In un panorama in cui l’intrattenimento spesso scivola via veloce, tra risate facili e contenuti usa e getta, Don Alemanno gioca un campionato tutto suo. Perché sì, fa ridere, ma non è mai solo quello il punto. Il suo umorismo ha sempre una direzione precisa: colpisce, smuove, mette a disagio quando serve. E soprattutto lascia qualcosa.
Il suo sarcasmo è affilato, diretto, e va a pizzicare proprio nei punti più scomodi: religione, società, contraddizioni quotidiane. Lo fa senza prediche, ma con quella leggerezza intelligente che ti porta a ridere e, un secondo dopo, a chiederti perché. È qui che sta la sua forza.
Chi lo segue lo sa bene grazie a lavori diventati iconici come Jenus di Nazareth, ma anche progetti come Nazivegan Heidi — una rilettura grottesca e politicamente scorrettissima di un classico dell’infanzia — dove la satira si spinge fino ai territori più estremi, senza mai perdere lucidità.
E poi c’è quel lato umano, sincero, quasi disarmante, che rende tutto ancora più efficace. Perché dietro la battuta c’è sempre uno sguardo lucido, e dietro il sarcasmo una sensibilità che non passa inosservata. Lo abbiamo incontrato in occasione dell’ultima edizione di Etna Comics e questa è stata la piacevole, intensa e indimenticabile chiacchierata che abbiamo fatto con lui:
Intervista a Don Alemanno
Don Alemanno, pseudonimo di Alessandro Mereu, è un fumettista e autore italiano diventato noto sul web grazie al successo di Jenus di Nazareth, progetto che mescola satira, religione e cultura pop con uno stile immediatamente riconoscibile. Nel corso degli anni ha ampliato la sua produzione con libri e graphic novel, tra cui Nazivegan Heidi, realizzata insieme a Boban Pesov, e altre opere capaci di spingersi oltre i confini della comicità tradizionale.
Parallelamente all’attività fumettistica, è molto attivo anche sul fronte dei contenuti digitali: con il suo progetto podcast, il Confessionale Podcast, affronta temi di attualità, religione e cultura con ospiti, interviste e momenti di approfondimento, mantenendo sempre il suo inconfondibile equilibrio tra ironia e riflessione.

