A poche settimane dal debutto televisivo, la seconda stagione dell’anime Dorohedoro torna a mostrarsi con un nuovo video promozionale che offre uno sguardo più ampio sui prossimi sviluppi della serie. Il filmato, diffuso da TOHO Animation, anticipa parte delle atmosfere e dei conflitti che caratterizzeranno il nuovo arco narrativo e presenta anche alcune novità riguardanti il comparto musicale e il cast vocale.
Il trailer include un’anteprima della nuova opening, “Zettai Must Danmen”, eseguita dal gruppo (K)NoW_NAME, già coinvolto nella prima stagione dell’anime. Lo stesso progetto musicale interpreterà anche la sigla di chiusura, intitolata “Return To Head”.
Ecco il video diffuso insieme all’annuncio:
La nuova stagione è prevista per il 1° aprile 2026 e verrà distribuita a livello internazionale attraverso diverse piattaforme di streaming, quelle confermate sono Netflix, Crunchyroll e Animation Digital Network.
Oltre agli aspetti musicali, il trailer introduce anche nuovi membri del cast vocale, che daranno voce ad alcuni personaggi legati all’organizzazione dei Cross-Eyes. Tra i doppiatori annunciati figurano Koki Uchiyama nel ruolo di Dokuga, Daiki Hamano come Tetsujo, Yuichi Koshimura nel ruolo di Saji, Katsuhito Nomura come Ton, Atsushi Imaruoka come Ushishimada e Sara Matsumoto nel ruolo di Natsuki.
Il cast principale della serie, invece, rimane sostanzialmente invariato rispetto alla prima stagione. Torneranno infatti Wataru Takagi come Caiman, Reina Kondō nel ruolo di Nikaido, Kenyū Horiuchi come En, Yoshimasa Hosoya nel ruolo di Shin e Yū Kobayashi come Noi, mantenendo così la continuità interpretativa dei personaggi principali.
Anche il team creativo resta in gran parte lo stesso: la regia è nuovamente affidata a Yuichiro Hayashi, mentre Hiroshi Seko si occupa della composizione della serie. Il design dei personaggi è curato da Tomohiro Kishi e la produzione dell’animazione resta nelle mani dello studio MAPPA, già responsabile della prima stagione trasmessa nel 2020.

Dorohedoro – Il ritorno di una delle serie più particolari del panorama anime recente
Quando debuttò nel 2020, l’adattamento animato di Dorohedoro attirò rapidamente l’attenzione per il modo in cui trasportava sullo schermo l’immaginario ruvido e caotico creato da Q Hayashida.
La prima stagione, composta da dodici episodi, raccontava la storia di Caiman, un uomo affetto da amnesia e trasformato misteriosamente in una creatura con testa di rettile. L’unico indizio sulla sua identità perduta è nascosto proprio nella sua bocca, dove un enigmatico personaggio appare a chiunque venga morso da lui, pronunciando una frase che potrebbe rivelare la verità sul suo passato.
Ad affiancarlo nella ricerca c’è Nikaido, proprietaria di un ristorante nel quartiere degradato noto come “Hole”, una città sporca e violenta dove gli esseri umani vengono spesso utilizzati come cavie dai maghi provenienti da un’altra dimensione. Proprio questi ultimi rappresentano una delle principali minacce per la popolazione del luogo, poiché utilizzano la magia senza alcun riguardo per la vita umana.
Parallelamente alla ricerca di Caiman si sviluppa la vicenda di En, potente stregone a capo di una vera e propria organizzazione criminale, e dei suoi fedeli collaboratori Shin e Noi. Il racconto procede intrecciando le prospettive di questi due gruppi apparentemente opposti, generando una narrazione in cui i confini tra antagonisti e protagonisti diventano progressivamente più sfumati.
La seconda stagione dovrebbe proseguire l’adattamento del manga originale espandendo ulteriormente l’esplorazione del mondo degli stregoni e introducendo nuovi personaggi e fazioni. L’organizzazione dei Cross-Eyes, anticipata dal trailer, avrà un ruolo centrale nello sviluppo delle prossime vicende.
Il manga di Q Hayashida
L’anime è tratto dal manga omonimo di Q Hayashida, pubblicato per la prima volta nel 2000 sulla rivista Monthly Ikki di Shogakukan. Nel corso degli anni la serie ha cambiato più volte rivista, proseguendo su Hibana e successivamente su Monthly Shōnen Sunday, fino alla conclusione nel 2018 dopo quasi due decenni di serializzazione.
Composto da ventitré volumi, Dorohedoro è diventato progressivamente un titolo di culto grazie al suo stile grafico ruvido e dettagliato e a una narrazione che mescola horror urbano, commedia grottesca e fantasy oscuro. Il lavoro di Hayashida si distingue anche per l’attenzione maniacale alla costruzione del mondo narrativo, popolato da creature bizzarre, organizzazioni criminali e sistemi di magia con regole precise.
Un elemento caratteristico dell’opera è proprio il contrasto costante tra brutalità e ironia. Scene estremamente violente convivono con momenti di quotidianità quasi domestica, come le sequenze ambientate nel ristorante di Nikaido o i momenti di relax degli stregoni nel loro mondo. Questa alternanza contribuisce a creare un equilibrio narrativo che ha reso la serie particolarmente apprezzata da lettori e spettatori.
L’adattamento animato realizzato da MAPPA ha cercato di preservare proprio questa identità visiva e narrativa, combinando animazione tradizionale e CGI per riprodurre l’estetica sporca e stratificata del manga. Una scelta stilistica che, pur divisiva in alcune fasi della prima stagione, ha contribuito a mantenere la forte riconoscibilità dell’opera originale.
A questo punto non resta che attendere il 1° aprile per tornare tra i vicoli di Hole e verificare come MAPPA proseguirà l’adattamento dell’inquieto universo narrativo immaginato dalla fantastica Q Hayashida in Dorohedoro!
fonte: animenewsnetwork

