Oggi prende ufficialmente il via una nuova edizione di Lucca Collezionando, l’appuntamento primaverile dedicato al fumetto, al collezionismo e alla cultura vintage-pop che negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio sempre più importante nel panorama delle manifestazioni italiane dedicate alla nona arte. Un festival dal ritmo più raccolto e “slow” rispetto alla grande macchina autunnale di Lucca Comics & Games, ma non per questo meno ricco di contenuti, incontri e occasioni di approfondimento per appassionati, collezionisti e professionisti del settore.
Per noi di MegaNerd questa edizione ha un significato speciale. Dopo essere stati media partner di Lucca Comics & Games, infatti, quest’anno abbiamo il piacere e l’onore di affiancare anche Lucca Collezionando come partner mediatico. Un riconoscimento che ci rende particolarmente orgogliosi e che rafforza un rapporto costruito nel tempo con una delle realtà culturali più importanti del nostro Paese quando si parla di fumetto, gioco e immaginario pop.
Per l’occasione abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Emanuele Vietina, Direttore Generale di Lucca CREA S.r.l. e Direttore di Lucca Comics & Games, una figura che negli ultimi anni ha contribuito in modo decisivo a definire la visione culturale e organizzativa degli eventi lucchesi. Con lui abbiamo parlato proprio di Lucca Collezionando, della sua identità sempre più definita all’interno del calendario delle manifestazioni dedicate al fumetto e del percorso che ha portato questo festival a diventare un punto di riferimento per collezionisti, studiosi e appassionati.
Nel corso dell’intervista abbiamo ripercorso anche il suo percorso personale, che parte da una passione autentica per le storie e per il fumetto e arriva fino alla guida di uno dei progetti culturali più importanti d’Europa. Un viaggio che intreccia passione, formazione e una visione precisa di ciò che un evento culturale può rappresentare oggi: non solo una fiera o un salone, ma un luogo di incontro e di costruzione di comunità.
Con Vietina abbiamo inoltre approfondito l’evoluzione di Lucca Collezionando, arrivato ormai alla sua nona edizione, e il modo in cui la manifestazione è riuscita a trovare una propria identità accanto al gigantesco universo di Lucca Comics & Games. Un evento più raccolto, ma pensato proprio per valorizzare il dialogo tra generazioni di lettori, tra tradizione e nuove linee editoriali, tra memoria del fumetto popolare e sguardo verso il futuro.
Non sono mancati poi i riferimenti agli ospiti e alle mostre di quest’anno – a partire dal grande protagonista Sergio Gerasi, autore del manifesto ufficiale con cui abbiamo fatto una bella chiacchierata nei giorni scorsi – così come una riflessione più ampia sul valore del collezionismo nell’era digitale, sul rapporto sempre più significativo tra lettori e oggetti fisici e sull’importanza di mantenere una dimensione partecipativa attraverso il gioco e gli incontri con gli autori.
Ne è nata una conversazione ricca di spunti, che racconta non solo l’organizzazione di un festival, ma anche una visione più ampia della cultura pop come spazio condiviso, fatto di storie, oggetti, comunità e memoria.
Ecco cosa ci ha raccontato Emanuele Vietina.

Ciao Emanuele, benvenuto sulle pagine di MegaNerd. Ci racconti il percorso che ti ha portato alla guida di Lucca Crea, la società che organizza Lucca Comics & Games e Lucca Collezionando?
Un caro saluto a tutti gli amici di MegaNerd e grazie per questa bella chiacchierata.
È una domanda per cui c’è una risposta corta e una lunga. Quella corta è che probabilmente sono qui perché, sin dall’inizio degli anni ’80, ero un mega nerd: appassionato di storie in tutte le loro forme. Quella lunga comincia con me che, mano nella mano con mia madre, entro nel pallone pressostatico in piazza Napoleone, dove erano passati Kirby, Stan Lee e tutti i grandi del fumetto.
Prosegue nel palazzetto dove nacque Lucca Games, lì muovo i primi passi come volontario organizzando attività, spostando sedie, aiutando gli ospiti. Parallelamente seguo un percorso di formazione umanistica e poi economico-gestionale, cercando di tenere insieme tutto ciò che serve per organizzare un “monster event”: dalla finanza alla sicurezza, fino alle discipline dell’artigianato umanistico.
Proprio da qui nasce il tentativo di una “direzione olistica”, che ci permetta di difendere le culture che amiamo con una solida struttura organizzativa. In qualche modo non ho mai smesso di fare il Dungeon Master.

Quando ci siamo incontrati in occasione della grande mostra di Amano Corpus Animae dedicata al Sensei Yoshitaka Amano, ci hai confidato – con grande orgoglio – di essere tu stesso un MegaNerd. Ecco, cosa prova un appassionato come te a essere al timone di una delle manifestazioni più importanti al mondo dedicate al fumetto e alla cultura pop?
Senza saperlo, la risposta l’ho già data con la prima domanda. Essere al timone di questo progetto, anzi, meglio, accompagnarlo non mi fa provare emozioni così diverse di quando facevo il master nei giochi di ruolo. È la stessa sensazione dei momenti in cui organizzavo tornei o spostavo sedie tra un palazzetto e un padiglione. Certo, cambia la responsabilità, molto più grande oggi. Ma non cambia l’approccio: umiltà e disponibilità. Evitiamo parole come “fiera” o “salone” proprio perché vogliamo costruire un evento partecipativo e trasformativo, progettando anche gli spazi affinché la comunità possa esprimersi. Per me è come non aver mai smesso di stare attorno a un tavolo a raccontare storie.
Se Lucca Comics & Games ormai è l’evento autunnale per eccellenza, in grado di attirare l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori di tutto il mondo, Lucca Collezionando gli fa un po’ da contraltare: un Festival più raccolto, mirato ovviamente ai collezionisti e ai cultori del mondo vintage-pop, ma non solo. È ormai una kermesse con una sua identità precisa, che anno dopo anno raccoglie sempre più consensi: ci parli dell’organizzazione di questa manifestazione?
Per noi fare manifestazioni significa offrire un servizio. “Event as a service”, eventi pensati per creare relazioni culturali. Collezionando è un progetto mirato. Se Lucca Comics & Games costruisce un grande percorso intorno al sogno autoriale, Collezionando lavora su un focus specifico: prendersi cura di comunità peculiari. Nasce dalla nostra missione di innovare coltivando la tradizione, con uno stile “Slow Comics”: tempi distesi, spazi di approfondimento, incontri che sollecitano consapevolezze.
È anche un momento di riflessione su collezioni, memoria e periodici, come punto di riferimento annuale. Allo stesso tempo è un crocevia tra generazioni, tra appassionati di ieri e di oggi. E resta uno spazio dedicato al piacere e alla condivisione tra fumetto popolare, cultura vintage, collezionismo e gioco.

L’edizione 2026 di Lucca Collezionando segna il traguardo della nona edizione. Come si è evoluta la manifestazione negli ultimi anni e quali sono gli elementi che oggi la rendono un appuntamento unico nel panorama delle fiere italiane dedicate al fumetto e al collezionismo?
L’edizione 2026 è significativa perché apre il percorso verso il sessantesimo anniversario del Salone e della storia tra Lucca e il fumetto. Collezionando ha mantenuto al centro il fumetto popolare italiano e le sue comunità, affiancando una crescente attenzione all’autore e all’artista, e creando un dialogo tra collezionismo ed editoria. Negli ultimi anni è cresciuta la presenza degli editori e l’attenzione alle novità, insieme a una dimensione più riflessiva e critica, anche grazie a giornalisti e studiosi. Oggi questa evoluzione si sintetizza in iniziative come il convegno al Ridotto del Teatro del Giglio. In sostanza Collezionando è cresciuta su due direttrici: apertura alle nuove linee editoriali e rafforzamento del dialogo con il collezionismo e la riflessione critica.
Anche quest’anno l’evento si terrà al Polo Fiere di Lucca. Quanto è importante questo spazio per mantenere l’atmosfera più “slow” e raccolta che caratterizza Collezionando rispetto ad altri grandi eventi pop?
Il Polo Fiere è un asset molto importante per Lucca Crea. A Collezionando diventa uno spazio più raccolto, quasi intimo, con ampie aree e una posizione vicina al centro, che permette un’esperienza articolata. Qui la manifestazione si sviluppa su più livelli: fumetto ed editoria, intrattenimento con giochi, e uno spazio esterno più conviviale così da alternare approfondimenti, incontri con tempi più distesi dove entra in gioco l’idea di “slow”, anche all’esterno, tra chiacchiere ed esperienze legate al cibo. Il Polo Fiere non è solo una sede, ma parte integrante del progetto.

Lucca Collezionando mostra un’attenzione sempre maggiore ai grandi autori italiani: quest’anno tra i grandi protagonisti ci sarà un talento purissimo come Sergio Gerasi, che con la sua rinnovata Valentina ha conquistato il manifesto ufficiale e una grande mostra. Quando avete pensato a lui la prima volta?
Vorrei ringraziare Sergio Gerasi per una delle affissioni più interessanti degli ultimi anni. È un’immagine significativa, una Valentina immersa nella lettura, nell’atto di “consumare cultura”. Di fatto le Valentina sono due. Quella contemporanea di Gerasi e l’eredità di Guido Crepax, resa possibile anche grazie alla famiglia Crepax. Per una manifestazione come la nostra, unire Gerasi e Crepax è stato molto importante. Gerasi è riuscito a intercettare le sensibilità del futuro restando profondamente radicato nella tradizione.

Oltre a Sergio Gerasi, tra gli ospiti finora annunciati figurano autori molto diversi tra loro, come i vignettisti satirici Vauro Senesi e Mario Natangelo, oltre al fumettista francese Neyef. Come costruite ogni anno il mix tra autori italiani, internazionali e figure provenienti da ambiti diversi del fumetto?
È una domanda interessante, legata anche all’evoluzione recente di Collezionando. Negli ultimi anni abbiamo rafforzato uno sguardo più riflessivo e critico sul giornalismo a fumetti, sulla critica e sul dialogo con il mondo accademico. In questo percorso, la satira è centrale. Fa parte delle origini stesse di Lucca e resta fondamentale per la sua capacità di sintetizzare il presente attraverso parole e immagini. Accanto alla satira, lavoriamo sul dialogo tra mondi diversi dal fumetto popolare italiano, con le nuove generazioni fino alla scena internazionale.
L’incontro tra tradizione e innovazione, tra autori italiani e stranieri, è uno degli elementi che definiscono l’identità della manifestazione, insieme all’apertura ad altri linguaggi come illustrazione, arte contemporanea e gioco.
Le mostre sono sempre una componente centrale di Lucca Collezionando. Quanto conta per voi il rapporto tra esposizione artistica e incontro diretto con gli autori?
Le mostre sono da sempre un elemento centrale nella tradizione di Lucca Comics & Games e nel modo di raccontare il fumetto in Italia. Collezionando affianca alle esposizioni artistiche anche un’attenzione alla cultura materiale. Da un lato mostre dedicate agli autori, come quella su Sergio Gerasi; dall’altro esposizioni sugli oggetti legati all’immaginario, che diventano parte della biografia sentimentale delle persone. Negli anni abbiamo raccontato diversi universi, dalle carte collezionabili ai grandi franchise. Il punto è mettere in relazione emozioni, storie e valori, unendo mostre, incontro con gli autori e dimensione della mostra-mercato.

Il nome stesso della manifestazione mette al centro il collezionismo. Oggi, nell’era del digitale, come sta cambiando il rapporto dei lettori con l’oggetto fisico – dalle tavole originali alle prime edizioni fino alle carte collezionabili?
Nell’era del digitale, il rapporto con l’oggetto fisico non diminuisce, tuttavia si arricchisce di significato. Se le storie rappresentano una cultura ideale e gli eventi una cultura rituale, gli oggetti appartengono alla cultura materiale. Sono strumenti con cui ci prendiamo cura del nostro immaginario e spesso diventano chiavi per interpretare il presente. Insomma, gli oggetti che collezioniamo non sono semplici cose; raccontano la nostra storia, una vera biografia sentimentale.
Tra le attività più amate ci sono le aree dedicate al gioco analogico, come tornei, dimostrazioni e spazi per giocare liberamente. Quanto è importante per voi mantenere questa dimensione partecipativa e non solo espositiva della fiera?
Collezionando vive su tre livelli: esposizione, dimensione conviviale e gioco. Mantenere una dimensione partecipativa è fondamentale; non vogliamo spettatori, ma partecipanti. Il secondo elemento è il tempo perché vorremmo dare la possibilità di vivere un’esperienza più lunga e di qualità. In questo senso, il gioco è centrale, generando storie ed esperienze condivise.

Dopo nove edizioni, quali sono le sfide principali per il futuro di Lucca Collezionando?
Tra le sfide principali c’è sviluppare una vera critica del fumetto, capace di leggere il passato e intercettare il futuro. Per noi Collezionando deve essere sempre più un luogo di riflessione su storia, periodici e biografie degli autori.
Allo stesso tempo, la sfida è crescere senza perdere apertura evitando ogni forma di elitismo e rimanendo un evento per tutti, con un pubblico ampio e partecipativo.
Guardando avanti, quali sono gli aspetti che vorreste sviluppare maggiormente nelle prossime edizioni?
Sul piano culturale le direzioni sono quelle già accennate. Sul piano fieristico vogliamo far crescere la dimensione dell’oggetto d’affezione, lavorando sull’“archeologia” del collezionismo. Continueremo a investire nella partecipazione degli editori e nella valorizzazione del collezionismo di qualità. Stiamo immaginando nuovi modi per dare più spazio agli espositori specializzati nel raro, costruendo percorsi che, partendo dagli oggetti, permettono di raccontare le storie al centro di Collezionando.
Grazie davvero per essere stato con noi, Emanuele. Ti auguriamo davvero una splendida edizione di Collezionando!
Emanuele Vietina
Esperto di marketing culturale e di storytelling transmediale, Emanuele Vietina, vice direttore di Lucca Comics & Games dal 2007, è oggi alla guida del Festival e direttore generale di Lucca Crea, la società del Comune di Lucca che organizza e gestisce quella che è la più importante manifestazione crossmediale d’Europa: Lucca Comics & Games. È stato responsabile della sezione Games (giochi da tavolo e videogames) per 15 anni, e nel frattempo ha sviluppato e avviato alcuni nuovi ambiti del festival: uno dedicato al mondo Fantasy (sul piano artistico e narrativo), e uno dedicato al Cinema, alle Serie TV e all’Home Entertainment.
Manager e autore di molti progetti di successo legati all’edutainment e alla gamification come “Dark Ride, The webgame” (INDIRE 2007), “Terre di Optimalia” (premiato come il Miglior Programma Educativo Italiano nel 2008) e Scarty (2015/2106), dove ha pianificato e guidato l’innovativo programma di gioco organizzato dedicato al riciclo e alla gestione dei rifiuti. In Italia è stato uno dei primi manager e curatore di mostre sull’arte fantasy e sulla concept art, prevalentemente dedicate al cinema e ai videogiochi. Per citarnealcune: Alan Lee and John Howe (Signore degli Anelli), Iain McCaig (Star Wars), Brian Froud (Labyrinth e Dark Crystal), Behind the Brotherhood (Assassin’s Creed), Naughty Dogs XXX Anniversary.


