa della connessione.

screen 1

TAGGED:
Condividi l'articolo
Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *