Medea, la straniera delle stelle: il mito rinasce nella fantascienza di Rita Petruccioli

Una rilettura originale del mito di Medea che mescola fantascienza, politica e identità. Nel fumetto di Rita Petruccioli la celebre figura tragica diventa una straniera aliena e potente, al centro di una narrazione corale che mette in discussione il mito dell’infanticidio e riflette su potere, genere ed esclusione sociale

Chiara
copertina recensione medea

La Medea che conosciamo è quella che uccide i figli, mentre tutto il resto viene dopo. Il fumetto di Rita Petruccioli parte esattamente da qui, ma invece di costruire un’altra interpretazione si concentra su una crepa: e se questa versione fosse solo una delle tante?

Il riferimento non è tanto Euripide quanto Medea. Voci di Christa Wolf, che smonta la narrazione tradizionale e la ricompone attraverso punti di vista diversi. Medea non è più definita da un gesto, ma da come viene raccontata.

Medea usa il suo potere guaritore

Trama

In questo fumetto Medea è una sacerdotessa aliena dotata di enormi poteri, originaria del pianeta Colchis. Fugge dalla sua terra per seguire Giasone, comandante dell’astronave Argo, incaricato dal re di Corinto di riportare in patria il vello d’oro, simbolo di potere e legittimazione.

Il mondo in cui si sviluppa la storia non è quello della tradizione classica. L’ambientazione è fantascientifica, ed è proprio questo l’elemento che permette a Petruccioli di costruire Medea come straniera in senso radicale: non solo diversa per origine, ma percepita come “altra” in modo evidente, quasi aliena. Questa distanza diventa il primo filtro attraverso cui viene letta.

Medea è una figura potente, portatrice di conoscenze e capacità che la rendono utile, ma allo stesso tempo difficile da controllare. La città reagisce costruendo attorno a lei una narrazione che la isola progressivamente, fino a renderla sempre più estranea e malvista.

La storia è corale e si costruisce per frammenti, alternando presente e passato e mettendo insieme versioni diverse degli stessi eventi: il rapporto con Giasone, il ruolo politico della città, la progressiva trasformazione di Medea in una figura da isolare e colpevolizzare.

Petruccioli interviene su uno degli elementi più radicati del mito: l’infanticidio. Non lo usa come punto fermo, ma come qualcosa da interrogare. Medea non viene ridotta a quel gesto: le sue azioni restano complesse, discutibili, ma vengono inserite in un sistema più ampio, in cui responsabilità individuale e costruzione collettiva della colpa si sovrappongono.

 

Perché Medea

La versione più famosa è la tragedia di Euripide, andata in scena ad Atene nel 431 a.C., quella che ha fissato nell’immaginario l’infanticidio e l’idea di una Medea estrema. Ma Medea è un personaggio che attraversa i secoli cambiando forma: non esiste una sola versione e questo è il primo punto da tenere presente.

Tra tutte le riscritture, quella che segna davvero il lavoro di Petruccioli è Medea. Voci. È lì che Medea smette di essere un blocco unico e diventa una figura attraversata da sguardi diversi. Una costruzione collettiva, più che una verità assoluta.

C’è un’origine molto chiara dietro questo libro. Petruccioli incontra Medea a diciott’anni, al liceo classico, leggendo Euripide. Non è tanto l’infanticidio a colpirla, quanto una frase pronunciata da Medea: “Preferirei andare in guerra tre volte piuttosto che partorire una sola volta”. È lì che prende forma una figura femminile che rifiuta il ruolo assegnato, che esprime una forza difficile da contenere. Col tempo quella frase cambia peso, si approfondisce, diventa più concreta.

La scelta di Petruccioli di raccontare Medea passa quindi soprattutto attraverso Christa Wolf, che la rilegge come capro espiatorio, come figura su cui una società scarica le proprie contraddizioni. Da qui il fumetto prende una direzione precisa: spostare lo sguardo da ciò che Medea fa al modo in cui viene raccontata.

Medea dice a Giasone che vuole governare Colchis e afferma "VOGLIO IL POTERE DI MIGLIORARE LA VITA DI TUTTI."

La fantascienza come spazio di libertà

Uno degli elementi più interessanti del fumetto è l’uso della fantascienza. Non è una scelta estetica, né un modo per modernizzare il mito, ma è una vera e propria scelta strutturale.

Spostare Medea fuori dal mondo classico significa liberarla da un contesto già codificato. Il mito, così come ci è arrivato, porta con sé una serie di interpretazioni sedimentate, difficili da scardinare. La fantascienza permette di creare uno spazio alternativo, in cui queste stratificazioni possono essere messe in discussione senza doverle affrontare frontalmente.

È qui che entra in gioco il tema della “straniera”. Medea lo è sempre stata, ma in questo caso la sua alterità diventa visibile e concreta. Non è solo una differenza culturale o simbolica: è qualcosa che passa dal corpo, dall’aspetto, dalla percezione immediata. Trasformare quindi Medea in una figura aliena, con una pelle diversa, significa spostare il tema della “straniera” su un piano più universale.

Se fosse collocata in un contesto reale, questa dinamica verrebbe letta attraverso categorie già note o rischierebbe di restringersi a un caso specifico. La fantascienza evita questo passaggio: non definisce “da dove” viene Medea, ma insiste sul fatto che venga percepita come diversa.

Questo spostamento ha un effetto preciso: rende il meccanismo dell’esclusione più leggibile. Si crea perciò un bellissimo paradosso: allontanando la storia dalla realtà, la rende più vicina a chi legge. Inoltre la fantascienza, per sua natura, lavora sull’essere umano attraverso ciò che umano non è. Inserire Medea in un contesto alieno permette di parlare di identità, potere e discriminazione senza ancorarli a un caso specifico, ma rendendoli riconoscibili in modo più ampio.

Potere, rabbia, possibilità

Il potere è uno dei nuclei centrali del libro, ma non ha un solo significato. Nel racconto il potere assume forme diverse: troviamo il potere oppressivo, quello di Corinto, concentrato in poche mani e costruito su disuguaglianze profonde, il potere di Medea, che è sia politico sia magico e poi quello più importante come filo conduttore narrativo, ovvero il potere inteso come possibilità.

Medea non vuole dominare, vuole trasformare. Il suo obiettivo è usare ciò che possiede come la capacità, la conoscenza e la sua magia per migliorare la vita di tutte e tutti. È qui che il personaggio trova una direzione diversa rispetto a molte interpretazioni precedenti.

Eppure questa tensione si scontra con i limiti del suo agire. Medea è forte, ma anche fragile, è fallibile, insicura, a volte goffa. Come affermato dall’autrice, la sua Medea in questo senso ricorda alcune eroine dell’animazione giapponese come Sailor Moon (Naoko Takeuchi), che è stata per lei di forte ispirazione. Non a caso uno dei punti imprescindibili dell’opera è che la forza passa anche attraverso la vulnerabilità. Questa ambivalenza è il cuore del personaggio.

Medea chiede a Giasone com'è Corinto e lui la rassicura che le piacerà

Donne, comunità, sistema

Un altro livello fondamentale che vale la pena approfondire è quello delle relazioni tra donne. Accanto a Medea ci sono altre figure femminili che condividono una consapevolezza simile: donne che hanno scelto di uscire dai ruoli imposti, che costruiscono una comunità alternativa, fatta di legami che superano le categorie tradizionali: sono sorelle, madri e figlie allo stesso tempo.

Dall’altra parte ci sono le donne di Corinto, intrappolate in ruoli rigidi, private di libertà, costrette a esistere dentro uno spazio definito. Chi prova a infrangere queste regole viene punita, marchiata, esclusa dalla vita pubblica.

Il fumetto costruisce così un sistema complesso, dove la questione di genere si intreccia con quella sociale e politica.

 

Anche gli uomini sono dentro la gabbia

La critica alla mascolinità tossica è presente, ma non superficiale. Gli uomini non possono mostrarsi fragili, non possono piangere, e quando lo fanno lo vivono come una colpa.

Giasone è il punto in cui questo meccanismo diventa più evidente. All’inizio il rapporto con Medea è costruito su un riconoscimento reciproco: si vedono, si scelgono anche perché si riconoscono simili, entrambi ambiziosi, entrambi proiettati verso qualcosa di più grande. Ma una volta arrivati a Corinto questo equilibrio si rompe.

Dentro il sistema di potere della città, Giasone non può permettersi di riconoscere pubblicamente il ruolo di Medea. Non può dire che il vello d’oro è arrivato grazie a lei, né che il suo potere è superiore al suo. Farlo significherebbe perdere posizione, esporsi, uscire dal ruolo che gli è stato assegnato.

È qui che la relazione si incrina davvero. Non tanto per una scelta individuale, ma perché Giasone aderisce a un modello che lo costringe a ridefinire ciò che è accettabile: il merito diventa appropriazione, il riconoscimento diventa silenzio.

Il sistema patriarcale che struttura Corinto produce questa dinamica. Danneggia le donne, ma limita anche gli uomini, imponendo un’idea di forza che esclude la vulnerabilità e trasforma ogni relazione in una questione di posizione.

In questo senso, la tragedia non nasce solo dalle azioni dei personaggi, ma dallo spazio in cui sono costretti a muoversi.

Banchetto reale a Corinto medea

La scelta grafica

Il fumetto ha un’identità visiva molto precisa, che dialoga con l’animazione degli anni ’80 e ’90: I Cavalieri dello Zodiaco (Masami Kurumada), Lady Oscar (Riyoko Ikeda), Ulysse 31.

La palette è essenziale ma significativa. Il giallo è il punto di partenza: magia, sacralità, potere, lo troviamo ad esempio negli accessori delle donne di Colchis. Il rosso, il colore del sangue, entra nei momenti di rottura, quando la tragedia si manifesta. Il blu tiene insieme l’universo visivo, legandolo anche allo spazio e alla dimensione fantascientifica.

Ogni scelta grafica è pensata per essere leggibile e dinamica, mantenendo un equilibrio tra chiarezza e complessità. Anche la struttura e la griglia delle tavole escono dagli schemi tradizionali del fumetto occidentale e restituiscono la dinamicità delle scene, un po’ come accade nei manga.

Medea è un’eroina femminista?

Medea si muove dentro un sistema di disuguaglianze fondato sul genere, sulla provenienza e sulla posizione sociale, e ne è pienamente consapevole. Non si limita a subirle: sceglie di sottrarsi ai ruoli imposti e prova a costruire un’alternativa, per sé ma anche in relazione alle altre donne. È in questo gesto, più che in un’etichetta, che il personaggio assume una dimensione femminista.

Il timore delle donne di Corinto a uscire dai propri ruoli per paura delle conseguenze medea

Rita Petruccioli

Rita Petruccioli, illustratrice e fumettista romana, ha pubblicato con BAO Publishing Frantumi (2017, scritto da Giovanni Masi) e Ti chiamo domani (2019), suo esordio come autrice completa.

Lavora da anni sull’immaginario epico e mitologico, rielaborandolo attraverso il fumetto. La sua formazione tiene insieme studio classico e pratica dell’illustrazione, un doppio sguardo che si riflette chiaramente in Medea, progetto sviluppato nell’arco di circa quattro anni, con una lunga fase di scrittura.

Una scelta di sguardo

La forza del fumetto di Rita Petruccioli sta proprio qui: non nel sostituire una versione a un’altra, ma nel mostrare quanto ogni racconto su Medea sia già, in partenza, una scelta di sguardo.

Portarla nella fantascienza, farne una straniera in senso assoluto, metterne in discussione la colpa e il ruolo dentro la tragedia significa riaprire una figura che troppo spesso è stata ridotta a un solo gesto. In questa riscrittura Medea resta potente, contraddittoria, anche disturbante, ma smette di essere un’immagine immobile.

Ed è forse questo che il fumetto lascia più di tutto: l’idea che certe figure non vadano semplificate, ma rimesse continuamente in discussione. Perché a cambiare, in fondo, non è solo Medea, ma il modo in cui la guardiamo.

Medea

Medea

Autrice: Rita Petruccioli
Formato: 17x23; Cartonato; 272 pagine a colori
Dove trovarlo: Fumetteria, libreria, store online
Editore: Bao Publishing
Prezzo: € 25,00
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Torino, classe 94. Convivo con due gatti e pile infinite di libri e fumetti. Nessuno di loro ha ancora preso il controllo. Per ora.
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