Diretto da Kirill Sokolov al suo esordio hollywoodiano e prodotto dai fratelli Muschietti, Ti uccideranno si presenta fin da subito come un progetto ambizioso nelle intenzioni, ma molto meno riuscito nei risultati.
È il classico esempio di film che parte da un’idea eccellente e riesce, passo dopo passo, a rovinarla. Perché sulla carta c’è tutto quello che serve, a partire da una donna in cerca di vendetta e poi una sorella da salvare e un hotel di lusso nel cuore di Manhattan, che nasconde una setta satanica. Un impianto perfetto per un horror vecchio stile, oscuro, carico di atmosfera. E invece il film decide di andare nella direzione opposta.
Asia Reaves (Zazie Beetz, che abbiamo visto in Deadpool 2), ex detenuta per aver quasi ucciso il padre violento, varca la soglia del Virgil, un lussuoso hotel newyorkese, con l’intento di ritrovare la sorella Maria. Ma fin dalla prima notte, scopre che l’albergo nasconde un vero e proprio covo satanico, composto da individui disposti a tutto pur di preservare la propria immortalità.

Nella fase iniziale il film riesce persino a ingranare. Il ribaltamento della protagonista, che da potenziale vittima si impone subito come figura attiva e violenta, introduce una dinamica interessante e rompe le aspettative in modo efficace. Questa scelta dà ritmo all’avvio e crea l’illusione di un percorso narrativo interessante. Tuttavia, dopo una prima parte vivace e relativamente incisiva, la struttura comincia a mostrare le prime crepe.
Quando l’eccesso sostituisce la tensione
Le situazioni si reiterano, le soluzioni visive e narrative si rincorrono senza evolversi davvero e ogni sequenza finisce per replicare la precedente, aumentando soltanto l’intensità degli eccessi. L’accumulo sostituisce lo sviluppo e ciò che inizialmente appare energico e persino divertente, perde pian piano efficacia, trasformandosi in un meccanismo prevedibile che, alla lunga, stanca più di quanto coinvolga.
L’impressione complessiva è quella di un prodotto costruito per eccesso, che richiama in maniera esplicita tanto il cinema di Quentin Tarantino quanto quello di Sam Raimi, ma senza la personalità di nessuno dei due. Sono riconoscibili il gusto per il pulp, l’uso dello splatter in chiave ironica e una costante tensione verso l’eccesso, ma si tratta di elementi riprodotti in superficie, privi di una reale rielaborazione autoriale.

Là dove Tarantino lavora sulla costruzione della tensione attraverso un buon controllo del ritmo, e Raimi trasforma l’abbondanza visiva in linguaggio grazie a un senso molto preciso del tempo comico, qui si assiste piuttosto a una sovrapposizione continua di scene iperboliche. Ne deriva un insieme in cui le singole sequenze non contribuiscono a un vero sviluppo narrativo o a una crescita della tensione, ma si limitano ad alzare progressivamente il livello dell’eccesso. In questo contesto, le trovate più estreme finiscono per ripiegarsi su sé stesse, funzionando più come esibizioni isolate, piuttosto che come elementi organici alla storia. Finendo per perdere, nel lungo periodo, forza ed efficacia.
Ti Uccideranno è un horror che dimentica di fare paura
Ma la cosa che spiazza, in realtà, è che non fa paura, mai, ma proprio mai. Il film non prova neanche lontanamente a costruire atmosfera o suspense. Tutto è filtrato da un’ironia continua che svuota ogni scena di pathos. Il risultato è uno spettacolo di sangue e smembramenti talmente esibito da diventare quasi innocuo, più vicino alla caricatura che a qualcosa di realmente disturbante.
Anche dal punto di vista visivo, dopo un primo impatto interessante fatto di neon, colori saturi e ambienti claustrofobici, subentra la monotonia. Lo stile non evolve, non sorprende più e finisce per girare a vuoto esattamente come la narrazione, sacrificata in nome dell’azione.

Il cast, dal canto suo, fa il possibile. La protagonista ha una presenza scenica notevole e anche gli altri interpreti, (Tom Felton, Heather Graham) riescono comunque a risultare credibili. Menzione d’onore per Patricia Arquette, che si conferma un’attrice di un certo calibro. E in parte il vero rammarico è proprio questo, con una trama così forte e un cast così potente, bastava scegliere un approccio diverso. Un horror più serio, più cupo, più d’atmosfera avrebbe potuto trasformare questa storia in qualcosa di davvero memorabile. Invece l’ironia sparsa ovunque finisce per svuotare tutto, rendendo il film privo di inquietudine e, alla lunga, anche noioso.
Alla fine, Ti uccideranno si riduce a una sorta di scatola confezionata benissimo, ma vuota. E ciò che poteva essere un’esperienza intensa si riduce invece a uno spettacolo eccessivo e autoreferenziale, in grado di intrattenere solo a tratti, prima di rivelare tutti i propri limiti.
Al cinema dal 26 marzo, distribuito da Warner Bros.

Ti Uccideranno
Zazie Beetz: Asia Reaves
Myha'la Herrold: Maria Reaves
Paterson Joseph: Ray Woodhouse
Tom Felton: Kevin
Heather Graham: Sharon
Patricia Arquette: Lilith Woodhouse
Darron Meyer: Ritchie

