Grafite su foglio: la geologia raccontata da Leo Ortolani al Comicon Napoli 2026

Nel panel “Grafite su foglio”, Leo Ortolani - Magister del Comicon Napoli 2026 - racconta il legame mai spezzato con la geologia, in un incontro esilarante e intimo.

Claire Bender

Era dicembre quando fu annunciato che il Magister del Comicon Napoli 2026 sarebbe stato Leo Ortolani, arguto creatore di Rat-Man, una scimmia con la maschera da topo, velleità da supereroe e intelligenza discutibile.

L’ironia di Ortolani ha sempre posseduto un retrogusto amaro, anche nelle parodie più sferzanti; ma è nel 2025 che avviene una vera e propria svolta con Tapum, romanzo grafico su una delle battaglie più feroci e sanguinose della Prima Guerra Mondiale.

Lì l’autore, per la prima volta, si è sentito libero dall’obbligo di far ridere. Come lui stesso raccontò ai nostri microfoni, Tapum è una storia «su come una persona si pone davanti all’inevitabile: obbedire a ordini che sai ti porteranno probabilmente a morire, mentre la tua vita, i tuoi desideri, il futuro che vorresti, sono altrove.»

L’opera ha portato in superficie la profondità che ha attraversato, a volte più sottilmente, la carriera trentennale di Leo Ortolani; carriera che, in occasione del COMICON Napoli 2026, ha reimmaginato attraverso una suddivisione in ere geologiche, attingendo dal suo bagaglio di conoscenze da geologo pentito.

La mostra Leologia — Stratigrafia di un fumettista è un percorso tra foto, disegni inediti e appunti per ricostruire le 15 ere che si sono susseguite nella sua vita. O forse solo per dare un senso al passato studio — traumatico — della stratigrafia.

Leologia - mostra su Leo Ortolani al COMICON Napoli 2026

Grafite su foglio: la geologia raccontata da Leo Ortolani

Il primo tentativo all’esame di stratigrafia fu un fallimento. Lo ricorda Leo Ortolani nel panel Grafite su foglio:

«La cosa interessante è senz’altro il modo in cui abbiamo realizzato questa mostra. Tra l’altro, non è neanche mia l’idea: Matteo Stefanelli mi disse ‘Perché non facciamo tipo una specie di stratigrafia del mestiere del fumettista?’. 

Quindi mi sono ricordato vagamente di alcune cose che avevo studiato trent’anni fa.

Sottolineo che all’esame di stratigrafia sono stato bocciato subito, la prima volta. Avevo davanti il professor Emiliano Mutti, che è un luminare della stratigrafia, e vedendomi arrancare nel tentativo di rispondere mi ghiacciò con un ‘Per me lei può anche accomodarsi’.»

Accanto a lui sul palco Antonio Mirizzi, autore di Rat-Man – La scimmia, il topo e il supereroe, e Rosella Nave, ricercatrice dell’Osservatorio Vesuviano, che la geologia non l’ha mai abbandonata.

Leo Ortolani comicon napoli 2026 2
La grande mostra dedicata a Leo Ortolani al Comicon Napoli 2026

Ne è emersa una chiacchierata esilarante e ricca di aneddoti — non tutti da geologi — in cui s’intravede quel Leonardo Ortolani che, nel 1991, si laureò in geomorfologia con una tesi compilativa sul “corso dei cambiamenti del torrente Taro dal Pleistocene fino a oggi.” 

Per quanto la sua vita sia poi proseguita su un binario totalmente diverso, non si fa il geologo, si è geologi, e Ortolani continua a esserlo anche nei fumetti.

Il più delle volte, lo fa con la sua irriverenza — vedi Operazione Geode!, riuscita parodia del film su 007 con la Spectre sostituita da un’organizzazione criminale di geologi che vuole tornare all’età della pietra.

«Il bello è che la Geode esiste davvero. Se cercate sul web “Geode Parma” trovate una società che hanno aperto i miei amici quando si sono laureati in geologia. Hanno pensato di fare un gruppo dei geologi più bravi del corso; non mi hanno chiamato, infatti. 

Quindi Micarov è Michiara, è un geologo esistente, il professor Albertus è Alberto Giusiano, con cui abbiamo passato non soltanto l’università ma anche il liceo, di cui sono amicissimo. Sono tutti amici carissimi.

La cosa bella era proprio pensare a questa cosa: quale nemico potrebbe essere più potente di tutti? Qualcuno che può influire sulla capacità di cambiare la Terra. Perché al di là dell’economia, al di là di tutto, poi alla fine noi abitiamo sulla Terra. E quindi sì: geologi contro la Terra. Che paradosso.»

Leo Ortolani comicon napoli 2026

Ci sono casi, però, in cui la geologia torna in una forma inaspettata e poetica, come in Tapum, che è sì una storia di guerra — una ‘geomorfologia della guerra’, come l’ha definita Mirizzi —, ma anche un racconto della memoria sensoriale impressa nella montagna.

Durante la presentazione del libro alla Feltrinelli, Ortolani aveva rivelato di aver conservato un frammento di roccia della cima dell’Ortigara, dove si combatté la battaglia, chiedendosi quanta storia e vita vi fossero raccolte.

«Chissà quante volte è saltato in aria, quanto sangue avrà assorbito. Sono momenti un po’ particolari. Tapum è un libro… un colpo al cuore.

A volte succede di riuscire a fare dei libri interessanti. Dopo trent’anni era ora. Per questo mi hanno fatto Magister, ecco. Sappiatelo: questo è il motivo!»

In realtà, ci sono trenta e più anni di motivi, stratificati in un unico, grande Leo.

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Vive con un dodo immaginario e un Jack Russell reale, che di recente si è scoperto essere Sith. Grifondoro suo malgrado, non è mai guarita dagli anni '80. Accumula libri che non riesce a leggere, compra ancora i dvd e non guarda horror perché c'ha paura. MacGyver e Nonna Papera sono i suoi maestri di vita.
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