Catherine O’Hara, attrice due volte vincitrice di un Emmy e volto amatissimo del cinema e della televisione, si è spenta all’età di 71 anni. La notizia è stata confermata dal suo manager al magazine online americano Variety. Secondo quanto comunicato dalla sua agenzia, la CAA, O’Hara è morta venerdì nella sua casa di Los Angeles, dopo una breve malattia.
Nel corso di una carriera lunga oltre cinquant’anni, Catherine O’Hara è riuscita in qualcosa di raro: attraversare epoche, generi e linguaggi dello spettacolo senza mai perdere identità, diventando una presenza familiare per più generazioni di spettatori. Dagli esordi nella comicità televisiva canadese fino alla straordinaria rinascita artistica nella maturità, il suo percorso è stato segnato da intelligenza, ironia e una capacità unica di rendere memorabile ogni personaggio.

Una carriera lunga cinque decenni, tra comicità e cinema
Il suo viaggio a Hollywood comincia negli anni Settanta con Second City Television, il celebre programma di sketch da cui emersero alcuni dei più grandi comici nordamericani. Proprio grazie a questo show O’Hara vinse il suo primo Emmy, imponendosi come una performer capace di muoversi con naturalezza tra satira, improvvisazione e costruzione del personaggio.
Il grande pubblico, però, la identifica soprattutto con il cinema. Negli anni Ottanta e Novanta è stata protagonista di titoli diventati cult, da After Hours a Beetlejuice, fino ai primi due capitoli di Mamma ho perso l’aereo, dove interpretava la madre del piccolo Kevin, il personaggio di Macaulay Culkin. Un ruolo iconico, reso indimenticabile dalla sua energia nervosa e dal perfetto equilibrio tra comicità e affetto materno. O’Hara e Culkin rimasero legati da una sincera amicizia, tanto che l’attrice lo omaggiò pubblicamente durante la cerimonia della sua stella sulla Walk of Fame nel 2023.
Un altro capitolo fondamentale della sua carriera è stato il sodalizio artistico con Christopher Guest, con cui ha collaborato in una serie di mockumentary diventati veri e propri oggetti di culto: Best in Show, Waiting for Guffman, A Mighty Wind e For Your Consideration. In questi film O’Hara ha affinato un talento comico sottile, spesso basato su dettagli minimi, sguardi e tempi perfetti.

La rinascita con Schitt’s Creek e l’eredità lasciata a Hollywood
La sua voce ha accompagnato anche l’animazione, con ruoli in film amatissimi come The Nightmare Before Christmas e Chicken Little. Negli ultimi anni era tornata sul grande schermo con Beetlejuice Beetlejuice, riprendendo il ruolo di Delia Deetz, e aveva partecipato al film d’azione Argylle.
La vera rinascita, però, è arrivata dopo i sessant’anni con Schitt’s Creek. Nei panni di Moira Rose, ex diva dell’alta società caduta in disgrazia, O’Hara ha regalato una delle interpretazioni comiche più celebrate degli ultimi decenni, vincendo il suo secondo Emmy e conquistando una nuova generazione di fan. Accanto a Eugene Levy, Dan Levy e Annie Murphy, ha trasformato la serie in un fenomeno culturale.
Questo successo l’ha riportata al centro della serialità televisiva di prestigio, con ruoli importanti in The Last of Us e nella satira hollywoodiana The Studio, dove interpretava una potente dirigente messa da parte dall’industria che aveva contribuito a costruire.
Nata a Toronto, Catherine O’Hara era diventata una figura amatissima anche a Los Angeles, tanto da essere nominata sindaca onoraria del quartiere di Brentwood nel 2021. Lascia il marito, lo scenografo Bo Welch, i figli Matthew e Luke e numerosi fratelli e sorelle.
La redazione di MegaNerd applaude per l’ultima volta questa grande attrice, che ha conquistato una parte importante nella cultura pop moderna.

