Il quarto trailer di Avengers: Doomsday è finalmente arrivato, e lo ha fatto scegliendo Wakanda come epicentro emotivo e narrativo. Dopo settimane di teaser – tutti puntualmente trapelati online prima dell’uscita ufficiale – i Marvel Studios hanno svelato quello che, finora, è il più denso e significativo dei video promozionali. Non solo per il numero di personaggi coinvolti, ma soprattutto per le implicazioni che porta con sé: il ritorno dell’eredità di Black Panther e il primo, vero contatto sullo schermo tra i Fantastici Quattro e la linea temporale principale del Marvel Cinematic Universe.
Un passaggio che segna un punto di non ritorno per la Saga del Multiverso. Guardiamolo insieme:
Wakanda al centro del mondo Marvel
Rispetto ai teaser precedenti, quello ambientato a Wakanda è il più corale. Se i primi trailer si concentravano su due o tre figure iconiche alla volta (il primo con Steve Rogers, il secondo con Thor e il terzo con il Professor Xavier, Magneto e Ciclope), qui la scena si amplia: Shuri, M’Baku e Namor guidano una delegazione composta da wakandiani e talokani, confermando che la fragile tregua vista in Wakanda Forever non solo è sopravvissuta, ma sembra essersi evoluta in qualcosa di più strutturato.
Il trailer ci mostra personaggi profondamente cambiati. Shuri, in particolare, appare ancora segnata dal lutto. Le sue parole lasciano intendere che il dolore per le perdite subite non si è mai davvero rimarginato: una ferita aperta che continua a definire le sue scelte e il suo modo di guardare il mondo. È un tema che il MCU continua a esplorare con insistenza negli ultimi anni, trasformando il supereroismo in una lente attraverso cui raccontare elaborazione del trauma e senso di responsabilità.
Questa dimensione emotiva acquista ulteriore peso se si considera la presenza del giovane principe T’Challa. Il contrasto tra il futuro che rappresenta e il passato che ancora incombe su Shuri è evidente, e apre la porta a teorie sempre più insistenti su una possibile apparizione di una variante adulta di T’Challa, forse proprio in Doomsday o nel successivo Secret Wars. Nulla di confermato, ma il seme è stato chiaramente piantato.

Nuovi equilibri politici e identità in evoluzione
Il trailer conferma ufficialmente ciò che il finale di Wakanda Forever aveva già suggerito: M’Baku è ora il re del Wakanda. Una scelta che ribalta dinamiche storiche e simboliche, e che trova riscontro anche nel nuovo look del personaggio, così come in quello di Shuri. Entrambi indossano costumi che fondono elementi wakandiani e talokani, segno visivo di un’alleanza che va oltre la semplice cessazione delle ostilità.
Namor, dal canto suo, è forse la figura più enigmatica del trailer. Il nuovo costume, finalmente più vicino alla sua iconografia fumettistica – con l’alto colletto che sostituisce l’abbigliamento cerimoniale visto al debutto – segna un’evoluzione anche simbolica del personaggio. Accanto a lui compare Namora, confermando per la prima volta la sua presenza in Avengers: Doomsday.
Eppure, qualcosa non torna. Lo sguardo di Namor è cupo, distante, quasi inquieto. È una sensazione sottile, ma sufficiente ad alimentare speculazioni: e se fosse proprio lui a schierarsi con Doom? Al momento siamo nel campo delle ipotesi, ma Marvel non è nuova a disseminare indizi visivi che trovano senso solo a posteriori.

I Fantastici Quattro entrano davvero in scena
Uno degli elementi più sorprendenti del trailer è la conferma che almeno uno dei Fantastici Quattro, Ben Grimm, incontrerà ufficialmente la delegazione wakandiana. È il primo vero incrocio tra il team e i personaggi storici del MCU dopo il loro film d’esordio, Fantastici 4: Gli Inizi, e rappresenta un momento chiave per l’universo condiviso.
Curiosamente, Ben Grimm indossa ancora lo stesso costume visto nel film solista, andando contro la tradizione Marvel di rinnovare costantemente i design in ogni apparizione. Una scelta che comunica stabilità e identità, e che potrebbe riflettere la volontà di rendere i Fantastici Quattro un punto fermo, quasi “classico”, all’interno di un MCU sempre più frammentato dal multiverso.
L’assenza di Doctor Doom, invece, è tanto evidente quanto significativa. Nonostante il titolo del film, il personaggio resta ancora nell’ombra. Una strategia di attesa che aumenta l’hype e suggerisce che la sua entrata in scena sarà tutt’altro che marginale.
Verso Doomsday: promesse e attese
Questo trailer wakandiano non si limita a mostrare nuovi costumi o a confermare presenze nel cast. Fa qualcosa di più ambizioso: riallinea i temi centrali del MCU. Lutto, potere, alleanze instabili e identità culturali diventano il vero cuore del racconto, mentre la minaccia imminente resta volutamente fuori campo.
Avengers: Doomsday si preannuncia come un film di transizione e di sintesi, chiamato a tenere insieme eredità del passato e promesse future. Wakanda, ancora una volta, diventa il luogo simbolico in cui tutto converge: memoria, responsabilità e scelte che avranno conseguenze irreversibili.
E mentre i fan attendono il momento in cui Doom mostrerà finalmente il suo volto, questo trailer ci ricorda che, nel MCU, le battaglie più importanti spesso iniziano molto prima dello scontro finale.

