Speciale Comicon 2026 – Makoto Yukimura porta il cuore di Vinland Saga a Napoli

Nel corso dell'edizione 2026 del Comicon Napoli abbiamo avuto modo di partecipare a due incontri con il Maestro Makoto Yukimura per intraprendere un viaggio attraverso Vinland Saga. Capolavoro che ha visto la sua conclusione proprio lo scorso anno

Carmela Massa
copertina speciale comicon makoto yukimura

Abbiamo avuto la fortuna di essere presenti a due incontri dedicati a Makoto Yukimura al COMICON Napoli e, in qualche modo, è stato come trascorrere un po’ di tempo accanto al Sensei.

Due appuntamenti diversi, ma complementari, che ci hanno permesso di osservare sia l’artista che l’uomo dietro Vinland Saga.

Durante il primo incontro, Yukimura ha lasciato parlare soprattutto il suo talento, disegnando dal vivo Askeladd e Thorfinn mentre Angelo Sommobuta, Claudia Calzuola e Cristian Posocco (entrambi esponenti di Star Comics) accompagnavano il pubblico dentro il processo creativo dell’opera.

Speciale Comicon 2026 - Makoto Yukimura porta il cuore di Vinland Saga a Napoli

Ma il cuore di questa edizione del Comicon è stato senza ombra di dubbio il secondo incontro, in cui il maestro si è completamente aperto al pubblico, raccontando senza filtri il peso emotivo di vent’anni di serializzazione, il rapporto con i suoi personaggi e la filosofia che ha trasformato Vinland Saga in qualcosa che va ben oltre un semplice manga storico.

Vent’anni possono bastare per cambiare completamente una persona. Nel caso di Makoto Yukimura, sono bastati anche per trasformare un manga storico sui vichinghi in una delle opere più profonde e umane del fumetto contemporaneo.

L’incontro del maestro al COMICON Napoli non è stato il classico panel celebrativo dedicato alla conclusione di Vinland Saga. Più il talk andava avanti, più diventava evidente come il Sensei non stesse semplicemente raccontando la fine della sua opera, ma anche il lungo percorso personale che lo ha accompagnato durante la serializzazione.

Perché Vinland Saga, oggi, non è soltanto la storia di Thorfinn. È il racconto di un autore che per oltre due decenni ha cercato di capire cosa significhi davvero crescere, affrontare il senso di colpa, imparare a perdonare e continuare a credere nella pace in un mondo che sembra costruito attorno alla violenza.

Makoto Yukimura Mostra Vinland Saga Comicon 2026

“È stato come crescere un figlio”

Alla domanda su come ci si senta a mettere la parola fine a un progetto durato due decenni, Makoto Yukimura ha risposto con una sincerità disarmante. Ha raccontato di aver iniziato Vinland Saga nel 2005 e di considerarlo, simbolicamente, il suo vero primogenito.

“È stato come finire di crescere un figlio”,

ha spiegato sorridendo.

“Ora che è indipendente ed è diventato amico vostro, sono fiero come padre”.

Una frase semplice, ma che racconta perfettamente il rapporto quasi biologico che molti mangaka instaurano con le proprie opere.

Nel caso di Yukimura, però, questo legame assume una dimensione ancora più forte perché Vinland Saga non è mai stato soltanto un manga d’avventura.

È stato un laboratorio umano e filosofico attraverso cui l’autore ha cercato di capire cosa significhi davvero maturare.

Lo ha ammesso lui stesso durante l’incontro che quando iniziò a lavorare alla serie aveva appena 27 anni e un’idea ancora vaga di cosa fosse diventare adulti. Solo col tempo, con il lavoro e soprattutto con la paternità, quella risposta ha iniziato a prendere forma.

“Essere adulti significa diventare genitori di cui i figli possano essere fieri… Questo me lo hanno insegnato i miei figli, i lettori e i manga”.

Vinland Saga: la guerra raccontata da chi sogna la pace

Uno dei passaggi più intensi del talk è arrivato quando si è parlato della filosofia che ha reso iconico Thorfinn: “Io non ho nemici”. Una frase ormai entrata nella cultura pop contemporanea, ma che Makoto Yukimura continua a considerare una vera e propria scommessa narrativa.

Nel panorama manga giapponese, dove il combattimento è spesso il principale motore dell’intrattenimento, Yukimura ha deciso di percorrere la strada opposta, ovvero, costruire un protagonista che rifiuta la violenza.

“Mi sono chiesto se fosse possibile creare un personaggio cool senza farlo combattere”

Makoto Yukimura Mostra Vinland Saga Comicon 2026

“Se i lettori si fossero identificati in lui, forse avrebbero smesso di combattere anche loro”.

Non è un discorso ingenuo né utopistico. Anzi, il Sensei sembra perfettamente consapevole della brutalità del mondo contemporaneo. Proprio per questo il messaggio di Thorfinn assume un peso ancora maggiore.

Durante il talk, il mangaka ha collegato questa filosofia al concetto di abbassare le difese. Secondo Yukimura, il vero coraggio non consiste nell’indossare un’armatura, ma nel rinunciare ad averne una.

Ha raccontato persino di aver pensato all’Italia in questi termini: se avesse cercato informazioni negative sul Paese prima di partire, probabilmente sarebbe arrivato prevenuto.

Invece ha scelto di non alzare barriere. Un pensiero che oggi, in un’epoca in cui si respira in ogni dove aria di conflitto, suona quasi rivoluzionario.

Il dolore di ciò che non vedremo mai

Ripercorrendo ciò che è accaduto nel corso di questi due incontri, non possiamo che menzionare il momento in cui è stato fatto cenno ad una parte mai realizzata di Vinland Saga.

Yukimura ha confessato di aver progettato un intero arco narrativo ambientato durante il viaggio verso l’Impero Bizantino. Thorfinn e i suoi compagni sarebbero arrivati fino a Istanbul, incontrando persino il fratello di Serpe, membro della Guardia Variaga.

Il progetto, però, non è mai stato sviluppato. L’autore ha spiegato che avrebbe voluto visitare Ucraina, Russia e Turchia per documentarsi direttamente sul territorio, ma che il viaggio è stato cancellato a causa della guerra.

Ed è proprio qui che Yukimura ha pronunciato una delle frasi più significative dell’intero panel:

“Senza pace non è possibile scrivere manga”.

Non era una battuta. Né una provocazione. Era il riconoscimento di quanto la creazione artistica dipenda dalla possibilità di osservare, viaggiare, incontrare persone e assorbire il mondo senza paura.

In fondo, anche questa è Vinland Saga: un’opera nata dal desiderio di capire gli esseri umani prima ancora che di raccontare i conflitti.

Thorfinn, la colpa e il perdono

Non è mancata la commozione, soprattutto perché gran parte del talk si è concentrata sulle tavole più emotivamente devastanti dell’opera, in particolar modo, quelle legate alla redenzione di Thorfinn.

Makoto Yukimura ha raccontato quanto sia stato difficile realizzare le scene in cui il protagonista affronta il peso delle proprie colpe. Per lui, Thorfinn è sempre stato contemporaneamente vittima e carnefice: un uomo distrutto dalla violenza ma anche responsabile di averla perpetuata.

Ed è qui che entra in scena Hilde. Secondo Yukimura, il personaggio è nato con uno scopo preciso, ovvero, diventare la vittima capace, un giorno, di perdonare Thorfinn.

Makoto Yukimura Mostra Vinland Saga Comicon 2026

La celebre scena del perdono rappresentava uno degli obiettivi finali dell’intera opera. L’autore ha persino confessato che, fino all’ultimo, non era sicuro di riuscire a renderla credibile.

Ma il momento più toccante, ma allo stesso tempo anche divertente, è stato quando lui stesso ha ammesso tra una risata e una battuta tagliente, di aver pianto molto durante la realizzazione della tavola.

“Se riesci a perdonare chi ha ucciso tuo padre, allora chi non puoi perdonare?”

In quella frase si condensa tutta la filosofia di Vinland Saga. Non un’esaltazione della bontà assoluta, ma la disperata ricerca di una possibilità di redenzione anche per chi ha commesso errori terribili.

Il Maestro Makoto Yukimura contro il tempo

Naturalmente non sono mancati momenti più leggeri. Quando gli è stato chiesto quale fosse il suo vero nemico, il Maestro Yukimura ha risposto ridendo: il tempo.

Difatti, egli stesso ha ammesso di non essere mai riuscito a rispettare una scadenza in vent’anni di serializzazione e di aver probabilmente fatto impazzire i suoi editor. Ma dietro la battuta si percepiva anche l’ossessione di chi vuole dare tutto alla propria opera.

“Se voglio fare un buon lavoro, ho bisogno di tempo”.

Ed è forse questa la chiave per capire perché Vinland Saga abbia lasciato un segno così profondo. Non solo per la qualità della scrittura o per la potenza delle tavole, ma perché ogni pagina sembra davvero il risultato di una ricerca personale lunga vent’anni.

Quando il talk si è concluso, Makoto Yukimura ha salutato il pubblico italiano dicendo di lavorare sempre “da solo, al buio, in una stanza”, e che incontri come questo gli ricordano che dall’altra parte esistono davvero dei lettori.

Forse è stata proprio questa la sensazione dominante dell’intero evento: vedere un autore che, dopo aver raccontato per decenni il viaggio di Thorfinn verso l’umanità, sembrava finalmente rendersi conto di non averlo affrontato da solo.

Makoto Yukimura Mostra Vinland Saga Comicon 2026

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Appassionata di musica, anime, manga e serie tv, vivo la vita come se fossi la protagonista di un teen drama. Anche adesso che ho passato la 30ina. Amo scrivere di tutto ciò che mi emoziona ed è da piccola che sogno di sposare Goku e salvare il mondo insieme a lui!
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