Quando nel 2019 arrivò nelle sale “Finché morte non ci separi” (titolo originale “Ready or Not“), pochi avrebbero immaginato che quell’horror a basso budget sarebbe diventato un piccolo cult contemporaneo, una commedia nera capace di unire intrattenimento e la critica sociale rivolta verso le classi privilegiate e l’appartenenza ad un sistema chiuso ed elitario. Pur con qualche limite, principalmente identificabile con un certo prevedibilità della trama, la pellicola ha saputo conquistare critica e pubblico: le recensioni ottenute sono state ampiamente positive e l’incasso superò i 57 milioni di dollari a fronte di un budget di appena 6 milioni.
Suoceri

“Finché morte non ci separi” si chiudeva con twist finale sorprendente che ribaltava completamente le aspettative dello spettatore: la protagonista Grace (interpretata da Samara Weaving), esce ferita e ricoperta di sangue dalla villa in fiamme, teatro del gioco perverso di cui è stata vittima sotto l’abbagliante apparenza di un matrimonio da sogno. Unica sopravvissuta all’eccidio ordito dalla famiglia Le Domas e scampata ad un legame coniugale che non prospettava nulla di buono, viene soccorsa da un poliziotto che gli chiede cosa è successo. La donna, facendo sfoggio di un invidiabile dono della sintesi, risponde con un’unica parola in grado di riassumere tutto: «suoceri».
Oggi, a sette anni di distanza dal primo capitolo, esce nella sale di tutto il mondo il sequel di quel primo sorprendente film. Come spesso capita quando un primo capitolo è andato così bene si applica il detto: «squadra che vince non si cambia».
Dietro a questo nuovo progetto ritroviamo il duo registico formato da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, membri del collettivo Radio Silence, gruppo di cineasti statunitensi che lavorano insieme alla regia, produzione e scrittura di film, soprattutto nel genere horror.
Torna il team creativo del primo capitolo

La loro carriera si è sviluppata all’interno del cinema di genere, passando per esperienze episodiche in film antologici come “V/H/S” (2012) e “Southbound” (2015), fino all’esordio con “La stirpe del male” (2014) e al successo proprio di “Finché morte non ci separi”.
Negli anni successivi, i due registi hanno consolidato il proprio stile, caratterizzato da una regia estremamente dinamica che restituisce un ritmo intenso alle proprie pellicole, un uso insistito dello splatter e una spiccata tendenza a mescolare horror e commedia.
Purtroppo in “Finché morti non ci separi 2“, proprio questa cifra stilistica sembra irrigidirsi in una formula che appare pigramente ripetitiva.
Alla sceneggiatura torna il team di autori composto da Guy Busick e R. Christopher Murphy, nomi rilevanti nel rinnovamento dell’horror mainstream. Busick è uno degli autori del rilancio della saga di Scream mentre Murphy è il suo collaboratore storico. Insieme, oltre a “Finché morte non ci separi”, hanno collaborato sia al cinema sia in televisione, ad esempio nella serie tv “Castle Rock“.
Two is better than one

La trama di “Finché morte non ci separi 2” riprende esattamente da dove si era interrotta quella del primo capitolo. La protagonista Grace MacCaullay (ancora Samara Weaving), sopravvissuta agli eventi accaduti nel primo capitolo, si ritrova nuovamente coinvolta in un gioco mortale, questa volta ancora più pericoloso.
Accanto a lei compare la sorella Faith MacCaullay (la new entry Kathryn Newton), con cui aveva interrotto i rapporti, mentre nuove e potenti famiglie entrano in scena – tra cui la famiglia Danforth guidata dal patriarca Chester Danforth, interpretato da un sorprendete David Cronenberg – trasformando la caccia in un rituale ancora più complesso e letale. Nel cast entrano Sarah Michelle Gellar (nella parte di Ursula Danforth, figlia maggiore di Chester Danforth) e un brillante Elijah Wood (nei panni di sinistro avvocato, architetto del crudele gioco di cui sono vittime Grace e Faith) che ci regala la performance attoriale più convincente.
Una replica delle dinamiche del primo film

L’obbiettivo dichiarato di “Finché morte non ci separi 2” sembra essere quello di voler ampliare l’universo narrativo della saga con la speranza che un eventuale successo possa dare vita ad un nuovo franchise cinematografico. Purtroppo, dal nostro punto di vita, questo sequel rimane impantanato nella struttura di base del primo film.
Se il primo film funzionava grazie all’effetto sorpresa e alla capacità di giocare con i codici del genere, questo sequel soffre proprio dell’assenza di tali elementi. La sensazione che abbiamo provato durante tutti i 108 minuti di pellicola è quella di un’opera che si limita a replicare in maniera meccanica la formula che ha reso vincente il primo film, senza riuscire ad introdurre elementi realmente innovativi. Il problema principale è rappresentato dalla sceneggiatura, che rinuncia a qualsiasi vero colpo di scena, appiattendosi su una progressione narrativa prevedibile. Là dove il primo capitolo sorprendeva, il secondo si limita a intrattenere, senza mai realmente coinvolgere.
Anche sul piano registico, Bettinelli-Olpin e Gillett dimostrano ancora una volta di sapere maneggiare la materia, ma si ostinano a proporre soluzioni ormai prevedibili quali l’uso reiterato dello splatter e delle esplosioni corporee, elementi che hanno divertito nel primo film ma che nel sequel perdono l’effetto sorpresa. Il risultato finale è una cifra registica pigra, piena di espedienti narrativi già visti, che non aggiungono nulla a quanto già visto nel primo capitolo della saga.
Un sequel incapace di evolversi

“Finché morte non ci separi 2″ è un sequel che conferma i limiti di un’operazione che sembra essere costruita principalmente per capitalizzare un successo del passato, senza voler osare ad espanderne davvero il potenziale creativo. Pur rimanendo un prodotto che a tratti riesce a divertire, manca completamente della scintilla di originalità che aveva reso interessante il film del 2019.
Il risultato finale è un’opera derivativa, incapace di evolversi e che probabilmente dimenticherete molto presto dopo essere uscita dalla sala cinematografica. “Finché morte non ci separi 2″ rappresenta la classica occasione mancata, un vero peccato soprattutto considerando le premesse e il talento degli attori coinvolti e dei suoi autori.
“Finché morte non ci separi 2” è al cinema a partire dal 9 aprile, distribuito da Searchlight Pictures.


