Paramount acquisisce Warner Bros. Discovery: 30 film l’anno al cinema con la regola dei 45 giorni

Paramount acquisisce Warner Bros. Discovery per 110 miliardi: almeno 30 film l'anno nelle sale con finestra minima di 45 giorni. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla fusione che cambierà Hollywood

Sfiorata
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Il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery ha ufficialmente approvato la fusione con Paramount, in un’operazione da 110 miliardi di dollari che rappresenta uno dei più grandi accordi nella storia del settore dell’intrattenimento globale, con Paramount che verserà 31 dollari per azione in contanti per tutte le azioni in circolazione di WBD. La chiusura dell’accordo è prevista per il terzo trimestre del 2026, subordinata all’approvazione delle autorità regolatorie — tra cui antitrust e Dipartimento di Giustizia — e al voto degli azionisti di Warner Bros. Discovery, atteso per l’inizio della primavera. L’intesa è stata approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione di entrambe le società, a testimonianza della solidità strategica di un’operazione che promette di ridisegnare in modo profondo gli equilibri dell’industria cinematografica e televisiva mondiale.

Netflix fuori dai giochi: Paramount vince la corsa

Lo scorso dicembre Warner Bros. Discovery aveva avviato trattative con Netflix per la vendita degli studios cinematografici e televisivi — tra cui HBO e HBO Max — per un totale di 82,7 miliardi di dollari, ma nei mesi successivi Paramount Skydance ha lanciato un’offerta ostile per acquistare la società nella sua interezza, inclusa la divisione televisiva con CNN, TBS e altre reti via cavo. Netflix, che aveva quattro giorni lavorativi per pareggiare l’ultima offerta avversaria, ha scelto di non rilanciare e di ritirarsi definitivamente dalla trattativa, comunicando attraverso i suoi co-CEO che l’accordo non era da considerarsi un’operazione indispensabile a qualsiasi prezzo. L’operazione è finanziata con 47 miliardi di dollari di capitale interamente garantito dalla Ellison Family e da RedBird Capital Partners, con la possibilità di coinvolgere ulteriori partner strategici e finanziari alla chiusura definitiva.

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Paramount – L’impegno per il cinema: 30 film e la finestra da 45 giorni

Il cuore dell’annuncio, quello che ha suscitato maggiore interesse tra esercenti e addetti ai lavori, riguarda gli impegni concreti presi dalla nuova entità nei confronti della distribuzione cinematografica tradizionale. Paramount ha dichiarato che la società risultante dalla fusione si impegna a produrre almeno 30 film cinematografici all’anno, ovvero 15 per ciascuno studio, garantendo così una presenza costante e rilevante nelle sale di tutto il mondo per entrambi i marchi coinvolti. L’azienda ha inoltre promesso che i film beneficeranno di una distribuzione completa nelle sale, con una finestra minima globale di 45 giorni prima della disponibilità sulle piattaforme di streaming in abbonamento, rispettando l’attuale finestra standard dell’industria per l’home video.

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Un catalogo immenso e una nuova potenza globale

La società risultante dall’aggregazione porterà in dote un catalogo di oltre 15.000 titoli e migliaia di ore di programmazione TV, con franchise iconici come Harry Potter, Mission: Impossible, Il Signore degli Anelli, Game of Thrones, l’universo DC, Teenage Mutant Ninja Turtles, Transformers, Star Trek e SpongeBob SquarePants. Sul fronte streaming, l’integrazione tra HBO Max e Paramount+ porterebbe a circa 180 milioni di abbonati globali, con ricavi combinati intorno ai 13 miliardi di dollari, mentre nel cinema le attività congiunte potrebbero generare circa 15 miliardi l’anno, con una quota di mercato negli Stati Uniti vicina al 27%, seconda solo a Disney.

Paramount – Dubbi e incertezze all’orizzonte

Nonostante gli annunci ambiziosi, il settore non manca di voci scettiche che mettono in dubbio la reale sostenibilità degli impegni dichiarati. Analisti del settore sostengono che rilasciare 30 film in 52 settimane sia estremamente ambizioso sul piano logistico, poiché significa mettere sul mercato un titolo ogni due settimane, con tutto il peso che ne deriva per i dipartimenti di marketing e distribuzione, già sotto pressione per i tagli previsti dall’operazione.

La stessa Paramount ha dichiarato che l’accordo produrrà 6 miliardi di dollari in sinergie e risparmi, il che secondo le stime genera migliaia di licenziamenti nell’indotto, con conseguenze concrete sulla capacità produttiva complessiva dei due studi. La fusione rimane dunque un evento epocale per Hollywood, ma la sua reale portata si misurerà solo nei prossimi anni, quando le promesse dovranno trasformarsi in film concreti sugli schermi di tutto il mondo.

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Scrittrice compulsiva, cinefila cronica. Quando non scrivo, parlo di film come se fossero reali
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